La Commissione europea ha pubblicato il 14 luglio la prima revisione del regolamento sulle sovvenzioni estere distorsive del mercato interno (Foreign Subsidies Regulation, FSR), concludendo che lo strumento è adeguato allo scopo (“fit for purpose”) dopo tre anni di applicazione e che non richiede modifiche strutturali. Contestualmente, l’esecutivo comunitario ha annunciato una serie di semplificazioni procedurali per ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese. La bozza degli interventi sarà pubblicata in autunno per raccogliere le osservazioni degli operatori, mentre l’adozione definitiva è prevista nel 2027.

La revisione, prevista dall’articolo 52(2) del regolamento e da ripetersi ogni tre anni, si basa sull’analisi di 103 contributi raccolti attraverso due consultazioni e su uno studio indipendente affidato a un soggetto esterno. Secondo la Commissione, la maggior parte dei portatori di interesse ha confermato la validità del quadro normativo, chiedendo tuttavia un alleggerimento degli adempimenti. L’obiettivo dichiarato dell’FSR, garantire condizioni di parità nel mercato interno tra imprese europee ed extra-UE, resta ampiamente riconosciuto e attuale.

Il regolamento è applicabile dal 12 luglio 2023, con obblighi di notifica in vigore da ottobre dello stesso anno, e attribuisce alla Commissione la competenza esclusiva a indagare sugli aiuti concessi da governi extra-UE alle imprese attive nel mercato unico. Secondo i dati della revisione, tra ottobre 2023 e maggio 2026 la Commissione ha ricevuto 273 notifiche di concentrazione, circa il triplo delle stime iniziali, mentre nel comparto degli appalti pubblici sono state esaminate oltre 5.000 segnalazioni, consentendo alle amministrazioni aggiudicatrici di procedere senza ritardi negli acquisti di beni e servizi essenziali.

Sul fronte delle procedure d’ufficio, la Commissione ha aperto due indagini approfondite, una relativa ai sistemi di rilevamento delle minacce e l’altra nel settore eolico, che offrono indicazioni sull’approccio dell’esecutivo nella valutazione delle potenziali distorsioni. L’attività di enforcement ha inoltre prodotto le prime decisioni di rilievo del regime: la decisione sul caso e&/PPF Telecom nel settembre 2024, la seconda autorizzazione condizionata in ambito di concentrazioni con il caso Covestro/ADNOC nel novembre 2025 e la prima decisione definitiva nel comparto degli appalti pubblici, relativa a un produttore ferroviario cinese in una gara portoghese, nell’aprile 2026.

Le criticità rilevate

Pur giudicando complessivamente positivo l’impianto del regolamento, la revisione ha messo in evidenza alcune aree di preoccupazione. La prima riguarda l’onere amministrativo connesso alla raccolta e alla comunicazione dei dati sui contributi finanziari esteri, seguita dalla lunghezza e dalla complessità di talune procedure legate alle indagini. La Commissione ha rilevato anche l’incertezza sui poteri di richiamo (call-in) per le concentrazioni al di sotto delle soglie di notifica, pur riconoscendone la finalità legittima.

A queste criticità si aggiunge la richiesta di maggiore chiarezza su alcuni obblighi di segnalazione e di una più ampia trasparenza nella prassi applicativa. Nei casi di concentrazione, gli operatori hanno valorizzato le interlocuzioni pre-notifica, che migliorano chiarezza ed efficienza del processo, e le esenzioni già disponibili. Nel settore degli appalti, invece, le notifiche formali sono rimaste contenute, mentre la Commissione ha gestito in via informale numerose richieste provenienti da imprese e amministrazioni.

Le semplificazioni allo studio

Sulla base di queste risultanze, la Commissione avvierà iniziative per apportare adeguamenti mirati al quadro procedurale. Nel capitolo relativo alle concentrazioni, gli interventi allo studio prevedono l’innalzamento della soglia di notifica basata sul fatturato tramite un atto delegato, l’introduzione di una possibilità di notifica semplificata per casi specifici, un moderato aumento delle soglie di comunicazione dei contributi finanziari esteri e ulteriori esenzioni per i contributi non classificati tra quelli più probabilmente distorsivi.

Per il capitolo sugli appalti pubblici, la Commissione ipotizza la semplificazione e il chiarimento dei moduli utilizzati per notifiche e dichiarazioni, la revisione del quadro che consente alle imprese di richiedere deroghe per limitare la divulgazione di alcune informazioni e una delimitazione più netta degli obblighi di segnalazione dei contributi meno rilevanti. Rientra tra le ipotesi anche il chiarimento dei diritti e degli obblighi di imprese e amministrazioni aggiudicatrici, compreso il trattamento delle informazioni riservate nell’accesso agli atti. Gli interventi punterebbero a ridurre il numero delle segnalazioni e a concentrare l’attenzione sui casi più a rischio, preservando l’efficacia dello strumento.

Che cosa cambia per le imprese italiane

Il regolamento incide direttamente sugli operatori italiani che partecipano a grandi gare d’appalto o a operazioni di fusione e acquisizione. Gli obblighi di notifica scattano per le concentrazioni quando la società acquisita genera almeno 500 milioni di euro di fatturato nell’UE e le parti hanno ricevuto contributi finanziari esteri superiori a 50 milioni di euro, e per gli appalti quando il valore del contratto è pari o superiore a 250 milioni di euro con contributi esteri di almeno 4 milioni per paese terzo.

La semplificazione allo studio, riducendo il carico documentale, è destinata quindi ad alleggerire gli adempimenti per le imprese italiane attive nei settori più esposti, dalle costruzioni alle infrastrutture di trasporto e all’energia, che avevano segnalato la complessità del regime già in fase di consultazione. Il tema si intreccia con il dibattito europeo sulla semplificazione degli oneri normativi per le imprese.

La consultazione pubblica alla base della revisione si è chiusa nel novembre 2025 e ha coinvolto anche associazioni di categoria nazionali. La Commissione ha già avviato i lavori sugli adeguamenti mirati: la bozza sarà pubblicata in autunno, dando agli operatori la possibilità di presentare commenti, e sulla base dei riscontri e delle ulteriori evidenze raccolte gli interventi saranno adottati nel corso del 2027. Il quadro sostanziale del regolamento, definito anche dalle linee guida applicative pubblicate nel gennaio 2026, resta invece invariato.

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