Il Consiglio dell’Unione europea ha raggiunto un accordo parziale sulla propria posizione negoziale riguardo a due regolamenti chiave per il bilancio europeo del periodo 2028-2034, il cosiddetto Quadro finanziario pluriennale o QFP.

I due regolamenti istituiscono i fondi della politica di coesione: il Fondo europeo di sviluppo regionale, che comprende anche la cooperazione territoriale europea Interreg, il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo. L’intesa completa l’approccio generale parziale raggiunto poche settimane fa sul regolamento relativo ai Piani nazionali e regionali di partenariato, lo strumento che dal 2028 dovrebbe sostituire gli attuali programmi separati con un unico piano per ciascun Paese membro.

I regolamenti sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo di coesione e sul Fondo sociale europeo sono elementi chiave del prossimo Quadro finanziario pluriennale, il piano di spesa settennale dell’Unione europea, e si inseriscono nell’architettura complessiva dei Piani nazionali e regionali di partenariato. Dopo le proposte iniziali presentate dalla Commissione europea nel luglio e nel settembre 2025, un accordo complessivo prima della fine del 2026 permetterebbe l’adozione degli atti legislativi nel 2027, passaggio necessario per garantire che i finanziamenti europei raggiungano senza interruzioni i beneficiari a partire da gennaio 2028.

Una posizione ancora parziale

La posizione negoziale viene definita parziale perché esclude le questioni finanziarie e quelle trasversali, che vengono discusse separatamente nell’ambito dei negoziati sul Quadro finanziario pluriennale complessivo per il periodo 2028-2034. In altre parole, il Consiglio ha stabilito come dovranno funzionare i fondi di coesione, ma non quanto denaro verrà effettivamente destinato a ciascuno di essi. Quella discussione resta aperta e si intreccia con il negoziato più ampio sull’intero bilancio settennale dell’Unione, per cui l’obiettivo dichiarato resta raggiungere un’intesa complessiva entro la fine del 2026.

Il ministro delle Finanze di Cipro, Makis Keravnos, il cui Paese detiene attualmente la presidenza di turno del Consiglio, ha definito l’accordo un altro passo importante verso una politica di coesione più semplice, flessibile e capace di rispondere alle sfide in evoluzione dell’Europa.

Secondo Keravnos, offrire agli Stati membri un quadro strategico unico per programmare riforme e investimenti garantisce loro maggiore titolarità nella scelta delle priorità e nell’indirizzare le risorse dove possono avere l’impatto più forte per cittadini e regioni.

Il ministro ha aggiunto che le regole di attuazione sono state pensate per essere chiare, equilibrate e applicabili, in modo che la programmazione possa partire in tempo e l’attuazione proceda senza intoppi per tutto il prossimo periodo di bilancio.

Le nuove regole per il Fondo di sviluppo regionale e Interreg

Il nuovo regolamento sul Fondo europeo di sviluppo regionale e sul Fondo di coesione fissa regole specifiche sull’ambito di applicazione dei due strumenti, che andranno a completare i piani nazionali e regionali gestiti in modo condiviso tra Stati membri e Commissione. Il mandato approvato dal Consiglio rafforza la visibilità della politica di coesione, in linea con gli obiettivi previsti dai Trattati, e introduce regole su aspetti specifici di questa politica.

Il testo disciplina anche Interreg in modo distinto, prevedendo un Piano Interreg separato dal Piano nazionale e regionale di partenariato proprio per le sue caratteristiche particolari, a partire dalla molteplicità di partner coinvolti nella programmazione e nell’attuazione, inclusa la cooperazione con Paesi che non fanno parte dell’Unione.

Nel definire le regole su Interreg, il Consiglio ha risolto alcune discrepanze emerse tra la proposta della Commissione e il regolamento sui piani nazionali, e ha ridotto lo spazio lasciato alla normativa secondaria che la Commissione aveva proposto di adottare in una fase successiva.

Molti aspetti che sarebbero dovuti rientrare in quegli atti attuativi sono stati inseriti direttamente nel regolamento attraverso nuove definizioni e disposizioni specifiche per Interreg, garantendo così certezza giuridica fin dall’inizio del nuovo periodo di bilancio. L’accordo chiarisce inoltre le procedure specifiche per l’approvazione e la modifica dei capitoli del Piano Interreg e il ruolo che la Commissione avrà in questo processo.

Le nuove regole per il Fondo sociale europeo

Il nuovo regolamento sul Fondo sociale europeo stabilisce le condizioni per l’attuazione del sostegno dell’Unione a occupazione di qualità, competenze e inclusione sociale per il periodo dal 2028 al 2034, completando anch’esso il regolamento sui piani nazionali e regionali e fissando regole specifiche sull’ambito di applicazione del fondo.

L’approccio generale parziale approvato dal Consiglio cerca un migliore equilibrio tra articoli e considerando della proposta della Commissione, fornisce definizioni e chiarimenti sull’ambito di applicazione del regolamento e lo armonizza con le disposizioni previste per i piani nazionali e regionali.

Una riforma annunciata, ma senza ancora le cifre

L’intesa raggiunta in Consiglio si inserisce in un percorso più ampio di riforma della politica di coesione che punta a semplificare drasticamente l’architettura dei fondi europei. Dal 2028 ciascuno dei ventisette Stati membri dovrà presentare un unico piano nazionale e regionale di partenariato, che sostituirà i numerosi programmi oggi separati dedicati a coesione, agricoltura, pesca, migrazione e sicurezza.

È un cambiamento che alcuni osservatori giudicano positivamente come una vera semplificazione amministrativa, mentre altri, tra cui diverse organizzazioni regionali, temono che lasciare alla discrezione dei singoli Stati l’inclusione dei capitoli regionali e territoriali rischi di escludere le regioni dalla definizione delle priorità, indebolendo la dimensione territoriale della politica di coesione.

Resta inoltre il nodo più delicato, quello delle risorse. Come sottolineato anche da diversi osservatori europei, l’accordo di oggi istituisce la cornice giuridica dei fondi di coesione ma non ne stabilisce ancora la dotazione finanziaria, che dipenderà dall’esito del negoziato sul Quadro finanziario pluriennale nel suo complesso.

La posizione negoziale parziale approvata oggi costituisce il mandato del Consiglio per avviare i negoziati con il Parlamento europeo. Il bilancio effettivamente disponibile per questi fondi nel periodo 2028-2034 dipenderà dall’accordo finale sull’intero Quadro finanziario pluriennale.

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