Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha attaccato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accusandolo di voler sfruttare un’eventuale pausa nei combattimenti per rafforzare l’esercito ucraino e dichiarando come questo non si sarebbe meritato una tregua.
Durante una conferenza stampa a Mosca, tenuta in occasione dei colloqui con il suo omologo libanese Youssef Raggi, Lavrov ha fatto riferimento all’accordo annunciato dal presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato un accordo per porre fine agli attacchi contro le infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina. Trump aveva sostenuto che i due Paesi avessero accettato di interrompere immediatamente questo tipo di attacchi.
Il problema è che i dettagli dell’intesa rimangono poco chiari. Zelensky ha ammesso di non essere stato inizialmente a conoscenza dell’accordo annunciato, pur dichiarando la disponibilità dell’Ucraina a rispettare la tregua qualora anche la Russia interrompesse gli attacchi. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, invece, non ha confermato in modo inequivocabile che Mosca abbia accettato condizioni precise. Si è limitato a dichiarare che i contatti sulla questione sono in corso.
Nel frattempo, secondo le autorità ucraine, dopo l’annuncio della tregua da parte di Trump, le forze russe hanno continuato ad attaccare le infrastrutture energetiche ucraine. Zelensky aveva riferito ieri (12 ottobre) di attacchi contro sei strutture di questo tipo.
Secondo Lavrov, l’Ucraina “non ha meritato la tregua”
Il capo della diplomazia russa ha sostenuto che Zelensky stia sfruttando le iniziative diplomatiche che si susseguono per guadagnare tempo e ricostituire il potenziale militare dell’Ucraina. Secondo Lavrov, una pausa nei combattimenti permetterebbe ai Paesi europei di fornire a Kyiv ulteriori armamenti.
“Negli ultimi mesi, lo slogan del cessate il fuoco ha sostituito, nella retorica di Zelensky e dei suoi sostenitori occidentali, i precedenti appelli a infliggere alla Russia una sconfitta strategica”, ha dichiarato il ministro russo.
“L’obiettivo è uno solo ed è molto semplice: negoziare del tempo, per ottenere un momento di tregua. Zelensky ha persino affermato di essere pronto a indire le elezioni presidenziali se gli venissero concessi due mesi per raccogliere le forze. Durante questo periodo, l’Europa potrà rifornirlo di ulteriori tipologie di armamenti, affinché possa continuare la sua guerra terroristica contro il popolo russo”, ha aggiunto.
Secondo Lavrov, lo “stupore simulato” di Zelensky di fronte alla dichiarazione del presidente Trump dimostrerebbe soltanto una cosa: Zelensky “vuole fortemente sfruttare ogni parola, ogni iniziativa e ogni idea che emerge nello spazio pubblico per perseguire con ogni mezzo il suo obiettivo di ottenere un momento di tregua”.
“Non credo che se lo sia meritato”, ha affermato Lavrov. Ha aggiunto che la Russia non intende tornare a dare credito alle dichiarazioni e alle promesse del leader ucraino.
Il ministro russo ha inoltre dichiarato che Mosca intende continuare a perseguire gli obiettivi della sua cosiddetta operazione militare speciale. “Sono perfettamente noti a tutti e non li abbiamo mai modificati, a differenza delle inversioni di rotta e delle elusioni di Zelensky e dei suoi sostenitori europei”, ha dichiarato, “pertanto, non abbiamo motivo di giustificarci davanti a nessuno”.
La Russia revoca le restrizioni sulle esportazioni
La questione della tregua è coincisa con il controverso accordo sul carburante tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin. Il tycoon ha annunciato che la Russia fornirà oltre 300.000 tonnellate di gasolio, seguite da ulteriori forniture. Gli annunci prevedevano consegne anche a novembre e in un periodo successivo.
Nel frattempo, la Russia sta già iniziando a revocare le restrizioni sulle esportazioni di gasolio, prima di quanto inizialmente previsto, ha dichiarato all’agenzia TASS il vicepremier russo Aleksandr Novak.
Secondo Novak, già a ottobre la Russia è pronta a esportare 300.000 tonnellate di diesel; a novembre le forniture saliranno a 500.000 tonnellate e a dicembre raggiungeranno 1 milione di tonnellate. In futuro, le esportazioni dovrebbero aumentare fino a 3 milioni di tonnellate al mese. Il vicepremier ha inoltre assicurato che anche il mercato interno russo continuerà a essere pienamente rifornito di gasolio.
Ha aggiunto che la Russia valuta positivamente le iniziative degli Stati Uniti volte a stabilizzare il mercato energetico mondiale e a ripristinare gradualmente condizioni di normalità nel commercio delle materie prime energetiche. Mosca, ha concluso, è pronta a collaborare per creare un mercato dell’energia più prevedibile e stabile.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

