Il primo ministro montenegrino Milojko Spajić ha dichiarato sabato (31 ottobre) che i recenti sviluppi nel Paese e nella regione confermano la gravità delle informazioni in possesso dei servizi di sicurezza nazionali e dei Paesi partner riguardo a possibili attività di natura ibrida. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che il suo Movimento Europa Ora (PES) ha chiesto al Parlamento di esaminare i rapporti tra le emittenti televisive nazionali e M-tel, Alta Bank e Alta Pay Group, collegate alla Serbia.
In un messaggio pubblicato su X, Spajić ha affermato che gli sviluppi in corso “confermano la gravità e la qualità delle informazioni a disposizione dei nostri servizi di sicurezza e di quelli dei Paesi partner, sulle quali avevo richiamato l’attenzione alla fine di agosto”. Ha dichiarato di aspettarsi che le istituzioni, sulla base dei fatti, stabiliscano “chi abbia realmente difeso gli interessi dello Stato e chi, facendo affidamento su centri informali di potere provenienti da altri Stati e utilizzando meccanismi non autorizzati, abbia cercato di minare la stabilità del Montenegro e di arrestarne il percorso verso l’Unione europea”.
Il 27 agosto, Spajić aveva annunciato che il governo era in possesso di informazioni operative e di sicurezza particolarmente rilevanti, secondo le quali la chiusura di nuovi capitoli negoziali con l’Unione avrebbe potuto essere accompagnata da un’azione ibrida coordinata, con il coinvolgimento di funzionari di almeno due Paesi della regione. In quell’occasione non aveva indicato i Paesi interessati, ma aveva affermato che era previsto il sostegno di alcuni attori politici e di una parte del panorama mediatico montenegrino.
Il gruppo parlamentare del PES ha presentato un’iniziativa per lo svolgimento di un’audizione di controllo presso la Commissione parlamentare per la Sicurezza e la Difesa, riguardante una possibile influenza straniera di natura ibrida sui media e sullo spazio politico del Montenegro. L’indagine proposta dovrebbe riguardare i rapporti finanziari, proprietari e commerciali tra le emittenti televisive con copertura nazionale e M-tel, Alta Bank, Alta Pay Group e altre entità collegate, nonché eventuali legami che possano indicare l’esistenza di un’influenza politica organizzata proveniente dall’estero.
Secondo quanto riportato nell’iniziativa, l’obiettivo è accertare se i canali finanziari, delle telecomunicazioni e dei media siano stati utilizzati per influenzare l’opinione pubblica, le linee editoriali e i processi democratici, nonché verificare l’eventuale presenza di rischi per la sicurezza del Montenegro.
Il PES propone che la Commissione convochi un’audizione di controllo con i rappresentanti dei servizi di sicurezza e delle istituzioni statali competenti, richieda i dati pertinenti sui rapporti in questione, valuti il coinvolgimento delle commissioni parlamentari competenti per l’Istruzione e la Cultura e per l’Economia e le Finanze, e richieda una valutazione circa la possibile presenza di elementi riconducibili a un’influenza straniera di natura ibrida.
L’iniziativa non presenta prove del fatto che tale influenza si sia effettivamente verificata, ma chiede alle istituzioni competenti di svolgere gli opportuni accertamenti.
M-tel opera in Montenegro dal 2007 ed è uno dei principali operatori di telecomunicazioni del Paese. Offre servizi di telefonia mobile e fissa, connessione Internet e televisione. La società è controllata a maggioranza dal gruppo Telekom Srbija, a sua volta controllato dallo Stato serbo.
Alta Bank e Alta Pay Group fanno parte del sistema imprenditoriale dell’imprenditore serbo Davor Macura. Il 30 ottobre, la Banca nazionale serba ha revocato la licenza operativa di Alta Bank dopo che le verifiche di vigilanza avevano rilevato un significativo deterioramento delle condizioni finanziarie dell’istituto e il rischio di un ulteriore peggioramento della sua liquidità, tale da mettere a repentaglio gli interessi dei depositanti.
La gestione della banca è stata trasferita all’Agenzia per l’assicurazione dei depositi e sono stati avviati procedimenti nei confronti dell’istituto, dei suoi azionisti, dei membri della dirigenza e delle altre persone ritenute responsabili.
La Banca centrale del Montenegro (CBCG) ha dichiarato che Alta Bank non dispone di una licenza per svolgere attività bancaria in Montenegro e che la decisione dell’autorità di regolamentazione serba non rappresenta una minaccia per la stabilità del sistema finanziario montenegrino. Alta Pay Group Podgorica, invece, dispone di una licenza rilasciata dalla CBCG nel gennaio 2024 per la prestazione di servizi di pagamento e trasferimento di denaro. Non si tratta di una banca e la società non accetta depositi.
La CBCG ha dichiarato di aver già avviato verifiche, prima ancora degli ultimi sviluppi in Serbia, per accertare se Alta Pay Group Podgorica continui a soddisfare i requisiti previsti dalla legge per la prestazione di servizi di pagamento. Il procedimento è tuttora in corso.
Il 14 ottobre, a Davor Macura è stato negato l’ingresso in Montenegro dopo il suo atterraggio all’aeroporto di Podgorica. Secondo quanto riportato dal quotidiano di Podgorica Vijesti, il divieto è stato disposto per ragioni di sicurezza nazionale e interna. Il giornale ha successivamente riferito che il provvedimento della Direzione della Polizia era stato emesso il 18 luglio e ha una durata di due anni.
I rappresentanti legali di Macura hanno dichiarato che non sono stati specificati comportamenti concreti attraverso i quali egli avrebbe potuto rappresentare una minaccia per la sicurezza dello Stato. Hanno quindi richiesto l’annullamento del divieto e segnalato la possibilità di ricorrere all’arbitrato internazionale.
Macura è collegato sul piano proprietario al sistema Alta Pay. Alta Group era proprietaria al 100% di Alta Bank e Macura ricopriva la carica di presidente del consiglio di amministrazione dell’istituto. I media montenegrini hanno inoltre riferito che Macura avrebbe recentemente cercato di entrare in accordi di comproprietà relativi ad alcune proprietà di lusso sulla costa, tentativo che sarebbe stato tuttavia impedito.
Foto di: Il primo ministro montenegrino Milojko Spajić [Milojko Spajić, X]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

