Moderare le esportazioni cinesi di veicoli ibridi verso l’Unione europea, migliorare l’accesso al mercato cinese per i prodotti europei e agevolare il rilascio delle licenze di esportazione per terre rare e magneti permanenti. Sono queste alcune delle intese raggiunte dal commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, con le controparti cinesi, nel corso del secondo incontro ministeriale delle Consultazioni UE-Cina sul commercio e gli investimenti (TIC), svoltosi a Pechino l’8 e il 9 ottobre.
Al centro dei colloqui con il ministro del Commercio Wang Wentao la necessità di riequilibrare le relazioni commerciali tra Bruxelles e Pechino, segnate da un deficit europeo che la Commissione considera ormai insostenibile e dalle distorsioni della concorrenza legate alla sovraccapacità produttiva globale. Le consultazioni commerciali tra UE e Cina proseguiranno nei prossimi mesi. Šefčovič e Wang Wentao hanno concordato di mantenere contatti a livello ministeriale attraverso una videoconferenza prevista per gennaio 2027, mentre il terzo incontro delle Consultazioni UE-Cina sul commercio e gli investimenti si terrà a marzo 2027.
“Il deficit commerciale rappresenta una sfida enorme per l’UE, avvertita in ogni Stato membro. È insostenibile e richiede un percorso credibile verso il riequilibrio”, ha dichiarato Šefčovič, nella conferenza stampa di fine visita, sottolineando la necessità di difendere le industrie europee e ripristinare condizioni di parità nella concorrenza internazionale.
Secondo Eurostat, nel 2025 l’UE ha esportato merci verso la Cina per un valore di 199,6 miliardi di euro, importandone per 559,4 miliardi. Il deficit commerciale ha quindi raggiunto 359,8 miliardi, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Le importazioni dalla Cina sono aumentate del 6,4%, mentre le esportazioni europee verso il mercato cinese sono diminuite del 6,5%.
Nel confronto con giornalisti, Sefcovic ha sottolineato che i risultati raggiunti rappresentano una prima risposta alle richieste avanzate da Bruxelles negli ultimi mesi, pur ammettendo che rappresentano solamente un primo passo, anche se “cruciale”, nel processo di riequilibrio.
“Sono venuto qui con un obiettivo ben preciso: avviare un processo di riequilibrio delle relazioni commerciali tra UE e Cina e garantire che questa prima fase di negoziati producesse i primi risultati concreti”, ha spiegato, ricordando che le due parti hanno lavorato intensamente negli ultimi tre mesi per individuare soluzioni condivise.
Veicoli ibridi, l’intesa per frenare le esportazioni cinesi
Uno dei principali risultati dei negoziati riguarda il settore automobilistico, con un’intesa per moderare le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso il mercato europeo. Secondo quanto riferito da Šefčovič, la misura potrebbe consentire di evitare l’arrivo nell’Unione europea di diversi milioni di automobili nell’arco di quattro anni.
Nel corso della conferenza stampa, il commissario ha precisato che la riduzione, stimata in oltre il 50%, non viene calcolata rispetto ai volumi attuali delle esportazioni cinesi, ma sulla base delle proiezioni relative ai prossimi quattro anni in assenza di interventi. L’obiettivo è quindi contenere la crescita prevista dei flussi commerciali, senza che ciò implichi necessariamente un dimezzamento delle importazioni rispetto ai livelli odierni.
“È la prima volta che la Cina accetta di moderare le proprie esportazioni senza passare attraverso una precedente fase di tensione commerciale”, ha sottolineato Šefčovič, presentando l’intesa come un risultato significativo per l’industria automobilistica europea.
Il commissario ha spiegato che Bruxelles ha ritenuto necessario intervenire a fronte del forte aumento delle esportazioni cinesi di veicoli ibridi e plug-in, che rischierebbe di aggravare le difficoltà del comparto automobilistico europeo.
“Abbiamo assistito a un aumento drammatico delle esportazioni di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso l’Unione europea. Per noi era assolutamente indispensabile intervenire”, ha dichiarato Šefčovič, aggiungendo che l’incremento delle esportazioni di alcuni prodotti cinesi potrebbe mettere a rischio interi settori industriali e posti di lavoro in Europa.
Restano tuttavia da chiarire le modalità attraverso le quali l’intesa verrà applicata. Interrogato ripetutamente dai giornalisti sulla possibilità di introdurre limiti quantitativi, impegni sui prezzi o altri strumenti per contenere le esportazioni, il commissario non ha fornito indicazioni precise.
“Esistono diverse tecniche per ottenere questi risultati”, ha spiegato, precisando tuttavia che gli aspetti tecnici e procedurali dovranno prima essere presentati ai leader europei per ottenere il loro avallo politico.
Nel corso del confronto con la stampa, Šefčovič non ha inoltre indicato il volume di esportazioni utilizzato come riferimento per calcolare la riduzione prevista, limitandosi a precisare che le stime si basano sui flussi commerciali e sulle proiezioni relative ai prossimi quattro anni.
Il commissario ha comunque assicurato che la soluzione è stata negoziata nei dettagli con la controparte cinese e che sarà compatibile con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).
L’intesa sarà sottoposta alla valutazione dei leader europei durante il Consiglio europeo del 15 ottobre, prima dell’avvio delle procedure necessarie alla sua attuazione.
Auto elettriche, prosegue il confronto sugli impegni di prezzo
Separato resta il dossier relativo ai veicoli elettrici a batteria, già interessati dai dazi compensativi introdotti dall’Unione europea sulle importazioni dalla Cina.
Nel comunicato congiunto, Bruxelles e Pechino hanno confermato la prosecuzione delle procedure relative agli impegni di prezzo proposti dalle imprese, sulla base delle linee guida pubblicate dalla Commissione europea nel gennaio 2026.
Interrogato sulla possibilità di introdurre nuovi meccanismi o di modificare quelli esistenti, Šefčovič ha ribadito che Bruxelles intende mantenere un equilibrio tra la tutela dell’industria europea e il rispetto delle regole commerciali internazionali.
Il commissario ha tuttavia evitato di fornire nuove cifre o tempistiche sugli impegni di prezzo, rinviando alle procedure già previste dalla Commissione.
Accesso al mercato cinese
Un altro risultato rivendicato dall’UE riguarda il miglioramento dell’accesso al mercato cinese per una serie di prodotti europei attraverso la possibile riduzione o eliminazione dei dazi applicati secondo il principio della nazione più favorita (MFN).
Secondo quanto riferito da Šefčovič, l’intesa interessa sette specifiche voci tariffarie, che comprendono prodotti come componenti automobilistici, olio d’oliva e calzature.
Le esportazioni europee potenzialmente interessate hanno attualmente un valore di quasi quattro miliardi di euro. Secondo le stime del commissario, la riduzione dei dazi potrebbe comportare un risparmio di almeno 225 milioni di euro per gli esportatori dell’Unione.
Il comunicato congiunto precisa, tuttavia, che le due parti continueranno a esaminare la possibilità di ridurre o eliminare alcune tariffe nel rispetto delle regole dell’OMC. Non si tratta dunque di riduzioni tariffarie già entrate in vigore.
Le discussioni hanno riguardato anche l’accesso al mercato cinese dei dispositivi medici europei. Bruxelles ha accolto favorevolmente l’impegno di Pechino a favorirne le importazioni, anche attraverso un evento di incontro tra imprese previsto durante la nona China International Import Expo.
Le due parti continueranno inoltre a confrontarsi sulle restrizioni sanitarie che interessano alcuni prodotti di origine animale europei, comprese quelle legate alla malattia della lingua blu, e sulle barriere regolamentari riguardanti cosmetici, prodotti farmaceutici e sistemi informatici di prenotazione.
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Terre rare e magneti permanenti, la Cina promette procedure più rapide
Infine, un terzo punto centrale dell’intesa riguarda le esportazioni cinesi di terre rare e magneti permanenti, materiali essenziali per l’industria automobilistica, le tecnologie energetiche, l’elettronica e la difesa europea.
La Cina ha confermato la disponibilità a continuare ad agevolare il rilascio delle licenze di esportazione verso l’Unione europea attraverso il meccanismo accelerato già istituito.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Šefčovič ha ricordato che Bruxelles e Pechino hanno affrontato diversi momenti critici nell’ultimo anno proprio a causa delle restrizioni all’esportazione di questi materiali.
Secondo il commissario, l’obiettivo della nuova intesa è rendere le procedure ancora più semplici e accessibili per le imprese europee, garantendo maggiore trasparenza e prevedibilità alle catene di approvvigionamento.
Il confronto sui controlli alle esportazioni riguarda anche i beni a duplice uso, civile e militare. Bruxelles si è impegnata a collaborare con le autorità degli Stati membri per facilitare specifiche licenze considerate prioritarie verso la Cina.
Le due parti hanno inoltre concordato di migliorare la trasparenza delle procedure di inserimento e rimozione delle entità dagli elenchi soggetti a restrizioni, anche attraverso sistemi di preavviso e ulteriori scambi tecnici.
Concorrenza, investimenti e riforma dell’OMC
Il commissario UE ha rivelato che le consultazioni hanno affrontato anche altri dossier commerciali, tra cui l’applicazione del regolamento europeo sulle sovvenzioni estere (Foreign Subsidies Regulation), sul quale le due parti hanno concordato di avviare un dialogo tecnico. Il tema è particolarmente sensibile per Pechino che fa ampio utilizzo di sussidi statali per agevolare le proprie imprese a livello internazionale. Secondo stime europee, i sussidi statali ammonterebbero al 4,4% del Pil cinese, sostenendo una politica fortemente aggressiva che distorce la concorrenza.
La Commissione ha inoltre chiarito che le proprie linee guida sull’utilizzo dei fondi europei per progetti di energia pulita che coinvolgono determinate tipologie di inverter non introducono discriminazioni esplicite basate sul Paese di origine. Bruxelles e Pechino continueranno comunque a discutere della questione.
Ulteriori impegni riguardano la protezione della proprietà intellettuale e il rafforzamento della cooperazione sulla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la trasparenza e la prevedibilità delle regole commerciali.

