L’Iniziativa dei cittadini europei compie quindici anni e l’Italia si conferma tra i Paesi più attivi nello strumento di democrazia partecipativa introdotto dall’Unione europea.

Secondo i dati diffusi in occasione dell’anniversario, i cittadini italiani hanno contribuito con oltre 2,2 milioni di firme validate alle iniziative che hanno superato il milione di adesioni, un dato che colloca il Paese al secondo posto nell’UE, dietro soltanto alla Germania.

Entrata in vigore il primo aprile 2012, l’Iniziativa dei cittadini europei, nota con l’acronimo ICE, è il meccanismo ufficiale che consente ai cittadini dell’Unione di invitare la Commissione europea a valutare proposte legislative su materie di competenza europea.

Le sue basi risalgono al Trattato di Lisbona, mentre le regole operative furono definite dal regolamento del 2011. Successivamente, il quadro normativo è stato aggiornato con il regolamento 2019/788, in vigore dal primo gennaio 2020, che ha semplificato diverse fasi procedurali e rafforzato la dimensione digitale dello strumento.

Bruxelles insiste sul fatto che non si tratti di una semplice petizione simbolica, ma di una procedura formale e strutturata.

Per avviare un’ICE occorre infatti costituire un gruppo di organizzatori provenienti da almeno sette Stati membri. Dopo una verifica di ammissibilità giuridica da parte della Commissione, può partire la raccolta delle firme, online o su carta, per un periodo massimo di un anno.

Se l’iniziativa raggiunge almeno un milione di firme e supera le soglie minime in almeno sette Paesi dell’Unione, le autorità nazionali procedono alla verifica e la Commissione è quindi tenuta a incontrare gli organizzatori e a pubblicare una risposta ufficiale, spiegando se e come intenda agire. L’ICE si presenta, quindi, come uno strumento che contribuisce a ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini, inserendo le priorità della società civile dentro un percorso istituzionale riconosciuto.

L’esecutivo europeo sottolinea in particolare che, in una fase in cui la fiducia nella politica dipende sempre più anche da trasparenza e responsabilità, questo meccanismo obbliga le istituzioni a confrontarsi pubblicamente con le proposte che arrivano dai cittadini.

Per l’Italia, il dato politico è rilevante. In questo contesto, l’ICE può rappresentare un canale utile per rafforzare la cultura civica europea nella vita quotidiana e per dare maggiore visibilità alle priorità italiane all’interno di un quadro comune europeo. Il secondo posto per numero di firme validate, dietro la sola Germania e davanti a Paesi come Francia e Spagna, viene letto da Bruxelles come il segnale di una partecipazione significativa dei cittadini italiani ai meccanismi di democrazia partecipativa dell’Unione.

[a cura di Simone Cantarini]

, , , , , , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *