Si paventa per l’Europa la possibilità di una carenza di carburante per i trasporti. Ad ammettere una situazione potenzialmente critica è il ministro dei Trasporti cipriota, Alexis Vafeades, il cui Paese detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. I commenti giungono mentre la Commissione europea si appresta ad annunciare mercoledì le misure per ottimizzare l’utilizzo del carburante e cercare nuovi fornitori, in particolare per quanto riguarda il jet fuel, la cui scarsità sta mettendo sotto forte pressione il settore del trasporto aereo.
Parlando ai giornalisti al suo arrivo al Consiglio Trasporti informale organizzato in videoconferenza, il ministro ha sottolineato che la crisi geopolitica in continua evoluzione in Medio Oriente “ha messo in evidenza che l’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema di approvvigionamento di carburante nel breve termine”.
“Per questo dobbiamo esserne consapevoli. Ma abbiamo anche, nel medio e nel lungo termine, un problema di domanda”, ha aggiunto Vafeades, sottolineando i temi al centro del Consiglio. “Occorre essere pronti a evitare code alle stazioni di servizio, qualora ciò dovesse accadere”, ha aggiunto il ministro, ricordando che il tema sarà ulteriormente approfondito durante il Consiglio europeo in programma il 24 aprile.
Vafeades ha però ribadito quanto sottolineato più volte in queste settimane dalla Commissione europea, osservando che al momento “non siamo in una situazione pericolosa”, ma di fronte “a una possibilità”.
Tuttavia, il ministro ha sottolineato che, nel caso in cui si verificasse realmente una situazione di carenza, ciò “avrebbe un impatto sulla connettività” e “su ogni cittadino dell’Unione”.
Da parte sua, il commissario europeo Apostolos Tzitzikostas ha precisato che la crisi in Medio Oriente “sta colpendo tutte le modalità di trasporto e tutti gli Stati membri dell’UE”. Tzitzikostas ha ricordato che l’esecutivo presenterà domani un piano energetico per affrontare la crisi in corso, Accelerate EU, che “porrà una forte attenzione sui carburanti per i trasporti, con una chiara enfasi sul carburante per aerei, per ragioni evidenti”.
Il commissario ha aggiunto che occorre “lavorare fianco a fianco per rendere i nostri sistemi di trasporto e le catene di approvvigionamento più resilienti di fronte a crisi e interruzioni future”.
Circa il 40% del carburante per aerei consumato all’interno dell’UE proviene da fonti esterne e metà di questo totale deve transitare attraverso lo Stretto di Hormuz, che risulta al momento bloccato. L’interruzione di questa fonte potrebbe avere conseguenze molto pesanti sul trasporto aereo europeo.
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Nei giorni scorsi, le compagnie aeree europee hanno lanciato l’allarme su una possibile carenza di carburante per aerei entro poche settimane a causa della guerra con l’Iran.
Il governo olandese ha dichiarato in una lettera al parlamento che la fornitura interna di cherosene, o carburante per aerei, è pari al 78% dei livelli normali, poiché la maggior parte delle importazioni è stata interrotta. I Paesi Bassi ospitano alcune delle più grandi raffinerie d’Europa nel porto di Rotterdam.
Secondo il governo olandese, citato da Reuters, la produzione europea di gasolio e cherosene, combinata con l’utilizzo delle riserve strategiche di petrolio greggio e prodotti petroliferi, potrebbe coprire diversi mesi di domanda — cinque mesi per il cherosene e più di un anno per gasolio e benzina — nel caso in cui le interruzioni dell’approvvigionamento rimanessero ai livelli attuali, presupponendo che le riserve vengano utilizzate completamente e non dirottate altrove.

