Il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea dovrà essere costruito per una “nuova Unione europea”, capace di finanziare contemporaneamente competitività, sicurezza e difesa senza sacrificare le politiche tradizionali, a partire da agricoltura e coesione. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa organizzata a Vilnius insieme al presidente lituano, Gitanas Nauseda. L’ex premier portoghese che ieri ha dato il via a un tour europeo che terminerà il prossimo 17 settembre ha indicato nelle nuove risorse proprie uno dei nodi centrali del negoziato sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034.

Lo scorso 11 giugno, la presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea ha fatto una proposta di “negotiating box” fornendo alcune cifre di massima, riguardanti la ripartizione di un piano di bilancio che nelle intenzioni della Commissione si aggira intorno a 2.000 miliardi di euro e che prevede una drastica riformulazione dei capitoli di spesa tradizionali.

Cipro aveva proposto un taglio moderato del 2% alla proposta della Commissione, attirandosi le critiche sia dei Paesi frugali, con in testa Paesi bassi e Svezia, per i tagli troppo limitati ribadendo le nuove priorità di spesa (difesa, energia e digitale), sia del Parlamento UE e dei Paesi del cosiddetto gruppo degli “Amici della Coesione”, che richiedono invece un bilancio più espansivo e di non alterare i fondi di coesione e la Politica agricola comune.

Il negoziato è ora condotto dalla presidenza irlandese del Consiglio UE che sta cercando di rielaborare entro ottobre le cifre per le varie voci del bilancio, nel tentativo di trovare un punto di incontro tra i due blocchi. Uno dei nodi principali è quello delle nuove risorse proprie, ambito particolarmente delicato tra le priorità indicate dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che le ritiene indispensabili per rendere sostenibile il prossimo bilancio pluriennale.

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Costa ha fatto del raggiungimento di un accordo politico entro la fine del 2026 la sua massima priorità per l’anno, avvertendo che un fallimento paralizzerebbe i finanziamenti europei destinati agli agricoltori, alle regioni, agli studenti, alla ricerca e ad altri settori. La principale preoccupazione di Costa riguarda i futuri rivolgimenti politici all’interno dei singoli Stati membri nel corso del 2027. Infatti, per il presidente del Consiglio europeo senza un accordo entro quest’anno, le elezioni nazionali del 2027 nei principali paesi dell’UE, Francia, Italia, Polonia e Spagna, monopolizzeranno il dibattito e ostacoleranno i progressi.

Il tour del presidente del Consiglio europeo ha preso il via martedì da Bratislava, uno dei partner più difficili e imprevedibili dell’UE, ed è proseguito in Estonia e Lettonia e Repubblica Ceca. Il tour durerà fino al 17 settembre e dovrebbe toccare tutti i Paesi dell’Unione, ad eccezione della Svezia, dove si terranno le elezioni il prossimo 13 settembre.

La tappa in Lituania del presidente del Consiglio europeo è di particolare importanza, in quanto Vilnius prenderà il testimone a partire dal primo gennaio 2027 della presidenza del Consiglio dell’Unione europea attualmente detenuta dall’Irlanda.

Rispondendo alle domande dei giornalisti al fianco del presidente lituano, Costa ha insistito sulla necessità di evitare una competizione tra le vecchie e le nuove priorità dell’Unione. “Non possiamo risparmiare sulla nostra ambizione in materia di competitività. Non possiamo risparmiare sulla nostra ambizione in materia di sicurezza e difesa, non possiamo togliere denaro ai nostri agricoltori”, ha sottolineato, ricordando allo stesso tempo la necessità di continuare a sostenere regioni, città e amministrazioni locali attraverso la politica di coesione.

Per il presidente del Consiglio europeo, il punto di partenza è il forte ampliamento delle esigenze finanziarie dell’UE. Agricoltura e coesione, ha ricordato, rimangono politiche che hanno dimostrato il proprio valore e sono essenziali rispettivamente per la sicurezza alimentare e per la coesione sociale e territoriale. Ma a queste si sono aggiunte nuove esigenze legate alla sicurezza, alla difesa e alla necessità di rilanciare la competitività europea.

Il problema è quindi come finanziare queste ambizioni in una fase in cui, ha riconosciuto Costa, “le necessità sono sempre illimitate e le risorse sono sempre limitate”. Le strade indicate sono sostanzialmente due: aumentare i contributi nazionali oppure rafforzare le risorse proprie dell’Unione. Ed è proprio su quest’ultimo fronte che Costa ritiene debba concentrarsi ora il confronto tra i Ventisette. “Dal mio punto di vista, la principale priorità adesso è stabilire su quali nuove risorse proprie possiamo trovare un accordo”, ha affermato.

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Il presidente del Consiglio europeo ha quindi posto ai governi una questione politica: dopo anni in cui l’UE ha indicato sicurezza, difesa e competitività tra le proprie principali priorità, sarebbe contraddittorio ridurre proprio gli stanziamenti destinati a questi settori. “Dopo due anni, quattro anni, in cui abbiamo parlato molto di sicurezza e difesa, come possiamo immaginare di finanziare ciò che dobbiamo investire in sicurezza e difesa? Dopo aver parlato così tanto di competitività, come possiamo immaginare di ridurre i nostri sforzi per investire di più nella competitività?”, ha osservato.

Il prossimo quadro finanziario, secondo il presidente del Consiglio europeo, non può più essere considerato semplicemente come il tradizionale bilancio europeo incentrato prevalentemente su coesione e agricoltura. “È il bilancio per una nuova Unione europea”, chiamata ad avere “maggiore attenzione alla competitività, maggiore attenzione alla sicurezza e maggiore attenzione alla difesa”.

Tale posizione ha trovato una significativa apertura da parte della Lituania. Il presidente Gitanas Nausėda ha riconosciuto le difficoltà soprattutto dei grandi contributori netti, alle prese con pressioni politiche e di bilancio interne che rendono difficile accettare un aumento delle dimensioni del QFP. Allo stesso tempo, ha sottolineato che nuove priorità richiedono inevitabilmente nuove risorse finanziarie. Il prossimo bilancio, secondo Nausėda, dovrà riflettere maggiormente sfide finora meno presenti nella struttura della spesa europea, tra cui difesa, sicurezza e protezione del fianco orientale dalle minacce ibride.

Vilnius si dice quindi pronta a discutere anche di nuove risorse proprie. “Siamo pronti a considerare le risorse proprie, quelle nuove e quelle esistenti”, ha affermato Nausėda, assicurando un atteggiamento “costruttivo” nella ricerca di un compromesso. L’apertura, tuttavia, è condizionata al livello di ambizione della proposta sul fronte della spesa: se il nuovo QFP non dovesse prevedere investimenti sufficientemente consistenti, ha avvertito il presidente lituano, diminuirebbe anche la disponibilità a discutere nuove entrate. “Se vedremo ambizione, naturalmente saremo flessibili”, ha concluso.

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