Si è svolto oggi a Bruxelles il secondo vertice tra Unione europea e Moldova, che ha confermato la netta accelerazione del percorso di integrazione europea di Chișinău. L’incontro arriva a pochi giorni di distanza da un passaggio considerato storico: l’apertura del primo cluster dei negoziati di adesione all’Unione europea, relativo ai diritti fondamentali.
Con questo traguardo, Bruxelles ha di fatto inserito la Moldova nella fase più avanzata del processo di allargamento, anche se è ancora presto per stimare quando il Paese potrà diventare a tutti gli effetti Stato membro. Il prossimo passaggio chiave sarà l’apertura dei restanti cinque cluster negoziali, obiettivo che Chișinău punta a raggiungere entro la fine dell’estate. Resta tuttavia centrale la necessità di portare avanti riforme profonde, la cui complessità rimane elevata anche in un contesto politico caratterizzato da una forte trazione europeista.
Come per gli altri Paesi del Partenariato orientale – Ucraina, Georgia, Armenia e Azerbaigian – anche la Moldova presenta istituzioni ancora fragili, in particolare nel sistema giudiziario, motivo per cui l’Unione europea ha chiesto, nel corso dell’incontro, ulteriori riforme sostanziali. Bruxelles ha inoltre sottolineato la necessità di un track record credibile nella lotta alla corruzione.
Sul piano economico, il vertice ha confermato il ruolo del Piano di crescita da 1,9 miliardi di euro, strumento cardine della strategia europea per sostenere le riforme strutturali del Paese. Secondo i dati presentati, circa 504 milioni di euro sono già stati erogati attraverso prefinanziamenti e tranche successive. L’Unione europea ha inoltre annunciato un investimento specifico da 232,7 milioni di euro per la riabilitazione della strada Porumbrei-Comrat, a conferma della forte componente infrastrutturale del piano.
L’integrazione economica procede anche attraverso canali meno visibili ma strategicamente rilevanti: la partecipazione della Moldova allo spazio SEPA per i pagamenti in euro, il programma Roam Like at Home che allinea il roaming moldavo a quello europeo e l’ingresso in Creative Europe a supporto dei settori culturali e creativi. Tali misure, secondo la Commissione europea, stanno già producendo effetti concreti su trasferimenti finanziari, costi di comunicazione e accesso ai programmi culturali europei.
Uno dei temi più sensibili del vertice è stato, come previsto, quello della sicurezza. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha lodato la resilienza moldava di fronte agli attacchi ibridi russi – tra cui disinformazione, ricatti energetici, cyberattacchi e violazioni dello spazio aereo – sottolineando al contempo la volontà di Bruxelles di non lasciare sola la Moldova nel suo percorso. “La sicurezza della Moldova è anche la sicurezza dell’Europa”, ha dichiarato von der Leyen.
Nel corso del vertice è stato annunciato un nuovo pacchetto da 11 milioni di euro per contrastare le minacce ibride e ulteriori 17 milioni destinati al rafforzamento delle infrastrutture di frontiera. La Moldova resta inoltre il secondo maggiore beneficiario dello European Peace Facility e, ai 197 milioni di euro complessivi già stanziati, von der Leyen ha aggiunto un nuovo pacchetto da 120 milioni per il 2026.
Sul fronte della sicurezza energetica, tra i progetti chiave figura il completamento della linea ad alta tensione Vulcănești-Chișinău, considerata un passaggio decisivo per ridurre la dipendenza energetica del Paese. Parallelamente, Bruxelles sostiene lo sviluppo delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e il rafforzamento delle interconnessioni regionali, incluso il corridoio verticale del gas.
Oltre agli sviluppi del partenariato, discussi nel corso dell’incontro, sulla dichiarazione congiunta pubblicata al termine del vertice emergono prese di posizioni politiche rilevanti. Un punto in particolare tratta la riaffermazione, da parte delle istituzioni europee, del sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale della Moldova. Il messaggio si inserisce nel più ampio quadro delle tensioni legate alla regione della Transnistria, dove permane la presenza di truppe russe nonostante il ritiro fosse stato formalmente concordato in sede OSCE al vertice di Istanbul del 1999.
In questo contesto, l’Unione europea ha ribadito la volontà di rafforzare in modo strutturale il proprio sostegno a Chișinău, non solo in funzione del percorso di adesione, ma anche come risposta alle dinamiche di instabilità nell’area del vicinato orientale.
L’importanza di questo impegno è stata sottolineata dal presidente del Consiglio europeo António Costa, che ha evidenziato la natura bidirezionale della partnership tra Bruxelles e Chișinău. “La nostra partnership è reciprocamente vantaggiosa”, ha dichiarato Costa, ricordando come esempio l’esperienza moldava nel contrasto alle minacce ibride, che è stata utilizzata come riferimento operativo in altri contesti europei e ha contribuito a orientare la nuova missione dell’Unione europea in Armenia.
La presidente moldava Maia Sandu, in conclusione del vertice, ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto, sottolineando la continuità e la credibilità del sostegno europeo nel processo di avvicinamento all’Unione. Sandu ha evidenziato i progressi compiuti dal Paese nelle riforme istituzionali, economiche e nello Stato di diritto, elementi centrali per l’avanzamento del negoziato di adesione.
“La Moldova sta facendo la sua parte”, ha dichiarato, rimarcando la volontà di proseguire con determinazione il percorso di riforme e auspicando che il prossimo appuntamento a Bruxelles possa rappresentare un nuovo passaggio decisivo, con l’apertura dei restanti cluster negoziali e un ulteriore consolidamento del cammino europeo del Paese.

