La Commissione europea ha proposto cinque nuovi grandi progetti industriali comuni nel settore della difesa, con l’obiettivo di rafforzare le capacità militari dell’Unione attraverso lo sviluppo congiunto di sistemi considerati prioritari. Le iniziative, denominate European Defence Projects of Common Interest, riguardano droni e sistemi anti-drone, difesa marittima e dei fondali, spazio, difesa aerea e missilistica e sicurezza del fianco orientale dell’Unione.
Secondo il regolamento sul Programma europeo per l’industria della difesa, l’EDIP, gli European Defence Projects of Common Interest, o EDPCI, sono progetti industriali collaborativi che coinvolgono almeno quattro Paesi dell’Ue per realizzare iniziative comuni nel settore della difesa.
Per sostenere l’avvio e la realizzazione dei nuovi progetti, la Commissione ha già destinato 325 milioni di euro nell’ambito dell’Edip, programma da 1,5 miliardi di euro. Secondo Bruxelles, le iniziative offriranno agli Stati membri un quadro per sviluppare insieme programmi troppo complessi o troppo onerosi per essere gestiti individualmente, rafforzando allo stesso tempo la base industriale europea e la capacità dell’Unione di rispondere alle minacce comuni.
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“Attraverso questi progetti congiunti di punta nel settore della difesa, stiamo rafforzando le capacità di sicurezza e difesa dell’Europa”, ha dichiarato la vicepresidente esecutiva della Commissione per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen. “Le iniziative rafforzano la nostra capacità di salvaguardare la sovranità europea in ogni circostanza e approfondiscono la cooperazione europea nel settore della difesa”.
Virkkunen ha insistito sulla necessità di accelerare la produzione industriale e gli investimenti comuni. “Dobbiamo muoverci più rapidamente, produrre di più insieme e investire nella nostra sicurezza, ed è esattamente ciò che stiamo facendo”, ha affermato. La vicepresidente ha inoltre richiamato il coinvolgimento di Kyiv: “Stiamo anche sostenendo l’Ucraina. Gli EDPCI ci aiuteranno a fornire risultati in modo più efficace, a rafforzare la nostra base industriale e a dimostrare che l’Europa è pronta a tradurre le parole in azione”.
In media, a ciascun progetto partecipano 18 Stati membri, mentre l’Ucraina è coinvolta in quattro delle cinque iniziative. La Commissione prevede di partecipare ai progetti, fornendo sostegno finanziario e assistenza al coordinamento dell’attuazione da parte dei governi nazionali. Bruxelles monitorerà inoltre l’avanzamento rispetto alle tappe concordate, con l’obiettivo di favorire una realizzazione nei tempi previsti.
Il commissario europeo alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, ha definito i cinque progetti “ambiziosi” e di lungo periodo, destinati a rafforzare la prontezza militare europea e l’autonomia strategica dell’Unione. “Gli EDPCI che proponiamo oggi contribuiranno direttamente allo sviluppo di uno scudo europeo aereo, marittimo e spaziale”, ha dichiarato.
Secondo Kubilius, le iniziative dovranno inoltre rafforzare le capacità europee nei settori dei droni e dei sistemi anti-drone, oltre a contribuire alla sicurezza del fianco orientale. “Con un’ambizione di finanziamento combinata di circa 190 miliardi di euro entro il 2036, svolgeranno un ruolo chiave nel rafforzare le capacità degli Stati membri e nel mantenere sicura l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto.
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Secondo quanto riferito da Euractiv.com, la Commissione puntava a pubblicare l’elenco dei progetti all’inizio del mese, prima del vertice dei leader della NATO ad Ankara, dove i 32 alleati discuteranno di come tradurre gli impegni di spesa in capacità produttiva industriale.
La scorsa settimana, Kubilius aveva già anticipato che l’Eastern Flank Watch, insieme ad altri quattro programmi, era stato confermato dalla Commissione. Il progetto era stato proposto per la prima volta dall’esecutivo europeo nel 2025, nell’ambito della roadmap per la preparedness della difesa, come uno dei grandi programmi destinati ad accrescere la prontezza difensiva dell’Unione entro il 2030.
L’Eastern Flank Watch punta a rafforzare la protezione dei confini orientali dell’Ue attraverso capacità di sorveglianza e risposta su terra, aria e mare. Nell’impianto delineato dalla Commissione, il progetto dovrebbe integrare sistemi di difesa aerea e anti-drone, strumenti di guerra elettronica, capacità di sorveglianza e sicurezza marittima, in coordinamento con la pianificazione della NATO.
I cinque progetti dovranno ora essere formalmente discussi dal Consiglio dell’Ue, che sarà chiamato a definirne obiettivi, caratteristiche, Paesi partecipanti e volume degli investimenti attesi. Una volta adottata la lista, le iniziative potranno accedere ai fondi del Programma europeo per l’industria della difesa attraverso una procedura dedicata.
Il finanziamento europeo dovrebbe consentire l’avvio della fase di dispiegamento dei progetti, creando anche le basi per un eventuale ulteriore sostegno nel quadro del futuro Fondo europeo per la competitività. L’obiettivo dichiarato è far convergere domanda militare, investimenti industriali e cooperazione tra Stati membri su programmi capaci di ridurre frammentazione, duplicazioni e dipendenze esterne.
La proposta si inserisce nel quadro dell’Edip, regolamento adottato il 16 dicembre 2025 per rafforzare e modernizzare l’industria europea della difesa, aumentare la disponibilità di tecnologie avanzate e sostenere la capacità produttiva e gli appalti comuni. Lo strumento punta anche a rendere più resilienti le catene di approvvigionamento militare, assicurando una fornitura più stabile di equipaggiamenti alle forze armate degli Stati membri.
L’introduzione degli EDPCI rappresenta uno degli elementi centrali della nuova architettura industriale europea della difesa. I progetti sono pensati per produrre benefici su scala continentale e restano aperti anche alla partecipazione di Norvegia e Ucraina. La loro concreta efficacia dipenderà ora dalla capacità degli Stati membri di trasformare il quadro politico in programmi industriali condivisi, finanziamenti credibili e calendari di attuazione comuni.
[a cura di Simone Cantarini]

