Bruxelles rafforza il proprio impegno nel Caucaso meridionale con il lancio di una nuova missione civile in Armenia, segnando un ulteriore passo nella strategia dell’Unione europea a sostegno delle istituzioni democratiche e della sicurezza dei Paesi partner esposti a pressioni esterne.

Il Consiglio dell’Unione europea ha istituito la EU Partnership Mission in Armenia (EUPM Armenia) nell’ambito della Politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), con l’obiettivo di assistere le autorità armene nella gestione di minacce sempre più complesse e interconnesse. Tra queste figurano la manipolazione e interferenza delle informazioni estere (FIMI), gli attacchi informatici e i flussi finanziari illeciti.

La nuova missione civile è stata dispiegata su richiesta delle autorità armene e si aggiunge, senza sostituirla, alla già attiva EU Mission in Armenia (EUMA), operativa dal 2023 con il compito di osservare la situazione sul terreno e contribuire alla riduzione delle tensioni nelle aree di confine.

Secondo la decisione del Consiglio, la nuova missione avrà un’impostazione principalmente consultiva e di rafforzamento delle capacità istituzionali, lavorando a stretto contatto con ministeri e strutture statali per sviluppare politiche pubbliche in grado di affrontare le principali vulnerabilità del Paese. L’obiettivo è anche quello di promuovere un approccio coordinato tra le diverse amministrazioni, superando la frammentazione delle risposte e rafforzando la coerenza dell’azione pubblica.

Accanto alla consulenza strategica, è prevista la creazione di una “project cell” incaricata di individuare e attuare interventi concreti nei settori previsti dal mandato, in coordinamento con partner internazionali che condividono lo stesso approccio.

Per l’alta rappresentante Kaja Kallas, la missione risponde a un contesto caratterizzato da crescenti pressioni ibride sul Paese. “Gli armeni stanno affrontando massicce campagne di disinformazione e attacchi informatici”, ha dichiarato, sottolineando che il sostegno europeo includerà consulenza tecnica, rafforzamento delle capacità amministrative e attività di monitoraggio nei settori più esposti.

Kallas ha inoltre ribadito la centralità del processo politico interno. “Quando gli armeni andranno alle urne a giugno, solo loro dovranno scegliere il futuro del proprio Paese. L’Unione europea contribuisce a proteggere la capacità dell’Armenia di prendere decisioni in modo autonomo”.

La missione avrà una durata iniziale di due anni e sarà operativa con un quartier generale situato direttamente in Armenia. La direzione strategica sarà affidata a Stefano Tomat, direttore del Civilian Operations Headquarters del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), che ricoprirà il ruolo di Civilian Operation Commander. La guida operativa sul terreno sarà invece affidata a un capo missione che sarà nominato a breve.

EUPM Armenia si inserisce in un quadro più ampio di rafforzamento delle relazioni tra Bruxelles ed Erevan. Sul finire dello scorso anno, il Consiglio di partenariato tra Unione europea e Armenia ha infatti approvato una nuova Agenda strategica, che amplia la cooperazione con il membro del Partenariato orientale in settori chiave come sicurezza, difesa e modernizzazione istituzionale.

Per Bruxelles, il sostegno all’Armenia rappresenta anche un banco di prova della capacità europea di incidere in modo più diretto nella gestione delle crisi nel proprio vicinato, mentre per Erevan si apre una fase in cui il rafforzamento delle istituzioni e delle competenze interne diventa un elemento centrale per ridurre le vulnerabilità esterne e consolidare il percorso di cooperazione con l’Unione.

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