Stefano Fantacone, direttore della ricerca del Centro Europa Ricerche (CER), presenta uno studio sull’impatto dell’allargamento dell’Unione europea verso i Paesi dell’Est e dell’area post-sovietica sui fondi di coesione destinati alle regioni italiane. Secondo l’analisi, l’ingresso di Paesi con redditi pro capite più bassi ridefinirebbe i criteri di accesso ai fondi strutturali, penalizzando in particolare le regioni del Centro-Sud Italia: nel caso di un’adesione dell’Ucraina, Molise e Sardegna arriverebbero a perdere quasi il 60% dei finanziamenti attuali.
Nello studio Fantacone sottolinea come l’allargamento a Est presenti sfide diverse rispetto a quelli del passato, per l’assenza di affinità storiche e di modelli di mercato condivisi con i Paesi candidati, e come i costi economici si accompagnino a implicazioni politiche legate alla distanza tra le preferenze sociali di alcuni Paesi candidati e il consenso europeo. Il direttore della ricerca del CER indica nell’ampliamento del bilancio comunitario l’unica misura compensativa in grado di mitigare le perdite per le regioni oggi beneficiarie dei fondi di coesione.

