L’alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza Kaja Kallas ha accolto con favore venerdì un importante passo pratico avanti in Kosovo, lodando un accordo raggiunto tra Pristina e il rappresentante speciale dell’UE che facilita l’attuazione della Legge sugli stranieri salvaguardando allo stesso tempo l’accesso ai servizi pubblici per le comunità vulnerabili.

In una dichiarazione pubblicata su X, Kallas ha descritto l’intesa del 14 marzo come “un importante passo avanti a beneficio di tutte le persone in Kosovo”. Ha sottolineato che l’accordo garantisce la continuità nell’erogazione dei servizi pubblici essenziali e crea un nuovo slancio per il dialogo tra Belgrado e Pristina, da tempo in stallo.

Il compromesso, negoziato dopo intensi colloqui tra il primo ministro del Kosovo Albin Kurti e l’inviato dell’Unione Peter Sørensen, affronta le preoccupazioni sollevate dalla popolazione serba del Kosovo nei comuni settentrionali riguardo alla Legge sugli stranieri, nota anche come Legge sui cittadini stranieri. Approvata dall’Assemblea del Kosovo negli ultimi anni, la normativa richiede ai cittadini stranieri – inclusi molti serbi che utilizzano documenti rilasciati dalla Serbia – di ottenere permessi di soggiorno kosovari per soggiorni prolungati, lavoro, ricongiungimento familiare o altri scopi.

Senza misure transitorie, l’applicazione completa della legge avrebbe potuto interrompere l’accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione, alle pensioni e alla registrazione civile per migliaia di residenti a Mitrovica Nord, Zvečan, Zubin Potok e Leposavić che possiedono soltanto documenti di identità serbi. Il nuovo accordo prevede un permesso di soggiorno temporaneo di 12 mesi (con possibilità di estensione) per i serbi del Kosovo privi di documenti d’identità kosovari. Durante questo periodo, le carte d’identità rilasciate dalla Serbia potranno continuare a essere utilizzate per l’identificazione, evitando l’esclusione immediata dai servizi.

Kallas ha sottolineato anche il significato più ampio dell’intesa: “Guardando avanti, l’attuazione degli accordi passati resta fondamentale. Questo progresso crea un nuovo slancio per il dialogo Belgrado-Pristina e attendo con interesse di organizzare presto un incontro ad alto livello”. Ha inoltre ringraziato le parti coinvolte e ribadito l’impegno dell’Unione europea nel facilitare il dialogo sotto la sua guida.

Lo sviluppo arriva in un momento delicato per il percorso europeo del Kosovo. Sebbene il Paese abbia compiuto progressi in settori come la liberalizzazione dei visti (ottenuta nel 2024) e la cooperazione regionale, le questioni irrisolte nel nord – in particolare le istituzioni parallele e la libertà di movimento – continuano a complicare le relazioni con la Serbia e a rallentare i progressi verso lo status di Paese candidato all’UE.

Gli analisti considerano l’accordo una misura pragmatica di de-escalation che evita una nuova crisi nel nord in vista dei calendari politici primaverili sia a Pristina sia a Belgrado. Offrendo un margine di tempo per l’attuazione, riduce il rischio di proteste o interruzioni dei servizi, mantenendo al contempo il quadro giuridico con cui il Kosovo ha cercato di rafforzare la propria statualità e sovranità.

L’alta rappresentante ha indicato di voler convocare un incontro ad alto livello nelle prossime settimane, suggerendo che il passo avanti di venerdì potrebbe costituire la base per un rinnovato impegno diplomatico.

Nel frattempo, il Kosovo resta immerso in un crescente stallo istituzionale che ha paralizzato processi costituzionali fondamentali e sollevato timori di un’instabilità prolungata nella nazione più giovane d’Europa. La crisi deriva dal fatto che l’Assemblea non è riuscita il 5 marzo a eleggere un successore della presidente uscente Vjosa Osmani prima della scadenza del suo mandato il 4 aprile. L’incertezza rischia di ritardare le riforme, indebolire gli sforzi del Kosovo verso l’adesione all’UE ed esacerbare le tensioni nel nord nel contesto delle difficoltà del dialogo tra Belgrado e Pristina.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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