La settimana europea si chiude all’insegna dello sport. Venerdì 25 settembre, a Viterbo, si è aperta la seconda edizione della Half Marathon – Città dei Papi, una tre giorni organizzata nell’ambito della Settimana europea dello Sport che ha coinvolto istituzioni europee, scuole, associazioni e realtà sportive del territorio e che è culminata domenica 27 settembre con la mezza maratona per le strade della città.
Presente all’inaugurazione anche la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa soprattutto per le nuove generazioni. L’obiettivo, ha spiegato, “è quello di essere in mezzo ai giovani, e raccontare che cosa l’Europa può fare per noi, quali sono le opportunità e quale può essere, anche sognando grazie allo sport, il loro futuro”. Più di mille studenti hanno preso parte alla giornata inaugurale, tra attività sportive, iniziative dedicate all’Europa e momenti di confronto su inclusione, salute e opportunità offerte dall’Unione.
Una settimana europea che era cominciata, lunedì 21 settembre, con numerosi appuntamenti istituzionali. A Dublino, nell’ambito della presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, si è conclusa la riunione informale dei ministri dei Trasporti, iniziata il giorno precedente. Al centro dei lavori, la resilienza e la sicurezza del sistema europeo dei trasporti in una fase segnata dalle crescenti tensioni internazionali.
Il commissario europeo ai Trasporti sostenibili e al Turismo, Apostolos Tzitzikostas, ha manifestato forte preoccupazione per le ripercussioni della crisi nell’area dello Stretto di Hormuz, ribadendo la centralità della libertà di navigazione e della sicurezza delle rotte marittime. La Commissione ha anche fatto sapere di essere pronta, qualora la situazione dei carburanti dovesse ulteriormente deteriorarsi, a chiedere alla presidenza irlandese la convocazione di una riunione ministeriale straordinaria.
A Bruxelles, invece, la ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati ha partecipato, presso la Rappresentanza permanente dell’Austria presso l’Ue, al lancio dell’Alleanza per la Riduzione degli Oneri Burocratici, iniziativa promossa da Vienna per creare una rete permanente tra gli Stati membri maggiormente impegnati nella semplificazione normativa.
“Oggi la burocrazia in Italia costa moltissimo. Pensiamo che secondo la Cgia di Mestre la burocrazia pesa sulle famiglie e sulle imprese per 225 miliardi di euro l’anno, cioè una somma enorme che potrebbe essere impiegata di più e meglio per venire incontro alle tante esigenze dei nostri cittadini”, ha sottolineato Casellati. La ministra ha indicato nella riduzione delle sovrapposizioni normative, dei tempi decisionali e degli oneri autorizzativi uno degli strumenti per rafforzare la competitività. L’Alleanza punta proprio alla condivisione delle migliori pratiche nazionali e al sostegno del processo di semplificazione avviato anche dalla Commissione europea.
Tra lunedì e martedì, l’attenzione europea si è poi spostata su New York, dove si è aperta la settimana di alto livello dell’81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha partecipato al vertice dedicato al rilancio del multilateralismo, ribadendo la necessità di una riforma delle istituzioni internazionali per adattarle alle nuove sfide globali. “Le Nazioni Unite sono indispensabili, ed è proprio per questo che dobbiamo riformarle”, ha affermato, indicando tra le priorità l’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e la moltiplicazione dei conflitti regionali. L’Unione europea sostiene in questo quadro l’iniziativa UN80 per rendere il sistema delle Nazioni Unite più semplice ed efficiente.
Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha invece lanciato, insieme ad Australia, Barbados, Brasile, Canada, India e Kenya, l’iniziativa Partners for Multilateralism, una piattaforma aperta ai Paesi che intendono rafforzare il diritto internazionale, la cooperazione multilaterale e il ruolo delle Nazioni Unite. Tra gli obiettivi indicati da Costa figurano la difesa della Carta dell’ONU, il rafforzamento della cooperazione sulle grandi sfide globali e la riforma delle istituzioni internazionali affinché riflettano maggiormente gli equilibri del mondo contemporaneo.
Sempre martedì 22 settembre, da Bruxelles è arrivata un’altra novità sul fronte commerciale. Il commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza economica Maroš Šefčovič ha annunciato che l’Unione europea e le Filippine hanno raggiunto un accordo sostanziale sui contenuti di un futuro Accordo di libero scambio. L’intesa rappresenta un passaggio importante verso la conclusione dei negoziati e si inserisce nella strategia europea di diversificazione delle relazioni commerciali e di rafforzamento della presenza dell’Ue nell’Indo-Pacifico.
A Bruxelles si è discusso anche dei conti pubblici italiani. Nel briefing quotidiano della Commissione, il portavoce Balazs Ujvari ha ricordato che il deficit italiano nel 2025 è stato certificato al 3,1% del Pil. Un livello che, allo stato attuale, non consentirebbe all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo, per la quale è necessario riportare il deficit stabilmente al di sotto della soglia del 3% prevista dai Trattati europei.
Martedì è stata anche la giornata dell’Italy-Belgium Industrial Day 2026 – Beyond the Surface: The Future of Underwater, organizzato a Ostenda da ICE-Agenzia con il sostegno dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles e la collaborazione di partner industriali belgi. Al centro dell’iniziativa, le tecnologie subacquee, la protezione delle infrastrutture critiche, i sistemi autonomi e le applicazioni dual use, con incontri tra imprese italiane e belghe finalizzati a rafforzare l’integrazione delle rispettive filiere.
L’ambasciatrice d’Italia in Belgio Federica Favi ha sottolineato l’importanza strategica della cooperazione tra Roma e Bruxelles nel settore underwater e della creazione di nuove sinergie industriali. Gli ultimi sviluppi geopolitici, ha ricordato, mostrano come la tutela della libertà di navigazione e delle infrastrutture marine sia ormai una questione di rilevanza europea. Alla giornata ha preso parte anche il direttore dell’Ufficio ICE di Bruxelles per il Benelux, Tindaro Paganini.
Mercoledì 23 settembre, ancora a New York, l’attenzione si è concentrata sulla guerra in Ucraina e sulla sicurezza nel Mar Nero. Un evento organizzato dall’Unione europea insieme a Francia, Romania e Ucraina ha affrontato il rapporto tra libertà di navigazione, sicurezza alimentare globale e prosecuzione dell’aggressione russa. Il Mar Nero resta infatti uno snodo fondamentale per i mercati agricoli mondiali e per l’esportazione di cereali e semi oleosi.
Nel suo intervento, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha ribadito la necessità di partire dal rispetto delle regole fondamentali per costruire qualsiasi prospettiva di pace: dalla sicurezza alimentare a quella energetica fino al diritto delle popolazioni a vivere senza paura. L’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri Kaja Kallas ha richiamato invece i principi della Carta delle Nazioni Unite, dalla sovranità e indipendenza degli Stati al diritto alla legittima difesa, sottolineando le preoccupazioni internazionali per la sicurezza della regione del Mar Nero.
Giovedì 24 settembre, sul fronte italiano, è arrivata una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea riguardante Acciaierie d’Italia. I giudici di Lussemburgo hanno confermato la possibilità per le autorità italiane di escludere l’ex Ilva, classificata come “impresa in difficoltà”, dagli elenchi delle aziende ad alto consumo di energia elettrica e gas per il 2025. La conseguenza è l’impossibilità di accedere alle agevolazioni previste per le imprese energivore, comprese alcune misure destinate a sostenere gli investimenti legati alla decarbonizzazione.
La settimana istituzionale si è infine chiusa a Bruxelles con il Consiglio Competitività e con il punto stampa del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha indicato nella dimensione europea il terreno decisivo per il rilancio dell’industria continentale. “Il fronte europeo è quello necessario che dobbiamo presidiare per rilanciare la competitività nel nostro continente”, ha affermato, sostenendo la necessità di costruire un approccio al “Made in Europe” capace di rafforzare l’industria europea senza introdurre nuovi squilibri all’interno del mercato unico.
Dalla diplomazia multilaterale di New York alle politiche industriali e commerciali, dalla semplificazione normativa alla sicurezza delle rotte marittime, fino allo sport come strumento di inclusione e cittadinanza europea: una settimana che ha mostrato ancora una volta quanto le scelte dell’Unione europea si intreccino con questioni economiche, geopolitiche e sociali sempre più direttamente percepite dai cittadini.
[Video a cura di Eu Video News]

