Una disputa diplomatica tra Polonia e Ucraina è rapidamente degenerata in una telenovela su una medaglia, con il presidente polacco Karol Nawrocki che ha revocato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca, la più alta onorificenza statale polacca, provocando una serie di restituzioni delle proprie decorazioni da parte di funzionari ucraini ed ex presidenti in segno di protesta.
La decisione del presidente polacco è stata motivata dalla scelta dell’Ucraina di assegnare il nome onorifico “Eroi dell’UPA” a un’unità delle forze speciali delle Forze armate ucraine. La Polonia considera l’Esercito insurrezionale ucraino (UPA) responsabile dell’uccisione di decine di migliaia di civili polacchi in Volinia e nella Galizia orientale durante la Seconda guerra mondiale – eventi che Varsavia riconosce ufficialmente come un genocidio.
Escalation simbolica e risposta ucraina
Zelensky ha risposto rapidamente e in modo simbolico. Sabato (10 giugno) ha annunciato di aver restituito l’Ordine dell’Aquila Bianca al presidente Nawrocki tramite Nova Poshta, il principale servizio postale ucraino. Nella sua dichiarazione, Zelensky ha ringraziato il popolo polacco per il sostegno ricevuto, sottolineando però che i simboli hanno importanza: ha messo in dubbio il fatto che l’onorificenza fosse rimasta in passato a figure come Caterina II, Benito Mussolini e Gerhard Schröder, mentre ora veniva revocata al leader ucraino durante la guerra.
La reazione ucraina si è rapidamente ampliata. Tutti gli ex presidenti ucraini ancora in vita che avevano ricevuto l’Ordine dell’Aquila Bianca – Leonid Kuchma (insignito nel 1997), Viktor Yushchenko e Petro Poroshenko – hanno annunciato pubblicamente la rinuncia all’onorificenza in solidarietà con Zelensky. Anche alti funzionari hanno seguito l’esempio: il ministro degli Esteri Andrij Sybiha, l’ambasciatore in Polonia Vasyl Bodnar e il capo dell’Ufficio presidenziale Kyrylo Budanov hanno dichiarato che restituiranno le proprie onorificenze statali polacche.
Calcoli politici a Varsavia
La politica interna polacca sembra essere un fattore determinante nella vicenda. Il presidente Nawrocki, spesso vicino all’ala ultraconservatrice della destra polacca, gode di un ampio sostegno per la decisione: un sondaggio di United Surveys per Wirtualna Polska ha mostrato che il 51,2% dei polacchi è favorevole alla scelta e solo il 35,5% contrario, con un sostegno quasi unanime (87%) tra gli elettori dei partiti di estrema destra come Confederazione. La mossa è ampiamente interpretata come parte di una strategia di posizionamento in vista delle elezioni parlamentari polacche del 2027.
Il primo ministro Donald Tusk, il cui governo deve formalmente controfirmare la revoca, si trova in una posizione difficile. Tusk ha definito la più ampia politicizzazione della disputa una “mossa strategicamente sbagliata” che danneggia entrambi i Paesi sul piano economico, geopolitico e reputazionale. Ha dichiarato di stare lavorando con i partner europei per ridurre le tensioni.
Rischi per la cooperazione bilaterale
Il momento è particolarmente delicato. Una grande Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina è prevista per il 25-26 giugno a Danzica – città associata sia a Nawrocki sia a Tusk. La partecipazione ucraina è ora in discussione e un’eventuale assenza o una rappresentanza di basso livello potrebbe compromettere mesi di preparazione del governo polacco e rappresentare una vittoria politica per la destra polacca.
Gli analisti osservano che, sebbene la disputa sulle medaglie abbia unito gran parte della società ucraina contro quella che viene percepita come una pressione polacca sulle questioni storiche, essa rischia di favorire la Russia indebolendo due alleati fondamentali nel confronto con l’aggressione di Mosca. L’Ucraina ha promesso di “rispecchiare” eventuali passi ostili, continuando però a esprimere gratitudine verso i cittadini polacchi per il loro sostegno di lunga data.
Con l’avvicinarsi della conferenza sulla ricostruzione, entrambe le parti si trovano davanti a un delicato equilibrio: gestire le pressioni politiche interne senza danneggiare in modo irreparabile una partnership fondamentale durante la guerra.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

