Dalla Guyana francese alle Canarie, passando per Azzorre, Madeira, Guadalupa, Martinica, Mayotte, Réunion e Saint-Martin. La Commissione europea ha presentato giovedì una nuova visione strategica per le nove regioni ultraperiferiche dell’Unione, territori lontani dal continente ma sempre più centrali per gli interessi economici, marittimi e geopolitici europei.
Come sottolineato dall’esecutivo comunitario la nuova strategia punta a integrare maggiormente queste regioni nelle politiche dell’Unione, adattando allo stesso tempo alcune norme europee alle loro caratteristiche geografiche, economiche e sociali. Alla comunicazione si accompagna infatti, per la prima volta, un pacchetto normativo con modifiche mirate nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca, della migrazione e della tassazione.
“Le nostre regioni ultraperiferiche hanno identità forti, risorse uniche e posizioni geografiche che proiettano l’Europa ai quattro angoli del mondo”, ha affermato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen in una nota. “Ma le loro realtà locali e i vincoli specifici devono essere meglio presi in considerazione. Questa è l’essenza della strategia e del pacchetto normativo che presentiamo oggi. Stiamo adattando le nostre regole per liberare il potenziale di queste regioni e fare della loro unicità un punto di forza per loro e per tutta l’Europa”.
Sulla stessa linea il vicepresidente esecutivo della Commissione per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto. “Le regioni ultraperiferiche possono essere lontane dall’Europa continentale, ma sono al centro del nostro progetto europeo”, ha sottolineato. “Il pacchetto presentato oggi serve a superare le sfide create dalla distanza, ma soprattutto a cogliere le opportunità offerte dalla geografia”.
La strategia, ha ricordato Fitto, si articola intorno a quattro obiettivi ed è accompagnata da misure concrete, a partire dal “primo pacchetto normativo” specificamente dedicato a questi territori. L’obiettivo è “adattare, dove necessario, le regole dell’Ue alle realtà specifiche di questi territori”. “Trasformando il loro potenziale strategico in opportunità, crescita e migliori condizioni di vita – ha aggiunto – rafforziamo non soltanto le regioni ultraperiferiche e i loro cinque milioni di abitanti, ma l’Europa nel suo complesso”.
Le regioni ultraperiferiche sono parte integrante dell’Unione europea, pur trovandosi a migliaia di chilometri dal continente. La loro particolare condizione è riconosciuta dall’articolo 349 del Trattato sul funzionamento dell’UE, che permette di adottare misure specifiche per compensare fattori strutturali come distanza, insularità, dimensioni ridotte, condizioni climatiche difficili e dipendenza da un numero limitato di attività economiche.
Dalla coesione alla dimensione strategica
Rispetto alla strategia adottata nel 2022, il nuovo documento rafforza in particolare la dimensione geopolitica e di sicurezza. La Commissione considera questi territori non soltanto aree da sostenere attraverso le politiche europee, ma anche avamposti attraverso i quali l’Unione estende la propria presenza nell’Atlantico, nei Caraibi, nell’Oceano Indiano e in Sud America.
Il primo dei quattro pilastri riguarda infatti il potenziale geostrategico e una maggiore integrazione regionale. Bruxelles vuole coordinare meglio le politiche interne ed esterne dell’Ue, approfondendo la cooperazione con i Paesi vicini e intervenendo su commercio, connettività, sicurezza, difesa e sicurezza marittima.
Un cambio di impostazione che passa anche attraverso un utilizzo più sistematico dell’articolo 349. “Stiamo lavorando per avere la possibilità di utilizzare questo articolo in modo molto chiaro anche alla luce dei cambiamenti che hanno luogo nel mondo”, ha spiegato Fitto rispondendo ai giornalisti. “Queste regioni devono avere un ruolo importante nel contesto geostrategico globale”. La Commissione, ha aggiunto, vuole quindi mandare il segnale di essere intenzionata a utilizzare pienamente le possibilità offerte dall’articolo.
Il vicepresidente esecutivo ha sottolineato che il lavoro è stato preparato attraverso un confronto durato mesi con governi e amministrazioni regionali. “Questa strategia e la proposta legislativa non nascono ora, ma abbiamo lavorato con le regioni e con gli Stati membri interessati negli ultimi mesi e anni”, ha spiegato, citando le deroghe in materia di immigrazione e fiscalità tra gli esempi concreti del lavoro svolto.
Fitto ha richiamato anche la propria visita a Mayotte nell’aprile dello scorso anno. “Sono andato a Mayotte e ho visitato una delle regioni più povere dell’Unione europea. È stata un’esperienza importante”, ha ricordato. “Vogliamo tenere conto delle peculiarità di queste regioni, che sono molto diverse tra loro: dobbiamo quindi compiere azioni specifiche per ognuna”.
Il secondo obiettivo riguarda la competitività e l’accesso al mercato unico. Bruxelles vuole favorire la specializzazione nei settori nei quali le regioni ultraperiferiche dispongono di particolari vantaggi competitivi, indicando esplicitamente economia blu, energie rinnovabili, biotecnologie, ricerca e spazio.
La posizione geografica di questi territori può infatti trasformarsi da fattore di svantaggio in una risorsa per l’Unione. A questo si accompagna la necessità di migliorare la connettività, attraverso collegamenti aerei e marittimi più efficienti, fondamentale per territori che dipendono fortemente dai trasporti per persone, merci ed energia.
La Commissione vuole inoltre rafforzare l’accesso delle amministrazioni e degli operatori locali ai programmi e ai finanziamenti europei. Un rinnovato strumento di consulenza dovrebbe fornire assistenza personalizzata, mentre è previsto un dialogo strutturato annuale tra Bruxelles, le regioni e i rispettivi Stati membri.
Il terzo pilastro è dedicato alla resilienza e alla preparazione alle crisi. Le regioni ultraperiferiche sono particolarmente esposte agli effetti dei cambiamenti climatici e agli eventi meteorologici estremi. La strategia punta quindi a rafforzare l’adattamento climatico, la protezione della biodiversità e le capacità di risposta alle catastrofi.
Tra le questioni indicate dalla Commissione figura anche l’afflusso delle alghe sargasso, particolarmente problematico nei Caraibi. A questo si aggiungono l’autonomia energetica e la protezione delle infrastrutture critiche, con un riferimento esplicito a porti e cavi sottomarini.
Agricoltura e pesca assumono inoltre una funzione legata alla sicurezza alimentare e all’autosufficienza. Proprio questi settori rientrano nel nuovo pacchetto normativo con il quale Bruxelles intende adattare maggiormente le regole europee alle condizioni specifiche dei singoli territori.
Non scompare la dimensione sociale, che costituisce il quarto pilastro della strategia. La Commissione punta ad aumentare occupazione e accesso all’istruzione, ridurre la povertà e migliorare l’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili, acqua potabile e assistenza sanitaria.
Particolare attenzione viene riservata ai giovani e al cosiddetto “diritto a restare”: la possibilità per gli abitanti di queste regioni di costruire il proprio futuro nel territorio in cui vivono senza essere costretti a trasferirsi verso l’Europa continentale.
Un nuovo progetto rivolto ai giovani dovrebbe favorirne il coinvolgimento diretto nello sviluppo delle regioni, mentre Bruxelles punta a rafforzare le capacità amministrative e tecniche locali affinché possano utilizzare maggiormente fondi, programmi e strumenti dell’Unione.
Regole europee adattate alle realtà locali
La principale novità operativa è però il pacchetto normativo che accompagna la strategia. La Commissione propone adattamenti mirati della legislazione europea in agricoltura, silvicoltura, pesca, migrazione e fiscalità, utilizzando la base giuridica dell’articolo 349.
Il pacchetto rappresenta soltanto un primo passo. L’obiettivo di Bruxelles è fare in modo che le caratteristiche delle regioni ultraperiferiche siano valutate in maniera più sistematica già durante la preparazione delle nuove normative europee, anziché intervenire soltanto successivamente attraverso deroghe.
La stessa impostazione dovrebbe riguardare altri provvedimenti. La proposta di revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione contiene disposizioni che tengono conto dei vincoli geografici e della necessità di preservare continuità territoriale, connettività e accesso ai servizi essenziali. Adattamenti alle specificità delle regioni ultraperiferiche sono previsti anche nella futura legislazione europea sugli appalti pubblici e, quando necessari e proporzionati, nello European Product Act.
Sulla fiscalità, Fitto ha spiegato che la Commissione ha lavorato con i governi e le regioni interessate per calibrare le proposte sulle diverse esigenze. “Questo è uno dei punti più importanti. Abbiamo lavorato con il governo nazionale e con le regioni. Cerchiamo di trovare la giusta risposta in funzione delle diverse richieste”, ha affermato. Ora “apriremo un dialogo con il Consiglio e vedremo dove sarà possibile arrivare a un risultato e dove sarà possibile accogliere queste richieste”.
Il nodo del prossimo bilancio europeo
La strategia si intreccia inevitabilmente con il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034. Nella proposta della Commissione, Francia, Spagna e Portogallo dovranno inserire nei rispettivi piani di partenariato nazionali e regionali misure specifiche per le loro regioni ultraperiferiche.
Fitto ha sottolineato che la proposta per il prossimo QFP contiene già disposizioni dedicate alle diverse situazioni di questi territori, anche per quanto riguarda pesca e fondi di coesione. Dopo la decisione sul bilancio, Bruxelles intende lavorare con i tre Stati membri ai piani di partenariato riguardanti le regioni ultraperiferiche.
“Occorre stare in ascolto e confrontarsi con le varie istanze”, ha spiegato il vicepresidente esecutivo, ricordando il lavoro svolto con presidenti delle regioni e governi nazionali. L’obiettivo è adottare insieme “un approccio che verrà riflesso nella proposta di bilancio”.
Ceuta e Melilla, Fitto: la decisione spetta al Consiglio
La presentazione della strategia arriva mentre in Spagna si è aperto il dibattito sulla possibilità di estendere lo status di regione ultraperiferica anche a Ceuta e Melilla.
Interpellato sulla proposta avanzata dal premier spagnolo Pedro Sánchez, Fitto ha chiarito che le due città autonome hanno attualmente “uno status diverso” da quello delle nove regioni ultraperiferiche. Il vicepresidente esecutivo ha ricordato che “la Spagna ha ricevuto 114 milioni di euro dall’UE per Ceuta e Melilla”, ma ha precisato che un eventuale cambiamento non potrebbe essere deciso dalla Commissione.
“Se il governo dovesse proporre questa decisione, la decisione finale spetta al Consiglio, non alla Commissione. Vedremo quale sarà la decisione politica”, ha spiegato Fitto. “Ora abbiamo soltanto le Isole Canarie. L’idea dovrà essere presentata al Consiglio e non alla Commissione”.
La strategia e il pacchetto normativo aprono così una nuova fase nel rapporto tra Bruxelles e le regioni ultraperiferiche. L’obiettivo non è più soltanto compensare gli svantaggi derivanti dalla distanza dal continente, ma trasformare la loro collocazione geografica in una risorsa economica e strategica: dalla presenza marittima alla sicurezza, dalla biodiversità all’energia, fino alla ricerca e allo spazio.
[a cura di Simone Cantarini]

