Nel 2025 l’Unione europea e i suoi 27 Stati membri hanno contribuito con 32,3 miliardi di euro di finanziamenti pubblici per il clima e hanno mobilitato altri 9,3 miliardi di finanziamenti privati, per sostenere i Paesi in via di sviluppo nella riduzione delle emissioni e nell’adattamento agli effetti del cambiamento climatico. I dati sono stati pubblicati dal Consiglio dell’Ue giovedì 29 ottobre, a pochi giorni dall’avvio della Cop31, che si terrà ad Antalya, in Turchia, dal 9 al 20 novembre.

Dei 32,3 miliardi di risorse pubbliche, 4,3 provengono dal bilancio dell’Ue, compreso il Fondo europeo di sviluppo, e 2,7 dalla Banca europea per gli investimenti. Il totale si basa sugli impegni per i finanziamenti bilaterali e sugli esborsi per quelli multilaterali, come comunicato dagli Stati membri in base al regolamento sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima, e non comprende le risorse pubbliche utilizzate per mobilitare i finanziamenti privati. I finanziamenti sotto forma di sovvenzioni rappresentano il 41% del contributo pubblico. Secondo i dati raccolti dalla Commissione europea, il 48% dei fondi pubblici per i Paesi in via di sviluppo è andato all’adattamento o ad azioni trasversali, che combinano adattamento e riduzione delle emissioni.

Il contributo pubblico è leggermente superiore a quello del 2024, quando l’Ue e gli Stati membri avevano destinato 31,7 miliardi di euro, a fronte di 11 miliardi di finanziamenti privati mobilitati. Il dato sui privati è invece sceso di 1,7 miliardi, circa il 15%. Anche la ripartizione tra le fonti è cambiata: il bilancio Ue è passato da 4,6 a 4,3 miliardi e la Bei da 2,4 a 2,7. Nel 2024 quasi il 50% del contributo pubblico era stato fornito sotto forma di sovvenzioni, contro il 41% di quest’anno. Dal 2013 i fondi pubblici erano più che raddoppiati, da 9,6 miliardi di euro nel 2013 a 31,7 nel 2024.

Il Consiglio presenta le cifre del 2025 come una conferma dell’impegno dell’Ue e degli Stati membri a rispettare i propri obblighi internazionali, in particolare rispetto all’obiettivo collettivo dei Paesi sviluppati di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno, valido fino al 2025 compreso. Il dato riguarda soltanto l’Ue e i suoi Stati membri, mentre l’obiettivo è collettivo e include anche gli altri Paesi sviluppati. I numeri sono entrati nelle conclusioni del Consiglio sulla finanza climatica, adottate il 9 ottobre, con un addendum del 29 ottobre che sostituisce il paragrafo 13.

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