Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó avrebbe offerto al suo omologo russo di inviargli un documento relativo all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea, secondo registrazioni trapelate ieri.

Le registrazioni, pubblicate da un consorzio di media investigativi tra cui il portale VSquare.org, rappresentano un’ulteriore serie di conversazioni intercettate tra i capi della diplomazia di Ungheria e Russia, Péter Szijjártó e Sergej Lavrov.

Szijjártó avrebbe proposto di inviare a Lavrov un documento relativo al processo di adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

Sergej Lavrov: Ascolta, volevo anche chiederti del compromesso che avete raggiunto con l’Unione riguardo all’avvio dei negoziati di adesione dell’Ucraina. Si diceva che un ruolo importante fosse stato giocato dalla questione delle lingue delle minoranze nazionali.
Péter Szijjártó: Sì, sì, è stato proprio così.
Lavrov: Stiamo cercando di ottenere quel documento, ma…
Szijjártó: Te lo mando. Non è un problema.
Lavrov: Bene, Péter, se puoi mandarmelo te ne sarei grato.
Szijjártó: Lo faccio subito. Lo invierò alla nostra ambasciata a Mosca e il mio ambasciatore lo consegnerà al tuo capo di gabinetto – sarà a tua disposizione.

Dalla conversazione non emerge quale documento esatto Szijjártó abbia promesso di inviare a Lavrov tramite l’ambasciata ungherese a Mosca. Il Ministero degli Esteri ungherese, interpellato da VSquare per chiarimenti, non ha risposto alla richiesta di commento.

Un alto funzionario dell’Unione ha però affermato “con il 99% di certezza” che il documento fosse il quadro negoziale, già pubblico all’epoca. “Non capisco perché Lavrov abbia fatto questo gioco. Quel documento è pubblico”, ha dichiarato.

Secondo un alto rappresentante dei servizi di intelligence occidentali, è possibile che Lavrov stesse semplicemente testando i limiti della disponibilità di Szijjártó a condividere informazioni con la Russia.

“È quasi un test di lealtà, per verificare la disponibilità della fonte a eseguire ordini o svolgere compiti. È un elemento classico del processo di reclutamento”, ha affermato.

I diritti delle minoranze etniche in Ucraina

Uno dei temi delle conversazioni era quello dei diritti delle minoranze in Ucraina, utilizzati dal Cremlino come pretesto per azioni militari in difesa della popolazione russofona, e dall’Ungheria per porre veti alle iniziative dell’Unione europea.

Come ricorda VSquare, nell’estate del 2024 le tensioni diplomatiche tra Ungheria e UE avevano raggiunto il culmine. L’Ungheria bloccava i fondi per l’Ucraina, mentre l’UE lavorava a meccanismi per aggirare il veto.

Budapest aveva pubblicato una lista di 11 richieste riguardanti i diritti della minoranza ungherese nella regione ucraina della Transcarpazia, composta da circa 100.000 persone. La loro soddisfazione era la condizione posta dal governo Orbán per sostenere i negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

In una conversazione del 17 giugno, Szijjártó e Lavrov hanno discusso proprio dei diritti delle minoranze. Szijjártó si è detto soddisfatto degli incontri con i politici a Bruxelles: “Anche se di solito mi urlano contro, alla fine mi dico che almeno mi sono divertito”, ha affermato con tono spavaldo. “Sì, sai come trattarli”, ha risposto Lavrov.

Szijjártó ha poi descritto in dettaglio i colloqui con l’Unione sui suoi undici punti e su “come ripristinare diritti che avevamo già”. Lavrov ha però riportato la conversazione sui russi in Ucraina e su come il mancato soddisfacimento delle richieste del Cremlino possa ritardare o bloccare il processo di adesione.

Szijjártó ha risposto che il rispetto dei diritti delle minoranze è un principio universale del Consiglio d’Europa – “un giorno riguarda la vostra minoranza, il giorno dopo la nostra”.

Un funzionario europeo citato da VSquare osserva tuttavia che, secondo il quadro negoziale, “l’Ucraina deve rispettare tutti gli obblighi internazionali e gli accordi bilaterali con gli Stati membri dell’Unione su queste questioni”.

“Szijjártó in realtà fuorvia Lavrov, perché il documento non riguarda altri Paesi o minoranze, ma esclusivamente i rapporti tra Ucraina e Stati membri dell’Unione”, ha indicato.

Nella stessa conversazione, il ministro ungherese ha raccontato anche un colloquio con l’allora primo ministro canadese Justin Trudeau, convinto sostenitore dell’Ucraina, che cercava di persuadere della necessità di mantenere contatti diretti con la Russia per porre rapidamente fine alla guerra.

“Tutto il meglio, amico”

Prima di concludere la conversazione, Szijjártó ha presentato un’idea – approvata da Orbán – di convocare una riunione della Commissione intergovernativa russo-ungherese per la cooperazione economica (IGC), istituita nel 2005.

La commissione si riunisce circa una volta all’anno, alternando Russia e Ungheria. L’unica interruzione è avvenuta tra il 2021 e il 2024, probabilmente a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. Dal contesto emerge l’intenzione di riprenderne i lavori.

Incoraggiato, Szijjártó ha annunciato che avrebbe contattato il ministro della Salute russo Michail Murashko, co-presidente della commissione, per organizzare un incontro a Budapest.

“Tutto il meglio, amico mio”, ha concluso Lavrov. “Se avrai bisogno di qualcosa, sono a tua disposizione”, ha risposto Szijjártó.

“Il nostro obiettivo non è compiacere l’Europa”

Un’altra conversazione, del 16 agosto scorso, riguardava principalmente un incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump ad Anchorage, in Alaska.

“Sappiamo che i nostri amici, come Viktor Orbán, tu e Robert Fico, ci capite”, ha detto Lavrov. “Gli altri devono decidere da soli se sono maturi politicamente oppure no”.

Nella stessa conversazione, Szijjártó ha cercato di ottenere informazioni dietro le quinte sul vertice in Alaska, che non ha portato a un accordo sull’Ucraina ma ha suscitato preoccupazione in Europa.

Szijjártó: Volevo solo congratularmi, perché capisco che avete avuto successo. Vedo quanto siano preoccupati i nostri amici europei, ma volevo assicurarti che l’Ungheria sostiene tutte le azioni e i risultati che avete ottenuto oggi.
Lavrov: Apprezziamo la dichiarazione del primo ministro Orbán, è stata molto chiara. Gli altri europei dovrebbero prenderla in considerazione.
Szijjártó: Di solito lo fanno, e poi ci puniscono finanziariamente. (ride) Posso chiederti se tutto è andato davvero così bene come mostrano i media?
Lavrov: Il presidente Putin ha detto chiaramente che è stato un vertice utile e di successo. Trump ha dato un’intervista a Fox News dicendo le cose giuste – che darebbe al vertice “10 su 10” e che i progressi sono stati molto significativi. Ha detto che ora spetta a Zelensky accettare l’accordo.
Szijjártó: Capisco. E ci sono stati progressi nella cooperazione economica con gli americani?
Lavrov: Non è stato discusso.
Szijjártó: Quindi l’economia non era nell’agenda.
Lavrov: Gli americani hanno detto chiaramente che, se si “risolve il problema ucraino”, non ci saranno restrizioni.
Szijjártó: Nessuna restrizione… capisco.

(…)

Lavrov: Il nostro obiettivo era trovare modi realistici per porre fine alla guerra, non compiacere gli ambasciatori europei.
Szijjártó: Sì, sono d’accordo.

VSquare, con sede a Varsavia, aveva già pubblicato in precedenza un’altra conversazione tra i due ministri. Secondo Reuters, le registrazioni sono state verificate in modo indipendente tramite fonti in più Paesi e con l’aiuto di esperti di analisi audio.

Altre conversazioni riguardavano, tra l’altro, la preparazione della visita di Orbán a Mosca nel 2024, durante la presidenza di turno ungherese del Consiglio UE, e il blocco di ulteriori pacchetti di sanzioni UE contro la Russia nel 2025 in relazione all’invasione dell’Ucraina.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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