L’Europa è stata protagonista al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Non per caso, ma per scelta. A indicare che sicurezza e benessere dipendono dal futuro dell’Europa, su cui il dibattito pubblico dovrebbe concentrarsi.
L’introduzione del padrone di casa, Valerio De Molli, amministratore delegato di The European House Ambrosetti, si può riassumere come “l’orgoglio europeo”. Numeri alla mano De Molli ha ricordato i molti successi dell’UE, perché sia il miglior posto al mondo in cui vivere – in termini di aspettativa e qualità della vita, di coesione e modello sociale ecc. – e la miglior strategia rispetto alle tante sfide che abbiamo di fronte.
Gli ha fatto eco il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha sottolineato il modello europeo di condivisione della sovranità, che va ulteriormente rafforzato per riuscire a giocare un ruolo attivo sul piano internazionale a favore della pace e di un ordine internazionale cooperativo.
Il Presidente del Consiglio europeo Costa ha riportato le grandi sfide alla prosaica necessità di implementare i Rapporti di Letta e Draghi, e di accordarsi sul bilancio. Perché non si può chiedere all’UE di fare sempre di più, con un bilancio dell’1% del PIL, rispetto a circa il 45% degli Stati membri, che si oppongono all’aumento del bilancio UE.
Vannacci ha attenuato i toni, ma le argomentazioni di Monti hanno evidenziato le sue contraddizioni e demolito la sua prospettiva nazionalista sull’UE e l’integrazione.
Il Vicepremier e Ministro degli esteri, Antonio Tajani, ha auspicato il superamento dell’unanimità e si è detto favorevole agli Stati Uniti d’Europa, dichiarandosi federalista. Esattamente come la Segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein. Nessuno dei tanti membri del governo intervenuti ha espresso una posizione analoga.
Se la sicurezza e il benessere degli italiani dipendono soprattutto dal futuro dell’integrazione europea – come abbiamo visto durante la pandemia, in cui i vaccini e la ripresa sono stati garantiti dall’UE – com’è possibile per Tajani e Forza Italia stare in una coalizione in cui tutti gli altri partiti propongono una visione opposta dell’UE e del suo futuro, invece che con chi la condivide?
Che farà Forza Italia dopo che sull’Europa Meloni si impone contro Tajani?

