Dalle crisi in Medio Oriente e in Ucraina alla situazione a Ceuta, passando per le minacce ibride contro le infrastrutture critiche europee e il rafforzamento della difesa e della sicurezza europea. Sono questi alcuni dei temi che verranno affrontati nella plenaria del Parlamento europeo che ha preso il via oggi a Strasburgo e che sarà dominata dal discorso sullo Stato dell’Unione che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen pronuncerà mercoledì 16 settembre davanti agli eurodeputati.

Quello di mercoledì sarà il sesto intervento di questo tipo per la presidente della Commissione UE e il secondo del suo attuale mandato, con l’obiettivo di tracciare un bilancio dell’azione dell’esecutivo europeo nell’ultimo anno e indicare le priorità politiche per i prossimi mesi.

Tra i temi attesi figurano il rafforzamento della difesa europea, il sostegno all’Ucraina, la situazione in Medio Oriente, la competitività e la crescita, la transizione climatica, il prossimo Quadro finanziario pluriennale 2028-2034, la migrazione, l’allargamento e la tutela della democrazia europea. Sullo sfondo restano anche i rapporti con gli Stati Uniti e il più ampio riposizionamento geopolitico dell’Unione.

Al dibattito sullo Stato dell’Unione di mercoledì 16 settembre assisterà come ospite d’onore anche il primo ministro canadese Mark Carney, che terrà poi un proprio discorso solenne davanti all’Eurocamera giovedì 17 settembre. L’intervento dovrebbe concentrarsi sulle relazioni tra Canada e Unione europea, sulla sicurezza economica, sull’Ucraina, sulle minacce ibride, sui rapporti con Cina e Stati Uniti e sul rafforzamento della cooperazione tra Ottawa e Bruxelles. La presenza del premier canadese giunge nel pieno dello scontro commerciale tra Ottawa e Washington che ha portato il governo liberale guidato da Carney ad approfondire i rapporti con l’UE in settori come difesa, energia, materie prime critiche, digitale e intelligenza artificiale.

A delineare l’importanza delle relazioni tra Canada e UE è stato lo stesso Carney, che, parlando ai giornalisti domenica a Toronto, ha affermato che il suo Paese sta cercando un’alleanza “unica” con l’Unione europea, ma non l’adesione all’UE, mentre la guerra commerciale con gli Stati Uniti si intensifica. “Quello che stiamo cercando – e per cui avvieremo delle discussioni – è un’alleanza unica con l’Unione europea”, ha sottolineato Carney ai giornalisti. Le sue dichiarazioni giungono dopo che il Wall Street Journal ha riferito che, stando a quanto affermato da funzionari di entrambe le parti, l’UE si sarebbe mostrata aperta alla proposta di Carney di rendere il Canada un “membro associato” del blocco.

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Dalle minacce russe alla crisi di Ceuta

La plenaria affronterà anche diversi dossier legati alla sicurezza e alla difesa. Martedì 15 settembre gli eurodeputati discuteranno degli attacchi ibridi contro gli Stati membri, con particolare attenzione alle incursioni di droni, alle violazioni dello spazio aereo, ai sabotaggi contro infrastrutture critiche e cavi sottomarini, ai cyberattacchi e alla strumentalizzazione dei flussi migratori.

Il rapporto in discussione individua nella Russia la principale minaccia in questo ambito, pur richiamando anche il ruolo di Cina, Iran e Corea del Nord, e chiede una maggiore capacità europea di prevenzione, attribuzione e risposta. La relativa votazione è prevista per mercoledì 16 settembre.

Il tema è particolarmente sensibile e giunge mentre la Russia sta alzando sempre di più il livello dei propri attacchi di matrice ibrida in territorio europeo, ma anche convenzionali. Domenica mattina un drone russo ha colpito la locomotiva del treno passeggeri Kyiv-Varsavia mentre questa si trovava nei pressi del valico di frontiera Yahodyn-Dorohusk, nella regione di Volinia. Al momento dell’impatto, il convoglio si trovava a due chilometri dal confine polacco. L’attacco non ha provocato vittime o feriti, ma ha aumentato ulteriormente i timori per future azioni russe direttamente in territorio europeo. Il treno colpito era stato noleggiato appositamente per trasportare diplomatici, tra cui l’ex primo ministro britannico Boris Johnson, che avevano partecipato a una conferenza strategica a Kyiv, secondo quanto affermato dalla compagnia ferroviaria ucraina.

Sempre martedì 15 settembre il Parlamento esaminerà il Defence Readiness Omnibus V, un pacchetto destinato a semplificare e accelerare gli investimenti militari, ridurre i tempi delle autorizzazioni, facilitare i trasferimenti di prodotti della difesa tra gli Stati membri e alleggerire le procedure di procurement e di accesso ai fondi europei. Il pacchetto, già concordato informalmente con il Consiglio, sarà sottoposto al voto dell’Aula mercoledì 16 settembre.

Ampio spazio sarà riservato anche al Medio Oriente. Martedì 15 settembre l’Alta rappresentante Kaja Kallas interverrà in Aula sulla nuova escalation nella regione, con un dibattito incentrato sulle tensioni tra Stati Uniti e Iran, sugli attacchi contro interessi occidentali e alleati di Washington e sui rischi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Non è prevista, in questo caso, una risoluzione finale e quindi non ci sarà una votazione.

Sul fronte migratorio, sempre martedì 15 settembre, uno dei passaggi politicamente più sensibili sarà il dibattito sulla situazione a Ceuta e sulla protezione delle frontiere esterne dell’UE, dopo gli ingressi registrati durante l’estate. Il confronto riguarderà il ruolo di Frontex, la cooperazione con i Paesi terzi, il coordinamento tra gli Stati membri e soprattutto il rischio che i flussi migratori vengano utilizzati come strumento di pressione politica. La relativa risoluzione sarà votata giovedì 17 settembre.

Nel corso della giornata di martedì 15 settembre l’Eurocamera discuterà inoltre il rapporto sul cosiddetto European Democracy Shield, che punta a rafforzare la resilienza dell’Unione contro interferenze straniere, disinformazione e campagne di manipolazione. Il testo propone anche una struttura europea centrale dedicata alla protezione dei processi democratici e insiste sulla necessità di tutelare l’indipendenza dei media e ridurre le dipendenze tecnologiche da Paesi terzi. Sul rapporto è previsto un voto nello stesso martedì 15 settembre.

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Dall’estensione del CBAM al nuovo codice doganale europeo

Sul versante economico e climatico, la discussione inizierà già lunedì 14 settembre, quando l’Aula affronterà l’estensione del Carbon Border Adjustment Mechanism, il CBAM, a un numero maggiore di prodotti derivati soprattutto da acciaio e alluminio, insieme a nuove misure contro l’elusione. Nella stessa giornata saranno affrontati anche il Temporary Decarbonisation Fund e le modifiche alla Market Stability Reserve del sistema europeo di scambio delle emissioni. Le relative votazioni sono previste per martedì 15 settembre.

Sempre lunedì 14 settembre sarà discusso il nuovo Codice doganale europeo, pensato per rispondere alla crescita dell’e-commerce e al forte aumento dei piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi, con nuove responsabilità per le piattaforme online e la futura Autorità doganale europea. Il testo, già concordato con il Consiglio, dovrebbe essere sottoposto al voto finale mercoledì 16 settembre.

Tra gli altri temi in agenda figura il dibattito di martedì 15 settembre sugli incendi, la siccità e le ondate di calore che hanno colpito l’Europa durante l’estate, senza una successiva votazione. Giovedì 17 settembre l’Eurocamera dovrebbe invece pronunciarsi sul rapporto relativo all’impatto dei social media su bambini e adolescenti, sulle misure europee contro il narcotraffico nei porti e lungo le coste, sulla revisione della Politica comune della pesca e sulla risoluzione riguardante i prigionieri politici a Cuba.

[a cura di Simone Cantarini]

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