L’Ucraina sta divenendo un “fornitore di sicurezza” per l’Europa, secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che il 15 luglio da Kyiv ha annunciato un nuovo accordo di partenariato industriale nel settore della difesa insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il nuovo accordo giunge dopo che Kyiv altri nove partner europei, tra cui l’Italia, hanno fondato lo scorso 13 luglio la Coalizione antimissili balistici, che collabora allo sviluppo congiunto del nuovo progetto di difesa aerea Freya, a fronte della grave carenza di intercettori Patriot a Kyiv.

“Quello che firmiamo oggi è il nostro personalissimo accordo sui droni”, ha dichiarato von der Leyen intervenendo alle celebrazioni della Giornata della statualità ucraina dove ha ricevuto l’Ordine d’Europa da parte del presidente Zelensky. Von der Leyen ha anche partecipato insieme ad altri rappresentanti dei Paesi UE al quinto vertice Ucraina-Europa sudorientale.

“In Europa disponiamo già di un’enorme capacità tecnologica e industriale che può essere impiegata. E abbiamo siti di produzione sicuri e protetti che possono contribuire all’aumento della produzione”, ha affermato von der Leyen.

“Ma noi non possediamo quella conoscenza e competenza, frutto di esperienze sul campo, che l’Ucraina ha maturato. Quindi, il punto che voglio sottolineare è che dobbiamo unire le nostre forze”, ha aggiunto von der Leyen.

Zelensky ha sottolineato che l’Ucraina non intende limitarsi a ricevere assistenza, ma vuole mettere a disposizione dei partner europei la propria esperienza maturata sul campo. “L’Ucraina è uno Stato che non aspetta, ma crea, che non chiede, ma offre esperienza, tecnologie e capacità uniche, una partnership unica in materia di sicurezza e politica”, ha affermato il presidente ucraino.

L’iniziativa annunciata a Kyiv mira a combinare la base industriale dell’UE con l’esperienza di livello mondiale dell’Ucraina, maturata in oltre quattro anni di combattimenti contro le truppe russe. Secondo quanto riferisce Euronews, i finanziamenti proverranno da due fonti dell’UE: il prestito di sostegno all’Ucraina di 90 miliardi di euro e i circa 10 miliardi di euro ancora disponibili nel programma di difesa SAFE, sebbene non tutti i fondi saranno immediatamente erogati. Un miliardo di euro del prestito è stato erogato mercoledì. Finora, diversi Paesi dell’UE hanno firmato accordi individuali con l’Ucraina per sfruttare il suo ingegno tecnologico. L’accordo approvato mercoledì aggiunge una dimensione più ampia, rendendo la partnership disponibile a tutti i 27 Stati membri.

La notizia giunge mentre l’Ucraina cerca di intensificare la cooperazione nel settore della difesa con i partner europei, uno sviluppo guidato dalla riduzione degli arsenali di armi occidentali e dal crescente know-how ucraino in questo settore dove ormai sta emergendo come un leader a livello internazionale.

Infatti, per contrastare l’invasione russa, dal 2022 l’Ucraina ha trasformato un ecosistema inizialmente basato su volontari, piccole imprese e prototipi artigianali in uno dei maggiori poli mondiali per la produzione di droni militari.

La produzione è passata da poche migliaia di unità nel 2022 a circa 2-2,2 milioni di droni nel 2024, di cui oltre 1,5 milioni FPV.

In base ai dati del ministero della Difesa ucraino, nel 2025 le forze armate ricevuto almeno 3 milioni di velivoli senza pilota, mentre la capacità industriale dichiarata avrebbe raggiunto circa 4,5 milioni di FPV. Per il 2026 alcune stime indicano una produzione potenziale compresa tra 7 e 8 milioni di sistemi.

Il presidente ucraino ha indicato obiettivi ancora più ambiziosi. “Ricordo quando annunciai per la prima volta il piano dello Stato: un milione di droni all’anno. C’era molto scetticismo, sia all’estero sia all’interno del Paese. Ora possiamo affermare che produciamo 10 milioni di droni all’anno. E saranno 20 milioni: lo faremo insieme ai nostri partner”, ha dichiarato Zelensky.

Secondo il Center for Strategic and International Studies (CSIS), già nel 2024 oltre il 96 per cento dei droni impiegati dalle forze ucraine era prodotto internamente. Il settore si distingue per la prevalenza delle imprese private e per il collegamento diretto tra produttori e unità al fronte, che consente di modificare hardware e software in poche settimane.

Secondo Zelensky, i sistemi robotici terrestri ucraini hanno già svolto “decine di migliaia” di missioni al fronte, riducendo l’esposizione dei militari, mentre i droni intercettori sviluppati in Ucraina abbatterebbero almeno il 90 per cento degli Shahed lanciati dalla Russia. Il presidente ha inoltre affermato che Kyiv impiega fino a circa 500 droni al giorno nelle operazioni a lungo raggio contro infrastrutture militari ed energetiche russe.

L’Ucraina ha già concluso nove accordi bilaterali nel quadro dei cosiddetti “Drone Deal”, tra cui quelli firmati con Germania, Norvegia, Lituania, Lettonia, Estonia, Danimarca e Paesi Bassi, oltre a intese strategiche decennali con Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar.

La cooperazione comprende produzione congiunta, sviluppo di droni e sistemi intercettori, scambio di dati ed esperienza operativa, addestramento e rafforzamento delle capacità di difesa contro i velivoli senza pilota. Kyiv ha inoltre inviato circa 200 esperti nel Golfo per contribuire alla protezione dagli attacchi dei droni iraniani Shahed.

, , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *