La Commissione europea continua ad ampliare l’elenco dei prodotti con indicazione geografica protette (IGP), strumento europeo di tutela della qualità e della tracciabilità nel settore alimentare. Le due ultime registrazioni riguardano il Batog de sturion romeno e il Maphrao Namhom Ratchaburi thailandese.
Con queste nuove designazioni, il totale delle denominazioni protette inserite nella banca dati eAmbrosia supera quota 3.900, a testimonianza di un sistema che negli ultimi anni ha visto una crescita costante, anche nell’ottica di rafforzare le relazioni commerciali con Paesi terzi attraverso il riconoscimento reciproco delle indicazioni geografiche.
Il Batog de sturion è un prodotto ittico ottenuto dal filetto dorsale di storioni allevati in acquacoltura in Romania. La specificità della produzione risiede nel modello di allevamento: gli storioni seguono un’alimentazione che richiama quella delle specie selvatiche, ma crescono in un ambiente controllato e privo di contaminanti, favorevole sia allo sviluppo sia alla riproduzione.
Il processo di trasformazione è altrettanto caratterizzante. Il pesce viene sfilettato, privato della pelle e porzionato manualmente, mantenendo una struttura compatta che ne facilita l’affettatura. Segue la salatura con una miscela di sale grosso e zucchero, quindi l’essiccazione fino al raggiungimento di una consistenza con almeno il 35% di umidità residua. La fase finale prevede l’affumicatura con legni duri, che contribuisce a definire il profilo sensoriale del prodotto: un equilibrio tra note dolci e salate, accompagnate da un gusto carnoso tipico della specie di storione.
Il Maphrao Namhom Ratchaburi è invece una noce di cocco aromatica originaria della provincia di Ratchaburi, in Thailandia. Si tratta di una varietà verde precoce conosciuta come Moo Si Khiao, contraddistinta da una buccia brillante con base scanalata e da una polpa a doppio strato racchiusa in una forma tondeggiante.
La qualità del prodotto è strettamente legata alle condizioni climatiche delle pianure centrali e orientali e delle aree di bassa quota della provincia thailandese. La combinazione di suolo, topografia e clima, insieme al know-how locale nella selezione dei frutti maturi, nella pianificazione stagionale delle coltivazioni e nelle tecniche di raccolta, contribuisce a conferire al cocco caratteristiche aromatiche peculiari e una riconoscibilità sul mercato.
L’inserimento di nuove IGP provenienti sia da uno Stato membro sia da un Paese terzo riflette l’evoluzione della politica europea in materia di qualità agroalimentare. Da un lato, si rafforza la protezione delle produzioni locali, valorizzando territori e filiere, dall’altro, si consolida la dimensione esterna della politica commerciale dell’Unione, che attraverso accordi bilaterali e multilaterali promuove standard comuni e tutele equivalenti.
Il sistema IGP, strumento chiave per differenziare i prodotti, sostenere le economie rurali e garantire elevati livelli di qualità certificata, è ormai una certezza per i Paesi europei. Il Batog de sturion è la settantasettesima specialità romena inserita nell’elenco, altre dodici sono sotto esame. Riguardo il Maphrao Namhom Ratchaburi, questo è solo il sesto prodotto thailandese a essere approvato, riportando il marchio su un alimento del Paese asiatico dieci anni dopo l’ultimo ingresso, quello del Khao Sangyod Muang Phatthalung.
All’interno dell’Unione europea, è l’Italia il Paese che può vantare più prodotti a marchio IGP (924), seguita dalla Francia (824) e dalla Spagna (394). Tra i 347 prodotti registrati provenienti da Paesi al di fuori dell’Unione, spiccano 110 prodotti cinesi e 91 turchi, a testimonianza di un interesse crescente di tutti i mercati verso il sistema europeo di tutela di qualità e riconoscimento.

