La crisi della Corte costituzionale polacca è proseguita nel fine settimana e il prossimo passaggio è fissato per martedì 3 novembre, quando la giudice Anna Korwin-Piotrowska, che rivendica la guida del Tribunale, ha convocato l’Assemblea generale dei giudici. Ha confermato la data a TVP Info e ha detto di sperare che tutti i giudici si presentino, in modo da poter approvare il bilancio. La convocazione segue la sospensione per un mese del presidente Bogdan Święczkowski e del suo vice Bartłomiej Sochański, disposta venerdì 30 ottobre, e arriva mentre Święczkowski, il partito Diritto e Giustizia (PiS | ECR) e il presidente della Repubblica Karol Nawrocki negano la legittimità della sua autorità.
Nella notte tra venerdì (30 ottobre) e sabato (31 ottobre) Nawrocki, che aveva interrotto il volo verso il Senegal, ha raggiunto la sede della Corte a Varsavia poco dopo la mezzanotte ed è entrato nell’edificio dopo un confronto all’ingresso. Secondo i video diffusi dal giudice Maciej Berek, un filmato successivo lo mostra mentre dice a Korwin-Piotrowska e ad altri presenti che non sono giudici della Corte. Berek ha sostenuto che il presidente avrebbe aggredito fisicamente i giudici, tra cui la stessa Korwin-Piotrowska.
Intorno alle 5:00, Nawrocki ha lasciato l’edificio. In una dichiarazione letta dal capo del suo gabinetto, Paweł Szefernaker, ha parlato di violazione dell’ordine costituzionale e di presa di controllo con la forza di un organo costituzionale, invitando Tusk a sedersi al tavolo. Ha anche reso noto di aver permesso a Sochański, che considera il vicepresidente in carica, di entrare nel Tribunale.
Nella notte Korwin-Piotrowska ha emanato nuovi provvedimenti: gli altri giudici devono lavorare temporaneamente fuori dalla sede, salvo accordi diversi con lei, e anche il personale della Cancelleria è stato sospeso a tempo. Secondo i metadati dei file, gli autori dei documenti risultano Krystian Markiewicz per quello di venerdì e Maciej Berek per quello di sabato, entrambi giudici eletti dal Sejm.
Sabato Nawrocki ha incontrato i rappresentanti di Polonia 2050, del PSL e di diversi partiti di opposizione, mentre Tusk non ha partecipato. La capogruppo della Lewica, Anna-Maria Żukowska, ha rifiutato l’invito sostenendo che chi lo ha rivolto è responsabile della situazione attuale. Il campo del presidente spera che la crisi eroda la maggioranza parlamentare del governo.
Tusk ha ribadito che l’esecutivo proseguirà nel ripristino dell’indipendenza del Tribunale, mentre centinaia di persone si radunavano per la seconda sera davanti alla Corte. In un discorso televisivo ha affermato che grida, menzogne e risse non possono essere la fonte del diritto in Polonia. Święczkowski ha dichiarato che lui e i giudici rimasti cercheranno di riprendere il controllo del Tribunale. Entro un mese un tribunale disciplinare dovrà confermare o annullare la sospensione.
Le critiche alla sospensione
La decisione è controversa anche tra esperti spesso critici verso il PiS. Il giurista Marcin Matczak ha affermato che è stata presa senza basi legali, mentre la Helsinki Foundation for Human Rights ha sostenuto in una dichiarazione che sia illegale e crei un precedente pericoloso.
Al momento non è chiaro come possa essere risolto lo stallo, perché nessuna delle due parti sembra pronta al compromesso. Il ministro della Giustizia e procuratore generale Waldemar Żurek ha chiesto la revoca dell’immunità di Święczkowski e Sochański, accusandoli di ostacolare l’esercizio delle funzioni da parte dei giudici. Żurek e Korwin-Piotrowska hanno inoltre sottolineato che la polizia non è entrata nell’edificio della Corte.
La sospensione di venerdì
Venerdì 30 ottobre, intorno alle 18, sul sito ufficiale della Corte è comparsa la comunicazione della sospensione immediata di Święczkowski e Sochański per un mese, dalle funzioni giurisdizionali e dagli incarichi di presidente e vicepresidente. L’ordine è stato emanato da Korwin-Piotrowska, indicata come la persona autorizzata a dirigere il Tribunale in quanto giudice con la maggiore anzianità di servizio.
Come base giuridica è stato indicato l’articolo 130 delle disposizioni sull’ordinamento giudiziario, mentre tra le motivazioni figuravano i problemi nella convocazione dell’Assemblea generale con tutti i giudici eletti dall’attuale Parlamento e nella composizione dei collegi giudicanti. La giudice ha confermato in un’intervista a TVP Info di aver emanato i provvedimenti. Il giorno stesso i giudici Maciej Taborowski, Magdalena Bentkowska e Maciej Berek hanno comunicato alla PAP che Korwin-Piotrowska era la nuova responsabile del Tribunale.
Poco dopo, sul sito e sull’account X della Corte è apparsa una presa di posizione che denunciava un’acquisizione illegale del controllo del sito internet e ribadiva che Święczkowski e Sochański restano presidente e vicepresidente, oltre a contestare che Korwin-Piotrowska sia giudice del Tribunale.
Davanti alla sede, in viale Szucha, si sono radunati i manifestanti e sono intervenuti gli agenti. La Questura di Varsavia ha spiegato che l’intervento è seguito a una segnalazione di Korwin-Piotrowska su possibili minacce ai giudici e ai dipendenti, e ha riferito di aver fermato tre persone che avrebbero scavalcato la recinzione, nei cui confronti si procede per sospetta violazione di domicilio. La polizia ha inoltre riferito che contro gli agenti sarebbero stati lanciati oggetti pericolosi.
Le origini della crisi
La Corte è composta da 15 giudici eletti dal Parlamento, che devono giurare davanti al presidente della Repubblica prima di assumere le funzioni. Da marzo il Sejm ne ha eletti otto, abbastanza per avere la maggioranza nel Tribunale. Il 13 marzo erano stati eletti Dariusz Szostek, Magdalena Bentkowska, Krystian Markiewicz, Maciej Taborowski, Marcin Dziurda e Anna Korwin-Piotrowska, ai quali si sono aggiunti Maciej Berek, eletto a settembre, e Sławomir Patyra.
Nawrocki ha ricevuto il giuramento soltanto di Szostek e Bentkowska, e la Cancelleria della Presidenza ha motivato la scelta sostenendo che durante il suo mandato si erano resi vacanti solo due posti. Cinque giudici, tra cui Korwin-Piotrowska, hanno invece giurato davanti al presidente del Sejm, Włodzimierz Czarzasty, e Święczkowski non li ha riconosciuti, impedendo ad alcuni di partecipare ai procedimenti. La maggioranza parlamentare ha contestato la lettura della Presidenza richiamando l’articolo 194, paragrafo 1, della Costituzione, secondo cui i giudici sono eletti dal Parlamento e il presidente ha l’obbligo di riceverne il giuramento.
Le reazioni
Venerdì sera Nawrocki aveva scritto sui social che “il presidente deve essere in Polonia” e che avrebbe invertito la rotta. Jarosław Kaczyński, presidente del PiS, ha definito gli eventi un “attentato contro la Corte costituzionale” e ha chiesto a Nawrocki di usare tutte le sue prerogative. Tusk ha scritto su X che ripristinare lo Stato di diritto “è un nostro dovere” dopo anni di illegalità sotto il PiS.
L’ambasciatore statunitense Thomas Rose ha definito gli eventi “estremamente gravi” e ha invitato le parti e i manifestanti a “fare un respiro profondo”, precisando che gli Stati Uniti non intendono giudicare né interferire negli affari interni polacchi. Dall’estero, Nigel Farage ha parlato di arresti e irruzione nella Corte, Geert Wilders ha detto che Tusk “si comporta come un nazista” e George Simion lo ha definito un “dittatore”..

