Più responsabilità europea nella difesa del continente, ma anche basi, accesso e sorvoli garantiti agli Stati Uniti per sostenere le esigenze globali di Washington. È il nuovo equilibrio che l’amministrazione Trump chiede agli alleati europei della NATO mentre prepara la revisione della presenza militare americana in Europa. Il messaggio è stato ribadito giovedì a Bruxelles da Elbridge Colby, responsabile delle politiche del Dipartimento della Difesa statunitense, durante un incontro con gli ambasciatori dell’Alleanza.

Lo scorso 18 giugno, alla riunione dei ministri della NATO a Bruxelles, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha annunciato una revisione di sei mesi del dispiegamento delle truppe statunitensi in Europa, con l’obiettivo dichiarato di trasferire progressivamente agli alleati europei la responsabilità primaria della difesa convenzionale del continente. Dopo il suo ritorno alla Casa Bianca, Trump ha esercitato fortissime pressioni sugli alleati europei e sul Canada affinché aumentassero la spesa per la difesa fino al 5% del prodotto interno lordo (PIL), di cui il 3,5% destinato ad armamenti e Forze armate. Secondo i calcoli della NATO, si prevede che cinque dei 32 membri dell’Alleanza raggiungeranno quest’anno l’obiettivo del 3,5%.

A metà agosto gli Stati Uniti hanno inviato un questionario ai membri dell’Alleanza atlantica che affronta questioni che vanno dalla spesa per la difesa alla strategia, dagli appalti al sostegno alle priorità di politica estera degli Stati Uniti.

In base a quanto riferito da Reuters, che cita un documento interno, la revisione produrrà almeno quattro serie di opzioni per il segretario alla Difesa Pete Hegseth entro il 6 novembre, ben prima della scadenza di dicembre prevista per il suo completamento. Il processo ha alimentato interrogativi tra i funzionari europei sulla natura dell’iniziativa: una vera consultazione, un gesto simbolico oppure una tattica negoziale dell’amministrazione statunitense.

Nell’incontro con gli ambasciatori, Colby ha ribadito la tesi più volte sostenuta dai funzionari USA da quando l’amministrazione guidata da Donald Trump è tornata al potere nel 2025: per “sopravvivere e prosperare”, la NATO deve “cambiare”. Secondo una nota del Pentagono, per Colby “non si tratta di una revisione limitata ai soli luoghi e basi, sebbene questi siano ovviamente importanti”, ma di “un’analisi” più ampia dell’assetto strategico dell’Alleanza atlantica in Europa. Secondo l’inviato USA, tale revisione “incoraggerà, consentirà e promuoverà una transizione verso una difesa convenzionale del continente più duratura e potente, guidata dall’Europa”.

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Per Colby è necessario giungere “a una visione condivisa sulla necessità che la NATO si adatti al modello NATO 3.0”. Tuttavia, ciò rappresenta soltanto l’inizio: “il riconoscimento della nostra necessità di adattamento, ma non costituisce l’adattamento stesso”. È in questo quadro che gli Stati Uniti hanno avviato, secondo il funzionario statunitense, “una revisione della presenza e delle basi militari statunitensi in Europa”.

Colby ha ribadito la volontà di Washington di muovere sempre di più verso un “ruolo guida dell’Europa”, affinché gli alleati europei possano assumersi “la responsabilità primaria della difesa dell’Europa”. Tuttavia, per il funzionario USA il ruolo europeo non dovrà limitarsi alla “difesa” in caso di pericolo, ma dovrà comprendere anche l’impegno “a garantire” che le Forze armate “siano pronte a soddisfare le esigenze globali dell’America, assicurando che l’accesso, le nostre basi e i nostri sorvoli siano chiaramente definiti e garantiti”. Le parole di Colby arrivano dopo le tensioni emerse durante la guerra contro l’Iran, quando diversi alleati NATO hanno negato o limitato agli Stati Uniti l’utilizzo di basi e dello spazio aereo per operazioni legate al conflitto, suscitando le ire del presidente americano.

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Nel suo intervento Colby ha elogiato i progressi compiuti all’interno dell’Alleanza e ha affermato che l’Europa rimane un’area critica per gli Stati Uniti. “Le consultazioni e il coinvolgimento sono una parte fondamentale di questa revisione”, ha affermato. “Vogliamo ascoltare la vostra opinione”.

Parlando al fianco di Colby prima dell’incontro con gli ambasciatori, il segretario generale della NATO Mark Rutte ha ribadito l’importanza di una “NATO 3.0”, che significa “un’Europa più forte e un Canada più forte all’interno di una NATO più forte”. Secondo Rutte, questo processo è già in corso. L’ex premier olandese ha citato i dati del 2025, che hanno visto canadesi ed europei spendere 139 miliardi di dollari in più per la difesa rispetto agli anni precedenti. “E il processo continua, c’è ancora molto da fare. Ci arriveremo”, ha assicurato Rutte.

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