I ministri dell’Energia dell’Ue si sono riuniti giovedì 29 ottobre a Lussemburgo, nel Consiglio Trasporti, telecomunicazioni ed energia, per discutere la proposta di regolamento sugli oneri di rete dell’elettricità. Hanno inoltre scambiato opinioni sulla sicurezza energetica nell’immediato e nel lungo periodo ed esaminato i possibili obiettivi energetici del quadro post-2030. Il ministro irlandese del Clima, dell’Energia e dell’Ambiente Darragh O’Brien, la cui presidenza guida i lavori, ha detto che sicurezza energetica, accessibilità economica e resilienza sono “inseparabili” e che per proteggere famiglie e imprese dalle bollette alte l’Europa deve accelerare la diffusione dell’energia pulita, adottando anche le misure di breve periodo necessarie ad alleviare la pressione.
La proposta di regolamento, presentata dalla Commissione il 17 luglio 2026 come misura mirata per ridurre i prezzi dell’elettricità, modifica il regolamento sul mercato elettrico ed è una priorità della tabella di marcia “One Europe, One Market”. Prevede di migliorare il disegno delle tariffe di rete per rendere l’uso delle reti più trasparente e conveniente, sostiene la diffusione di reti e contatori intelligenti e introduce un quadro fiscale più favorevole all’elettricità, con l’accisa sull’elettricità che non dovrebbe superare quella sul gas naturale. I ministri hanno concordato in generale sulla necessità di ridurre i costi complessivi del sistema e di sfruttare al meglio le reti esistenti, chiedendo però maggiore flessibilità nella definizione della metodologia tariffaria a livello nazionale, per tenere conto delle circostanze specifiche. Il dibattito ha orientato i lavori tecnici, che puntano a un approccio generale al Consiglio Energia di dicembre.
Il commissario all’Energia Dan Jørgensen ha difeso i poteri previsti dalla proposta, osservando che i regolatori nazionali non agiscono e non dovrebbero agire in modo isolato. L’Italia, rappresentata dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha chiesto che criteri armonizzati non vadano a scapito delle specificità dei sistemi elettrici nazionali e del ruolo dei regolatori nazionali.
Sulla sicurezza energetica il Consiglio ha esaminato le prospettive per l’inverno 2026-2027 e oltre, riprendendo le conclusioni del Consiglio europeo di ottobre. La discussione ha riguardato le pressioni su approvvigionamenti e prezzi causate dall’incertezza geopolitica globale e le lezioni tratte dal coordinamento europeo di fronte agli effetti energetici del conflitto in Medio Oriente. I ministri hanno sostenuto in generale la necessità di rafforzare la sicurezza energetica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili, investendo nell’energia pulita prodotta nell’Ue e diversificando le fonti. Hanno insistito su coordinamento, scambio di informazioni e solidarietà, in particolare a sostegno di Ucraina e Moldova, il cui ministro dell’Energia Dorin Junghietu ha partecipato alla discussione. Pichetto Fratin ha chiesto un’ampia diversificazione delle rotte del Gnl.
Jørgensen ha detto che l’Ue non si aspetta carenze di approvvigionamento ma che molti cittadini faranno fatica a pagare le bollette. Ha parlato di circa 50 milioni di europei che non riescono a riscaldare adeguatamente la casa. Secondo il commissario l’Ue consuma il 18% di gas in meno rispetto al 2022 e ha sostituito le forniture russe, che allora pesavano per il 45%. Gli impianti di stoccaggio entrano nella stagione di riscaldamento pieni al 75%, contro l’83% di un anno fa.
Sul quadro energetico post-2030 il Consiglio ha discusso possibili obiettivi in materia di efficienza energetica, resilienza, elettrificazione, flessibilità e interconnessione, da allineare all’obiettivo climatico del 2040 e alla neutralità climatica del 2050. Molti ministri hanno chiesto di fissare obiettivi di efficienza energetica, con indicatori come l’intensità energetica, il consumo finale di energia o i risparmi energetici, e c’è stato un sostegno diffuso a una maggiore elettrificazione e a più interconnessioni. Sicurezza e resilienza sono state indicate come elementi trasversali di tutto il quadro. I ministri hanno convenuto che servono obiettivi ambiziosi, attuabili e aggiornati, adatti alla realtà geopolitica e socioeconomica, e molti hanno chiesto semplificazione e flessibilità nella loro attuazione. Pichetto Fratin ha chiesto di tenere conto dei diversi punti di partenza degli Stati membri e ha richiamato il principio di neutralità tecnologica, sostenuto dal gruppo dell’Alleanza per il nucleare.
Didascalia: Wopke Hoekstra, commissario europeo per il Clima, l’Obiettivo “zero emissioni nette” e la Crescita pulita, e Darragh O’Brien, ministro irlandese per il clima, l’energia e l’ambiente e ministro dei trasporti [European Union , 2026]

