Il Garante europeo della protezione dei dati (Gepd) ha pubblicato giovedì 29 ottobre il parere sulla proposta della Commissione per un accordo quadro tra Unione europea e Stati Uniti sullo scambio reciproco di informazioni a fini di controlli di frontiera, autorizzazioni di viaggio e visti. Il testo era stato presentato dalla Commissione il 10 settembre. L’intesa permetterebbe di verificare l’identità e vagliare i viaggiatori per stabilire se il loro ingresso comporti un rischio serio e concreto per la sicurezza o l’ordine pubblico.
Alla base dell’accordo c’è una condizione posta da Washington: i Paesi del Visa Waiver Program, che consente ai cittadini di viaggiare negli Usa senza visto, devono concludere entro la fine del 2026 un Enhanced Border Security Partnership con il Dipartimento della Sicurezza interna. Per questo la Commissione propone l’applicazione provvisoria dell’accordo prima dell’entrata in vigore formale. Il supervisore Wojciech Wiewiórowski ha osservato che sarebbe la prima volta in cui l’Ue accetta di condividere dati personali, biometrici compresi, con un Paese terzo su questa scala per il controllo delle frontiere, e che per questo servono “tutte le garanzie necessarie”, compreso un controllo reale su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Il Gepd chiede innanzitutto che i sistemi informativi nazionali da cui attingere i dati siano scelti con cura, in modo che vengano condivisi solo i dati pertinenti e necessari. Gli accordi bilaterali che ne deriveranno dovranno inoltre specificare quali reati siano considerati un rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica e quali criteri servano a stabilire il “nexus”, cioè il legame che collega il viaggiatore a uno Stato membro o agli Stati Uniti. In base al principio di proporzionalità, il Garante ritiene che questo legame debba essere definito, concreto e verificabile.
Le autorità competenti dovrebbero poi dimostrare caso per caso un collegamento oggettivo tra il rischio per la sicurezza o l’ordine pubblico e la persona interessata. Chi richiede i dati dovrebbe, di regola, indicare le ragioni specifiche per cui ritiene che un individuo rappresenti un rischio o, almeno, la natura del rischio individuato. Le autorità che condividono i dati dovrebbero essere informate in modo effettivo dei loro successivi trasferimenti. Il Gepd invita inoltre la Commissione a verificare che esista in pratica un ricorso giurisdizionale per chiunque sia colpito dalle misure, a prescindere dalla cittadinanza, e a monitorare regolarmente le gravi violazioni dei diritti umani, che potrebbero giustificare la sospensione o la cessazione dell’accordo.
Un punto critico riguarda la vigilanza. L’accordo individua con chiarezza le autorità per la protezione dei dati degli Stati membri come organismi di controllo, ma lo stesso non avviene per la parte statunitense. Il Garante chiede quindi che gli Stati Uniti notifichino formalmente all’Ue, prima dell’applicazione provvisoria, quali autorità di vigilanza intendono incaricare, con compiti e poteri specifici, e ogni futuro cambiamento.
Il testo proposto dalla Commissione prevede una procedura in due fasi. Nel corso di un controllo di frontiera o dell’esame di una domanda di visto, una prima richiesta automatizzata sarebbe limitata ai dati strettamente necessari per identificare una persona. Lo scambio sarebbe soggetto a una stretta reciprocità e l’accordo quadro non costituirebbe di per sé la base giuridica per i trasferimenti di dati personali. Gli scambi concreti passerebbero da accordi bilaterali tra i singoli Stati membri e gli Usa, che dovrebbero rispettare le condizioni dell’accordo quadro. L’intesa non si applicherebbe a Irlanda e Danimarca, e dovrebbe essere approvata dal Consiglio e dal Parlamento europeo, come ricorda il servizio di ricerca di Strasburgo.
Il Consiglio aveva approvato il mandato negoziale il 16 dicembre 2025 e il negoziato era iniziato a gennaio. Organizzazioni per i diritti civili come Statewatch hanno criticato l’accordo, sostenendo che amplierebbe in modo massiccio lo scambio di dati oltre quanto necessario per il Visa Waiver Program.

