La Commissione europea vuole imporre a Google nuove misure per garantire ai servizi di intelligenza artificiale concorrenti un accesso effettivo alle funzionalità chiave di Android. Bruxelles ha inviato al gruppo le proprie conclusioni preliminari nell’ambito del procedimento di specificazione avviato il 27 gennaio 2026 ai sensi del Digital Markets Act, il regolamento europeo sui mercati digitali.

Le misure proposte puntano a consentire ai servizi di IA di terzi di interagire in modo efficace con le applicazioni installate sui dispositivi Android degli utenti. In questo modo, un assistente di intelligenza artificiale concorrente di Gemini potrebbe eseguire attività come l’invio di un’e-mail tramite l’app di posta preferita dall’utente, l’ordinazione di cibo o la condivisione di una foto con amici e contatti.

Secondo la Commissione, Google attualmente riserva “in gran parte” queste funzionalità alle proprie offerte di intelligenza artificiale su telefoni e tablet Android. È questo il punto centrale dell’intervento di Bruxelles: evitare che il controllo di Google sul sistema operativo Android si traduca in un vantaggio strutturale per Gemini rispetto agli altri servizi di IA.

Tra le misure indicate dalla Commissione figura anche la possibilità per gli utenti di attivare con facilità servizi di intelligenza artificiale concorrenti attraverso una “parola di attivazione” personalizzata, cioè una frase pronunciata dall’utente per avviare un determinato servizio di IA. L’obiettivo è rendere possibile una concorrenza effettiva non solo sul piano delle applicazioni, ma anche nell’integrazione profonda tra assistenti digitali, sistema operativo e funzioni del dispositivo.

Bruxelles sostiene che queste misure permetterebbero ai fornitori concorrenti di innovare e offrire agli utenti Android esperienze di intelligenza artificiale più integrate, accanto ai servizi sviluppati da Alphabet, come Gemini. Per gli utenti dell’Unione europea, la Commissione presenta l’intervento come uno strumento per ampliare la scelta tra diversi servizi di IA su telefoni e tablet Android.

Le parti interessate avranno tempo fino al 13 maggio 2026 per presentare osservazioni sul progetto di misure. La Commissione valuterà i contributi ricevuti, insieme alle osservazioni di Google, prima di adottare la decisione finale. Le misure definitive, una volta approvate, saranno vincolanti per Alphabet.

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La decisione finale dovrà arrivare entro sei mesi dall’apertura della procedura di specificazione, quindi entro il 27 luglio 2026. La Commissione precisa che il procedimento non pregiudica la possibilità di adottare separatamente una decisione di non conformità qualora accerti una violazione degli obblighi previsti dal DMA.

Il dossier si inserisce in una serie di procedure avviate da Bruxelles nei confronti di Google il 27 gennaio 2026. Il 16 aprile, la Commissione ha già pubblicato conclusioni preliminari e aperto una consultazione pubblica su un altro fronte: la condivisione dei dati di ricerca di Google Search con terze parti.

Anche in quel caso, la Commissione ha avviato una consultazione separata, con scadenza fissata al primo maggio 2026. I due procedimenti mostrano come Bruxelles stia cercando di applicare il DMA anche alla nuova fase della competizione digitale, in cui l’intelligenza artificiale tende a integrarsi nei sistemi operativi, nei motori di ricerca e nelle applicazioni mobili.

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Google ha criticato l’impostazione della Commissione, sostenendo che le misure rischiano di compromettere il carattere aperto di Android, aumentare i costi e creare problemi per la privacy e la sicurezza degli utenti.

La linea di Bruxelles, però, è che il controllo di Google sulle funzioni chiave del sistema operativo non debba trasformarsi in un vantaggio strutturale per Gemini rispetto agli altri servizi di IA.

Il Digital Markets Act mira a garantire mercati digitali più equi e contendibili, imponendo obblighi specifici ai cosiddetti gatekeeper, cioè le grandi piattaforme digitali che fungono da punto di accesso essenziale tra imprese e consumatori. Il 6 settembre 2023, la Commissione ha designato diversi servizi di Alphabet come servizi di piattaforma di base, tra cui Google Search, Google Play, Google Maps, YouTube, Android, Chrome, Google Shopping e i servizi pubblicitari online del gruppo. Dal 7 marzo 2024, Alphabet è tenuta a rispettare pienamente gli obblighi del DMA per tutti i servizi designati.

In caso di violazione del regolamento, il DMA consente alla Commissione di imporre sanzioni fino al 10 per cento del fatturato mondiale annuo dell’impresa, che possono salire fino al 20 per cento in caso di infrazioni ripetute.

[a cura di Simone Cantaini]

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