Unione europea e Corea del Sud rafforzano la cooperazione nel comparto satellitare, con Seul che potrebbe in futuro esplorare un’integrazione con la costellazione satellitare europea IRIS². È quanto emerge dal nuovo accordo amministrativo firmato giovedì a Bruxelles dal commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius, e dal viceministro per il Programma di capacità avanzate della Repubblica di Corea, Giyoung Jeoung.
Secondo quanto si legge in una nota della Commissione UE, l’accordo istituisce un gruppo di lavoro per lo scambio di informazioni sui programmi di connettività sicura esistenti e futuri, per esplorare applicazioni e casi d’uso comuni e per valutare soluzioni tecniche per la cooperazione a livello di sistema con IRIS². Il gruppo di lavoro riunisce la Commissione europea, l’Agenzia spaziale europea, l’Amministrazione del Programma di Acquisizione della Difesa e l’Agenzia per lo Sviluppo della Difesa della Repubblica di Corea, insieme a rappresentanti di altre agenzie e autorità nazionali.
Parlando alla stampa prima della firma dell’accordo, Kubilius ha ricordato la cooperazione di lunga data con la Corea del Sud nel settore spaziale, risalente ormai a vent’anni fa, quando nel 2006 fu firmato l’accordo di cooperazione sulla navigazione satellitare. Alla luce di questi rapporti, l’intesa firmata giovedì rappresenta “un punto di partenza verso una partnership più profonda tra Unione europea e Corea nel campo delle infrastrutture spaziali sicure e di IRIS²”.
Secondo il commissario europeo, “capacità di comunicazione satellitare sicure, ininterrotte e rapidamente dispiegabili sono sempre più importanti per la sicurezza, la resilienza e la risposta alle emergenze”.
Da parte sua, il viceministro sudcoreano ha espresso l’auspicio dello sviluppo di “collaborazioni concrete sulla standardizzazione tecnica e sulle catene di approvvigionamento globali, in grado di produrre benefici reciproci per i nostri rispettivi ecosistemi spaziali”.
Proposta nel 2022, IRIS² (acronimo di Infrastructure for Resilience, Interconnectivity and Security by Satellite) dovrebbe vedere la sua prima fase di lancio entro la fine del 2029. Nell’agosto 2026, la conclusione dei negoziati sulla governance, la configurazione tecnica e il finanziamento del programma ha confermato l’architettura del sistema e individuato i principali fornitori. Il progetto prevede una costellazione di 348 satelliti su orbite basse e medie, destinata a fornire comunicazioni protette a governi e autorità pubbliche e servizi commerciali. L’obiettivo è affiancare IRIS² agli altri due grandi programmi spaziali europei, Galileo e Copernicus, ma con una funzione diversa: fornire all’UE una capacità autonoma di comunicazioni satellitari sicure e resilienti, innanzitutto per governi e autorità pubbliche, difesa, gestione delle crisi e protezione delle infrastrutture critiche, offrendo parallelamente anche servizi commerciali di connettività. La costellazione è aperta alla cooperazione con Paesi terzi attraverso trattati internazionali; Norvegia e Islanda hanno già firmato accordi con l’UE.
“L’Europa è impegnata nelle partnership internazionali”, ha voluto sottolineare Kubilius nelle dichiarazioni alla stampa. “Da Copernicus a Galileo, i più grandi successi dell’Europa sono stati costruiti sulla cooperazione. Questo è il modo di agire europeo: essere abbastanza forti da poter agire in modo indipendente, ma allo stesso tempo abbastanza sicuri di sé da poter lavorare con gli altri”, ha aggiunto.

