Nelle prime ore di oggi (27 ottobre), è entrato in vigore un cessate il fuoco intorno a Oleshky, città ucraina nella regione di Kherson sotto il controllo delle forze occupanti russe dall’inizio dell’invasione su larga scala. La tregua, concordata con la mediazione statunitense e con il coinvolgimento della first lady Melania Trump, dovrebbe consentire l’accesso di una missione umanitaria, la consegna di aiuti e l’evacuazione dei civili.
Situata sulla riva orientale del Dnipro, Oleshky è sotto controllo russo dai primi giorni dell’invasione del 2022. Prima della guerra contava circa 24mila abitanti; oggi nella città rimangono soltanto alcune migliaia di persone, con stime che indicano una presenza particolarmente elevata di anziani e persone vulnerabili.
La popolazione affrontava da mesi gravi carenze di cibo, acqua, elettricità, riscaldamento e medicinali, e il suo caso ha sollevato grande apprensione nella comunità internazionale. Secondo dati riportati dall’ANSA, nessun convoglio di aiuti essenziali aveva raggiunto Oleshky dal 26 maggio, mentre quasi tutte le vie d’uscita risultano minate. La campagna #SaveOleshky ha chiesto proprio l’apertura di un corridoio umanitario, l’ingresso di cibo e medicinali e un’evacuazione sicura dei civili.
Dmytro Lubinets, commissario ucraino per i diritti umani e capo della squadra negoziale di Kyiv, ha confermato che l’Ucraina sta rispettando gli impegni assunti. Anche il ministero della Difesa russo ha annunciato la sospensione dei combattimenti nell’area. Secondo le informazioni diffuse dalle parti, la tregua dovrebbe proseguire fino al 1° novembre.
L’obiettivo immediato è permettere l’ingresso di beni essenziali e medicinali e creare le condizioni per l’evacuazione dei civili che intendono lasciare la città. L’operazione dovrà inoltre confrontarsi con uno dei principali ostacoli alla mobilità nell’area: la presenza di mine lungo le vie di uscita.
Secondo la Casa Bianca, Melania Trump ha iniziato a occuparsi di Oleshky dopo essere venuta a conoscenza della situazione durante un incontro a New York, a lato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L’amministrazione Trump sostiene che la first lady e un suo rappresentante abbiano utilizzato il canale di comunicazione già aperto con Russia e Ucraina attraverso precedenti operazioni di ricongiungimento di bambini.
Da lì, secondo la versione statunitense, la signora Trump avrebbe avviato direttamente i contatti con entrambe le parti e contribuito a definire gli aspetti tecnici della tregua: obiettivi, tempistiche, procedure, sminamento e modalità dell’evacuazione.
Anche Papa Leone XIV si sarebbe mosso una volta venuto a conoscenza della vicenda. Secondo la Sala Stampa della Santa Sede, mentre era ricoverato al policlinico Gemelli di Roma, il Papa avrebbe telefonato al presidente russo Vladimir Putin e a quello ucraino Volodymyr Zelensky esprimendo “viva preoccupazione” per la situazione umanitaria di Oleshky e chiedendo una tregua per permettere l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari.
In Italia, si è conosciuta la condizione di Oleshky nelle ultime settimane, soprattutto grazie alla mobilitazione di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e recentemente fondatrice del partito di ispirazione liberale Spazio Pubblico, che ha avviato uno sciopero della fame per attirare l’attenzione internazionale sulla situazione della popolazione locale.
Alla protesta si è unito il 21 ottobre Carlo Calenda. Il leader di Azione ha annunciato l’adesione allo sciopero a partire dalla mezzanotte, definendo l’iniziativa una forma di pressione “lodevole e nonviolenta” e sostenendo che, in un momento in cui in Italia si invoca frequentemente “più diplomazia”, la mobilitazione per Oleshky rappresentasse essa stessa un’azione diplomatica. Rapidamente sono arrivate ulteriori adesioni, con un coinvolgimento complessivo di 530 persone nella mobilitazione, insieme ad associazioni e rappresentanti della società civile.
Il cessate il fuoco rappresenta un risultato concreto, ma circoscritto. Non riguarda infatti il resto del fronte e arriva mentre le ostilità continuano in altre parti dell’Ucraina. Nelle ore precedenti e successive all’accordo, Kyiv è stata colpita da attacchi missilistici russi, mentre altre aree del Paese hanno registrato vittime e danni.
La sfida, in vista di un tavolo delle trattative che appare sempre più tangibile, seppur con l’incertezza sulla partecipazione o meno dell’Europa, sarà trasformare la pausa militare in un’operazione umanitaria effettiva. Per la popolazione di Oleshky, il valore della tregua dipenderà dalla possibilità concreta di far arrivare aiuti, garantire cure mediche e consentire a chi lo desidera di lasciare la città in sicurezza.
Foto di: La città di Oleshky, nella regione di Kherson, bombardata dalle forze russe [Iuliia Mendel, X]

