La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il primo ministro canadese, Mark Carney, hanno lanciato mercoledì 23 settembre a New York l’Alleanza internazionale OceanEye per il Sistema globale di osservazione degli oceani (Goos), raccogliendo impegni per quasi 220 milioni di euro. L’evento si è svolto a margine della settimana di alto livello dell’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite ed è stato organizzato con la Commissione oceanografica intergovernativa dell’Unesco (Ioc-Unesco) e l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), i due enti che co-sponsorizzano il Goos.
All’alleanza hanno aderito finora 31 membri: l’Unione europea e 30 tra Stati e territori, tra cui l’Italia. Gli impegni comprendono contributi finanziari, sostegno in natura e la messa a disposizione di mezzi come navi da ricerca, sensori, droni e strutture per l’elaborazione dei dati. L’Ue e il Canada, che co-presiedono l’iniziativa, avvieranno ora il confronto con i partner per migliorare il coordinamento dell’osservazione oceanica e allargare il numero delle adesioni.
Gli impegni finanziari e i membri dell’alleanza
L’Ue contribuisce con 92 milioni di euro dal programma Horizon Europe, presentati come finanziamento iniziale dell’alleanza. La cifra corrisponde al pacchetto annunciato dalla Commissione a giugno con l’adozione dell’iniziativa OceanEye ed è ripartita in tre linee: 50 milioni per le reti di osservazione del Goos, compreso il dispiegamento di nuove attrezzature in alto mare, 30 milioni per una sfida del Consiglio europeo per l’innovazione sulle tecnologie di osservazione e 12 milioni per mantenere i flussi internazionali di dati marini attraverso EMODnet for Global. Il Canada ha stanziato 82 milioni di dollari canadesi in cinque anni per ampliare la propria capacità di osservazione.
Le risorse serviranno a mantenere le piattaforme di osservazione esistenti, colmare le lacune nei dati, rafforzare il segretariato del Goos e i suoi centri di coordinamento e potenziare OceanOPS, il centro che raccoglie le segnalazioni dei dati. A margine dell’evento era prevista la firma, da parte del commissario per la Pesca e gli oceani, Costas Kadis, di un memorandum d’intesa che istituisce un partenariato strategico di lungo periodo tra l’Ue e l’Ioc-Unesco.
Oltre all’Italia, tra gli Stati membri dell’Ue hanno aderito Belgio, Croazia, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia e Spagna. Tra gli altri partner figurano Regno Unito, Norvegia, Islanda, Corea del Sud, Brasile, Messico e diversi Paesi africani, latinoamericani e insulari, oltre alle Isole Faroe. Secondo von der Leyen, l’osservazione degli oceani “ci dà occhi e orecchie sotto le onde” in un momento in cui l’ambiente marino cambia rapidamente. Carney ha sottolineato che l’oceano non può essere “compreso, né protetto, da una sola nazione” e che ogni osservazione condivisa ne moltiplica l’impatto.
Un sistema globale dipendente da pochi finanziatori
Il Goos fornisce circa 120.000 osservazioni al giorno da 8.000 piattaforme gestite da 64 Paesi e 17 reti globali. I dati sono utilizzati per le previsioni meteorologiche e climatiche, la sicurezza della navigazione, la protezione delle comunità costiere, la tutela della biodiversità marina e le attività economiche legate al mare. Secondo la Commissione, il sistema resta esposto a carenze di finanziamento e a interruzioni di natura geopolitica, perché dipende ancora da un numero ristretto di grandi contributori. In assenza di una base di sostegno più ampia e stabile, avverte l’esecutivo Ue, potrebbero riaprirsi lacune nei dati con effetti su previsioni meteo, proiezioni climatiche e conservazione marina.
L’alleanza è uno dei pilastri dell’iniziativa OceanEye, adottata dalla Commissione il 3 giugno 2026 come parte del Patto europeo per gli oceani. L’obiettivo dichiarato è portare l’Ue a fornire il 35% del sistema globale di osservazione degli oceani entro il 2035. L’iniziativa prevede anche un Sistema oceanico digitale europeo, punto di accesso unico ai dati marini che integrerà servizi esistenti come Copernicus Marine Service, EMODnet, WISE Marine e WISE Freshwater, e il Gemello digitale europeo dell’oceano, che dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2030 per il monitoraggio in tempo reale e la modellizzazione predittiva.

