L’Unione europea evita tensioni con la Norvegia sul futuro dell’esplorazione di petrolio e gas nell’Artico, eliminando il riferimento alla moratoria sulle nuove trivellazioni nella strategia presentata martedì a Strasburgo.
Da quanto emerge dalla nuova strategia per l’Artico, l’Unione europea ha mantenuto formalmente l’impegno a “garantire che petrolio, carbone e gas rimangano nel sottosuolo”, abbandonando però l’ambizione, risalente al 2021, di promuovere una moratoria internazionale sull’esplorazione e l’estrazione di idrocarburi nel Grande Nord. La precedente strategia dell’UE per la regione conteneva, infatti, un impegno esplicito a lavorare per un divieto internazionale di nuove esplorazioni di combustibili fossili “nell’Artico o nelle regioni contigue” e a non acquistare petrolio e gas prodotti da nuovi pozzi.
Il governo norvegese ha accolto con favore il cambiamento, che il primo ministro Jonas Gahr Støre aveva richiesto personalmente durante una visita a Bruxelles a giugno. “Accogliamo con favore il fatto che non si faccia più riferimento a una moratoria sull’esplorazione di petrolio e gas nell’Artico”, ha dichiarato martedì, in un comunicato, il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide.
Come indicato martedì in conferenza stampa dal commissario UE per i Partenariati internazionali, Jozef Síkela, nella nuova strategia l’Unione europea ribadisce la propria contrarietà allo sfruttamento di nuovi giacimenti di petrolio, gas e carbone nell’Artico, riconoscendo però il diritto della Norvegia di proseguire i propri programmi di esplorazione energetica nella regione.
Il commissario, ricordando la propria esperienza come ministro dell’Energia della Repubblica Ceca, ha confermato che Bruxelles non intende modificare la propria posizione sullo sfruttamento delle risorse fossili nella regione artica.
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“In linea con la comunicazione congiunta del 2021 sull’Artico, la posizione dell’UE rimane chiara: petrolio, carbone e gas devono rimanere nel sottosuolo, anche nelle regioni artiche”, ha dichiarato Síkela.
“Non facciamo altro che sottolineare l’importanza di rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Manteniamo i nostri obiettivi”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno dell’Unione per la transizione energetica e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.
Secondo il commissario, le particolari vulnerabilità ambientali dell’Artico impongono inoltre una maggiore cooperazione con i Paesi partner per impedire che lo sfruttamento delle risorse di idrocarburi possa danneggiare gli ecosistemi della regione.
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“La Commissione lavorerà con i partner per proteggere l’ambiente artico e prevenire tutti i progetti di sfruttamento delle riserve di idrocarburi che rappresentano una minaccia per l’ecosistema artico”, ha precisato.
Nonostante questa posizione, Síkela ha chiarito che la Commissione non intende contestare le scelte del governo norvegese in materia di esplorazione energetica.
“Rispettiamo semplicemente la decisione della Norvegia di avviare, o quantomeno esplorare, le opportunità per nuove trivellazioni”, ha affermato il commissario.

