Come la vicina Ucraina, anche la Moldova ha eletto un nuovo primo ministro. Si tratta dell’imprenditore 44enne Vasile Tofan, nominato dalla presidente Maia Sandu ed eletto dal Parlamento dopo le dimissioni a sorpresa di Alexandru Munteanu.
Il predecessore, economista con una carriera alla Banca nazionale della Moldova e al Crédit Lyonnais, aveva lasciato l’incarico all’inizio del mese provocando le dimissioni dell’intero governo. Munteanu non aveva fornito spiegazioni esplicite, ma aveva lasciato intendere che la decisione fosse legata allo scandalo di corruzione che ha coinvolto alcune figure ai vertici della politica e delle aziende pubbliche moldave. “Nel momento in cui ho realizzato che non potevo più svolgere il mio mandato in conformità ai miei principi e convinzioni, ho scelto di dimettermi”, aveva dichiarato su X.
La linea politica dell’esecutivo Munteanu, sostenuto dal Partito di Azione e Solidarietà (PAS | PPE), formazione di cui Sandu è stata leader prima della sua elezione alla presidenza, si fondava sull’integrazione europea del Paese e sulla lotta alla corruzione. Proprio per questo, l’inchiesta giornalistica che ha portato alla luce curriculum falsificati, concorsi manipolati e stipendi sproporzionati nelle società statali ha rappresentato un duro colpo alla credibilità del governo. Tra i casi emersi anche quello di Anastasia Taburceanu, cugina della presidente Sandu, impiegata presso MoldATSA, l’ente responsabile della gestione del traffico aereo.
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A raccogliere ora la sfida alla guida dell’esecutivo moldavo sarà un altro indipendente. Tofan ha iniziato la sua carriera come consulente presso Monitor Deloitte, per poi ricoprire ruoli dirigenziali in Philips nei Paesi Bassi. Il suo ultimo incarico è stato quello di socio senior e membro del comitato investimenti della società di private equity Horizon Capital, con sede a Kyiv, in Ucraina.
Anche il nuovo governo potrà contare sul sostegno del PAS. Nel suo intervento davanti al Parlamento prima del voto di fiducia, Tofan ha promesso di difendere gli interessi di tutti i cittadini moldavi e ha assicurato che lui e il suo esecutivo agiranno “con integrità e con la determinazione di portare avanti la Moldova”. Il nuovo premier ha inoltre precisato di non voler intraprendere una carriera politica, ma di voler soltanto portare a termine un mandato considerato cruciale per il futuro del Paese.
La Moldova si trova infatti in una fase decisiva del percorso di adesione all’Unione europea. Il Paese ha recentemente sbloccato due dei sei cluster negoziali previsti dal processo di integrazione, da completare attraverso riforme per adeguare il Paese agli standard comunitari. l’attuazione di riforme volte ad adeguare il sistema istituzionale agli standard comunitari. Il primo riguarda i diritti fondamentali e lo Stato di diritto, ambito in cui la lotta alla corruzione rappresenta una priorità, il secondo comprende invece relazioni esterne, politica di sicurezza e difesa, politica commerciale e cooperazione allo sviluppo.
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Bruxelles continua a mostrare fiducia nei confronti della Moldova e della leadership di Sandu. Lo hanno ribadito il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in occasione dell’ultimo vertice bilaterale, svoltosi a Bruxelles a fine giugno.
In quell’occasione Sandu aveva sottolineato che la Moldova stava “facendo la sua parte”, evidenziando i progressi compiuti nelle riforme istituzionali, economiche e nel rafforzamento dello Stato di diritto. Il nuovo governo dovrà trasformare queste promesse in risultati concreti, dimostrando a Bruxelles di poter garantire stabilità, credibilità e continuità nel percorso europeo, condizione necessaria per ottenere l’apertura dei restanti capitoli negoziali.

