Gianfranco Viesti, professore di Economia applicata presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e tra i principali esperti di coesione territoriale in Italia, mette in guardia sul futuro incerto della politica di coesione dopo il 2027, schiacciata dalle nuove priorità dell’Unione europea, dalla competitività alla difesa. Secondo Viesti, la proposta di bilancio della Commissione, che non prevede né un aumento dei contributi né nuove forme di indebitamento comune, rischia di minare la coesione tra i cittadini europei con ricadute politiche preoccupanti.

Nell’intervista Viesti critica il passaggio a piani nazionali unici in sostituzione della programmazione regionale, indicando nell’esperienza del PNRR un precedente delle criticità di un approccio troppo centralizzato. L’economista segnala inoltre i rischi di una condizionalità legata allo stato di diritto svincolata dagli obiettivi specifici della coesione, e l’impatto che i futuri allargamenti dell’Unione, in particolare verso l’Ucraina, potrebbero avere sui territori più deboli dell’Europa meridionale.

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