La Commissione europea ha sbloccato 40 milioni di euro dalla riserva agricola per sostenere il settore vitivinicolo francese, alle prese con un eccesso di offerta e un calo dei prezzi sempre più marcato. La misura finanzierà una distillazione straordinaria fino a 1,2 milioni di ettolitri di vino rosso e rosé invenduto, con l’obiettivo di riequilibrare il mercato prima della prossima vendemmia.
Il sostegno prevede un contributo fino a 33 euro per ettolitro per ritirare dal mercato le scorte in eccesso, che verranno trasformate in alcol destinato esclusivamente a usi industriali, come disinfezione, farmaceutica o energia, evitando così distorsioni nel settore alimentare.
Un surplus che pesa sui prezzi
Nonostante una produzione inferiore del 16% rispetto alla media di lungo periodo, il mercato francese continua a soffrire. Il problema è strutturale: consumi interni in calo, esportazioni in diminuzione e cambiamento delle preferenze dei consumatori stanno comprimendo la domanda, soprattutto per i vini rossi e rosati.
I dati indicano che nei primi mesi della campagna 2025/2026 i prezzi del vino sfuso sono scesi di quasi il 20% rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Allo stesso tempo, le vendite al dettaglio sono diminuite dell’8% e le esportazioni continuano a calare, con un -5,2% su base annua.
Questo squilibrio tra domanda e offerta ha portato a un accumulo di scorte che, senza interventi, rischia di aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi, con effetti a catena anche sugli altri mercati europei.
Una crisi che riguarda tutta l’Europa
Non è la prima volta che Bruxelles interviene. Tra il 2023 e il 2024, oltre 3,5 milioni di ettolitri di vino sono stati ritirati dal mercato in diversi Stati membri, con la Francia che da sola ha rappresentato il 77% dei volumi.
Il rischio, secondo la Commissione, è che la crisi francese si trasmetta agli altri paesi produttori, vista la competizione sui mercati interni ed esterni. Per questo l’intervento è stato finanziato a livello europeo, utilizzando la riserva agricola prevista dalla politica agricola comune.
Misure tampone, ma nodo strutturale
Parigi ha già avviato un piano parallelo di riduzione delle superfici vitate, con l’estirpazione di circa 35.000 ettari di vigneti. Tuttavia, Bruxelles riconosce che queste misure non sono sufficienti da sole a riequilibrare il mercato nel breve periodo.
La distillazione di crisi si inserisce quindi come intervento emergenziale, ma non risolve il problema di fondo: un settore che fatica ad adattarsi a una domanda in trasformazione, tra cambiamenti nei consumi, pressioni climatiche e instabilità dei mercati internazionali.
Il commissario europeo all’agricoltura Christophe Hansen ha definito i produttori francesi “la spina dorsale del patrimonio vitivinicolo europeo”, sottolineando però come si trovino oggi ad affrontare “sfide di mercato senza precedenti”.
Corsa contro il tempo
La misura dovrà essere attuata rapidamente. Tutti i pagamenti dovranno essere effettuati entro il 31 dicembre 2026, mentre l’obiettivo è alleggerire il mercato già prima della vendemmia di settembre, evitando che l’attuale surplus si trascini nella prossima campagna.
In gioco non c’è solo la stabilità del mercato francese, ma l’equilibrio complessivo del settore vinicolo europeo, sempre più esposto a shock strutturali e a un cambiamento profondo della domanda.

