L’alta rappresentante Kaja Kallas, e i ministri degli Esteri di diversi Stati membri hanno visitato la città ucraina di Bucha, dove hanno commemorato il quarto anniversario del massacro perpetrato dai russi durante l’occupazione. L’Unione europea è determinata a garantire che questi crimini non restino impuniti e che la Russia sia chiamata a rispondere per ciò che ha fatto all’Ucraina, ha scritto Kallas sulla piattaforma X.

In modo analogo si sono espressi, in una dichiarazione congiunta, tutti i Paesi dell’Unione europea a eccezione dell’Ungheria, ribadendo l’impegno a garantire la piena responsabilità della Russia per le violazioni del diritto internazionale nella guerra contro l’Ucraina.

“Ci siamo riuniti oggi a Kyiv e a Bucha per onorare la memoria delle vittime delle atrocità di massa commesse a Bucha durante l’occupazione temporanea russa di parte della regione di Kyiv nel 2022”, si legge nella dichiarazione pubblicata dal servizio diplomatico europeo e firmata da tutti gli Stati membri tranne l’Ungheria. “Le prove raccolte dopo il ritiro delle forze russe sottolineano la necessità di garantire una responsabilità piena e completa”, si afferma nel documento.

“Bucha è diventata più di un luogo di tragedia: è un simbolo dei crimini di guerra russi e allo stesso tempo della resilienza dell’Ucraina”, ha scritto su X il ministro degli Esteri lituano Kestutis Budrys. “Siamo al fianco dell’Ucraina. Continueremo a chiedere la piena responsabilità della Russia per i suoi crimini di guerra e restiamo determinati a sostenere la ricostruzione dell’Ucraina”, ha aggiunto.

I diplomatici erano stati accolti alla stazione dal ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha, che ha pubblicato su X un video in cui si vede, tra gli altri, Kallas scendere dal treno. “Oggi ricordiamo il cupo anniversario del massacro di Bucha. Quel giorno, le immagini orribili dei civili uccisi hanno scosso il mondo intero. Una presenza europea così forte in questo giorno dimostra che la giustizia per queste e altre atrocità russe è inevitabile”, ha scritto Sybiha. “Una responsabilità complessiva per i crimini russi è necessaria per ristabilire la giustizia in Europa. Oggi continueremo negli sforzi per accertare le responsabilità”, ha aggiunto.

Il ministro ucraino ha inoltre ricordato che in questi giorni il Paese commemora anche il quarto anniversario dell’inizio della liberazione della regione di Kyiv e di altri territori ucraini dall’occupazione russa. “È un promemoria dell’eroismo dei nostri difensori”, ha proseguito, esprimendo gratitudine a Kallas e ai ministri presenti. “L’Europa è al vostro fianco. Continueremo a fornire sostegno militare, finanziario, energetico e umanitario. E faremo tutto il possibile per garantire la piena responsabilità per i crimini russi”, ha scritto Kallas su X.

Lo shock di Bucha

La Russia ha lanciato l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio 2022 e la guerra ha causato, secondo le informazioni disponibili, centinaia di migliaia di vittime. Gli ucraini hanno in parte respinto l’offensiva e riconquistato alcuni territori. I soldati russi sono accusati di numerose violenze, tra cui proprio il massacro di civili nella città di Bucha, nella regione di Kyiv, occupata per circa un mese all’inizio dell’invasione.

Dopo la liberazione della città, alla fine di marzo 2022, da Bucha sono emerse notizie di centinaia di civili uccisi durante l’occupazione russa. I corpi si trovavano in fosse comuni, altri giacevano per strada, alcuni con le mani legate dietro la schiena. Le immagini hanno scioccato il mondo.

Mosca ha negato la responsabilità per i crimini, definendo le accuse una messa in scena, nonostante numerose testimonianze e prove che indicano il coinvolgimento dell’esercito russo, come riportato in precedenza dall’agenzia AFP.

“L’entità delle atrocità russe (commesse) durante l’aggressione è senza precedenti sul suolo europeo dalla Seconda guerra mondiale”, ha scritto Sybiha su X prima della visita dei diplomatici europei. “Deve esserci responsabilità e non ci sarà amnistia per i criminali russi, compresi i più alti vertici politici e militari della Federazione Russa”, ha aggiunto, invitando i Paesi a sostenere un tribunale speciale per l’aggressione russa contro l’Ucraina.

Secondo il sito Politico, la creazione del tribunale è discussa da anni. L’intenzione di istituirlo, sul modello del processo di Norimberga contro la leadership della Germania nazista, è stata annunciata lo scorso anno dal Consiglio d’Europa, che prevede un mandato per perseguire i più alti responsabili per il crimine di aggressione contro l’Ucraina.

Attualmente l’iniziativa è sostenuta da circa dieci Paesi. Il tribunale completerebbe il lavoro della Corte penale internazionale (ICC), che ha competenza per indagare in Ucraina su crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Al momento, però, l’ICC non può indagare sul crimine di aggressione nel caso dell’Ucraina a causa di limiti di giurisdizione, secondo il Consiglio d’Europa. Il tribunale speciale colmerebbe questa lacuna.

“L’Unione europea è determinata a garantire che questi crimini non restino impuniti, anche sostenendo un tribunale speciale per il crimine di aggressione e una commissione per la valutazione delle richieste (dell’Ucraina). La Russia deve essere chiamata a rispondere per ciò che ha fatto all’Ucraina”, ha dichiarato oggi Kallas a Bucha. Già nell’ottobre scorso aveva annunciato a Kyiv un contributo di dieci milioni di euro per la creazione del tribunale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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