Tre condanne e una assoluzione in un caso di frode ai danni del bilancio europeo legato allo sviluppo della rete italiana del gas naturale liquefatto (Gnl). L’ufficio di Venezia della Procura europea (EPPO), ha annunciato di aver ottenuto dal tribunale di Padova la condanna di tre persone – due amministratori e un dipendente di una società consortile poi fallita – per l’appropriazione indebita di fondi europei destinati a progetti infrastrutturali nel settore energetico-marittimo.

Al centro dell’inchiesta ci sono finanziamenti per 6,35 milioni di euro erogati tra il 2016 e il 2021 nell’ambito del programma europeo Connecting Europe Facility (CEF), attraverso l’Agenzia esecutiva europea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente (CINEA) e il ministero italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le risorse avrebbero dovuto sostenere la realizzazione e promozione di progetti per infrastrutture di rifornimento a gas naturale presso aree portuali, funzionali alla transizione dai carburanti marittimi tradizionali verso combustibili meno inquinanti.

Secondo quanto ricostruito dall’EPPO, con il supporto della Guardia di finanza di Venezia e Roma, oltre 5,58 milioni di euro sarebbero stati distolti dalle finalità previste. La società beneficiaria, secondo gli investigatori, non disponeva né della struttura organizzativa né delle competenze tecniche necessarie per realizzare i progetti finanziati.

L’indagine ha accertato che parte dei fondi europei sarebbe stata impiegata per remunerare soggetti privi delle qualifiche richieste, finanziare attività estranee ai progetti approvati e coprire spese personali. Inoltre, sarebbero state utilizzate fatture per operazioni inesistenti e falsificati registri contabili, inducendo in errore sia il ministero italiano sia CINEA.

La società consortile è stata dichiarata fallita dal tribunale di Padova il 3 giugno 2021. Nella sentenza pronunciata il 9 aprile, i giudici hanno inflitto pene comprese tra un anno e otto mesi e sei anni e due mesi di reclusione ai tre imputati condannati. Una quarta persona è stata assolta, mentre altri due indagati avevano già definito la propria posizione con patteggiamento in una fase precedente del procedimento.

Il tribunale ha inoltre disposto la confisca di 1,97 milioni di euro.

Il caso si inserisce nel crescente filone di indagini dell’EPPO in Italia su frodi relative ai fondi europei, in particolare nei settori infrastrutturali ed energetici, considerati ad alto rischio per l’elevata entità delle risorse mobilitate.

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