Il film “Greta e le favole vere” del regista Berardo Carboni vince il Green Drop Award alla 83ª Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. In occasione della premiazione, il regista Berardo Carboni ha scelto di andare oltre il riconoscimento cinematografico, lanciando un appello ai cittadini europei per la convocazione di una sorta di Assemblea costituente europea attraverso gli “Stati Generali della Cura per una nuova Europa”.

L’iniziativa è stata presentata venerdì 11 settembre durante la cerimonia di premiazione a Venezia. In questa occasione Carboni ha annunciato il lancio di una petizione su Change.org, con l’obiettivo di promuovere un percorso partecipativo che coinvolga cittadini, giovani, scienziati, attivisti, amministratori, associazioni e istituzioni e che metta al centro la responsabilità verso la natura, le persone e la democrazia.

Il regista ha dedicato il premio a Greta Thunberg, invitando l’attivista svedese a sostenere direttamente l’iniziativa. Infatti, le firme raccolte attraverso la petizione saranno consegnate alla storica attivista svedese per il clima al suo team, insieme a un invito formale a prendere parte al progetto.

“Questo premio lo dedico a Greta Thunberg, la cui voce ha ispirato un’intera generazione a guardare in faccia la crisi climatica”, ha dichiarato Carboni dal palco. “Nel film Greta scopre il segreto delle favole vere: bisogna farle accadere. Oggi vogliamo fare lo stesso: prendere quella favola e farla diventare vera. Per questo abbiamo lanciato la petizione per gli Stati Generali della Cura, un processo che parta dal basso, dai cittadini, per costruire l’Europa che ancora non c’è”. Accanto al regista, alla cerimonia erano presenti anche Donatella Finocchiaro, Sara Ciocca, Darko Peric, Roberta Palumbo e Federico Rosati.

Che cos’è il Green Drop Award

Nato nel 2012 e promosso da Green Cross Italia e dal Comune di Venezia, il Green Drop Award viene assegnato ogni anno, nell’ambito della Mostra del Cinema, al film capace di interpretare meglio i temi dell’ecologia, della sostenibilità e della cooperazione tra i popoli.

Il premio consiste in una goccia d’acqua in vetro di Murano, realizzata dal maestro vetraio Simone Cenedese, che custodisce al proprio interno un pugno di terra proveniente ogni anno da un luogo simbolico del pianeta.

A “Greta e le favole vere” è stata assegnata per l’edizione 2026 una speciale goccia di colore blu. Nella motivazione, Green Cross Italia sottolinea “l’alto valore educativo” dell’opera, capace di tradurre “la complessità della crisi climatica e della perdita di biodiversità nel linguaggio universale della fiaba”, senza ricorrere al catastrofismo e senza ridurre la complessità della sfida ambientale.

Secondo la giuria, il film riesce inoltre a costruire “un ponte pedagogico fondamentale tra immaginario e realtà scientifica”, offrendo a famiglie e scuole uno strumento di dialogo e sensibilizzazione.

La goccia assegnata quest’anno contiene un mix di gesso selenite della cava Ballarini di Poggio Torriana, in provincia di Rimini, zolfo dell’ex miniera Ciavolotta di Agrigento e salgemma della miniera di Raffo, a Petralia Soprana.

Dal film all’iniziativa per una nuova Europa 

L’appello lanciato da Carboni riprende direttamente il messaggio del film. “Greta e le favole vere” racconta infatti la storia di una bambina di dieci anni che, insieme all’amico Sauro e ad altri giovani compagni, decide di mobilitarsi per liberare un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero e riportarlo al Polo Nord.

Una favola contemporanea che intreccia avventura, fantasia e impegno civile e che, nelle intenzioni del regista, dovrebbe ora trasformarsi in un’iniziativa politica e sociale concreta.

“Come nel film una bambina restituisce un orso al suo habitat naturale, noi possiamo fare la nostra parte firmando. Perché ogni gesto piccolo, moltiplicato per migliaia, può cambiare il corso delle cose”, si legge nell’appello.

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