Le prossime 48 ore potrebbero essere decisive per il futuro della presenza militare statunitense in Polonia. Una delegazione proveniente da Washington è attesa nel Paese per valutare alcune possibili località dove potrebbero essere realizzate basi permanenti delle forze statunitensi.
A dichiararlo è stata ieri (9 settembre) la viceministra della Difesa polacca Magdalena Sobkowiak-Czarnecka, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa polacca PAP. “Le prossime 48 ore sono cruciali per le relazioni polacco-americane”, ha affermato Sobkowiak-Czarnecka, indicando nella Polonia occidentale una delle aree prese in considerazione per eventuali nuove installazioni.
Secondo quanto dichiarato da Paweł Bejda, altro viceministro della Difesa, della delegazione farà parte anche Thomas DiNanno, alto funzionario del Dipartimento di Stato statunitense, già a Varsavia ieri per la firma di un accordo di garanzia su un prestito statunitense da 4 miliardi di dollari destinato a finanziare l’acquisto di equipaggiamenti militari americani.
La visita si inserisce quindi in un quadro più ampio di cooperazione militare tra i due Paesi, in un momento in cui Varsavia considera il rapporto con Washington uno dei pilastri della propria sicurezza nazionale.
Tra le aree considerate dagli Stati Uniti figurano la Bassa Slesia e la Grande Polonia. Varsavia ha investito negli ultimi anni miliardi di dollari nella costruzione e nel potenziamento di installazioni militari nelle due regioni, sia nell’ambito delle esigenze della NATO sia per sostenere la presenza delle forze statunitensi e le capacità della stessa Polonia.
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La disponibilità di infrastrutture già esistenti potrebbe rendere più semplice e meno oneroso un eventuale rafforzamento della presenza americana. Le decisioni definitive saranno comunque prese nei prossimi giorni e nelle prossime settimane.
Sono ormai mesi che la Polonia – essendo uno dei principali Paesi del fianco orientale della NATO – cerca di rendere più stabile e strutturale la presenza militare, anche statunitense, sul proprio territorio e l’investimento in nuove tecnologie di difesa. Attualmente sono circa 10.000 i militari statunitensi presenti in Polonia, un contingente secondo soltanto a quello dislocato in Germania, operanti secondo un sistema di rotazione.
A giugno il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz aveva dichiarato che i negoziati con Washington erano entrati in una “fase successiva” e che il Pentagono stava conducendo una revisione della propria presenza militare in Europa.
È proprio questa revisione a rendere particolarmente importante il dossier polacco. Varsavia vuole ottenere garanzie sulla permanenza americana nel continente mentre l’amministrazione di Donald Trump ha messo in discussione alcuni presupposti della tradizionale politica di sicurezza transatlantica.
Per la Polonia, un’eventuale trasformazione di una parte dell’attuale presenza rotazionale in una presenza permanente avrebbe un valore che andrebbe oltre il semplice rafforzamento delle capacità militari. Sarebbe infatti anche un segnale politico sulla volontà degli Stati Uniti di mantenere un ruolo significativo nella sicurezza europea e, in particolare, nella difesa del fianco orientale dell’Alleanza.
Quanto accadrà oggi e domani in Polonia potrebbe offrire indicazioni più chiare sull’orientamento che l’amministrazione Trump intende assumere all’interno della NATO sul tema della difesa europea. Le dichiarazioni del presidente statunitense nell’ultimo anno hanno infatti innalzato il livello di allerta tra gli Stati europei dell’Alleanza e dell’Unione europea. Quest’ultima, tuttavia, in assenza di una vera politica di difesa comune, non dispone al momento di un’alternativa credibile al sostegno garantito dagli Stati Uniti.

