Il primo ministro montenegrino Milojko Spajić ha annunciato la creazione di uno speciale gruppo di lavoro incaricato di redigere il Trattato di adesione all’Unione europea – il primo, nelle sue parole, istituito dal 2013. Si tratta di una tappa significativa nel processo di integrazione europea del Montenegro, che segna il passaggio dalla fase negoziale alle preparazioni giuridiche e tecniche finali per la piena adesione.
Commentando la decisione, Spajić ne ha sottolineato la portata: “Per la prima volta dal 2013 viene formato un gruppo di lavoro per redigere il Trattato di adesione all’Unione europea”. Ha definito la mossa come il risultato concreto delle riforme accelerate e dei progressi compiuti dal Paese negli ultimi anni. Nel 2013 fu la Croazia ad aderire all’Unione europea, dopo aver firmato il Trattato di adesione nel 2011.
Cosa significa
Il gruppo di lavoro, approvato il 22 aprile 2026 dagli ambasciatori dell’Unione europea a Bruxelles, inizierà a delineare il Trattato di adesione giuridicamente vincolante – il documento che definirà formalmente le condizioni con cui il Montenegro entrerà nell’Unione come suo 28° Stato membro.
Questo passaggio avviene solitamente solo nelle fasi avanzate del processo di adesione, quando un Paese candidato ha compiuto progressi sostanziali nella chiusura dei capitoli negoziali e nell’allineamento al diritto dell’Unione; rispetta cioè pressocchè in toto l’acquis communautaire.
Il Montenegro, che ha avviato i negoziati di adesione nel 2012, resta il candidato più avanzato tra quelli dei Balcani occidentali. A marzo 2026 ha chiuso provvisoriamente 14 dei 33 capitoli negoziali, con diversi altri in fase avanzata. Il governo punta a chiudere tutti i capitoli rimanenti entro la fine del 2026, con una possibile adesione completa entro il 2028.
Contesto e prossimi passi
La creazione del gruppo di lavoro ad hoc segue la 26ª Conferenza di adesione tra Unione europea e Montenegro, tenutasi nel marzo 2026, durante la quale è stato chiuso provvisoriamente il Capitolo 21, dedicato alle Reti transeuropee. I funzionari europei hanno accolto positivamente lo slancio riformatore del Paese, in particolare nei settori delle infrastrutture, del controllo finanziario e dell’allineamento agli standard europei.
Restano tuttavia sfide rilevanti, soprattutto nel cluster dei “fondamentali” – Capitolo 23 (Sistema giudiziario e diritti fondamentali) e Capitolo 24 (Giustizia, libertà e sicurezza) – dove le riforme sullo Stato di diritto sono decisive.
Il nuovo gruppo di lavoro si concentrerà sulla redazione tecnica e giuridica del Trattato, coinvolgendo esperti sia montenegrini sia delle istituzioni europee. Il suo avvio segnala una crescente fiducia a Bruxelles nel fatto che il Montenegro sia su un percorso credibile verso l’adesione.
Il primo ministro Spajić ha più volte ribadito che l’ingresso nell’Unione rappresenta una priorità nazionale, definendo le riforme recenti come uno “tsunami senza precedenti” di cambiamento volto a trasformare il Paese e rafforzarne il futuro europeo.
Questo sviluppo si inserisce in un contesto in cui l’allargamento ha riacquisito importanza strategica, anche alla luce delle sfide regionali e geopolitiche, posizionando il Montenegro come un potenziale caso di successo nei Balcani occidentali.

