La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha pronunciato martedì (3 novembre), presso la Biblioteca Reale del Belgio, il discorso inaugurale del WinWin Brussels Summit 2026, un vertice economico e politico che riunisce startup europee, investitori e importanti esponenti politici.

“L’Europa deve trasformare il proprio potenziale scientifico e tecnologico in imprese, settori industriali sviluppati e nuovi posti di lavoro”, ha sottolineato la presidente. Come ha evidenziato, le scoperte scientifiche passano dai laboratori al mercato più rapidamente che mai. Il problema, tuttavia, consiste nel fare in modo che le innovazioni europee portino alla nascita e alla crescita di imprese proprio nel Vecchio Continente.

“Dalla capacità di portare a termine efficacemente questo processo dipendono la competitività dell’Europa e il suo futuro benessere”, ha avvertito. Ha aggiunto che l’Europa è responsabile di quasi il 30% dei brevetti mondiali nel settore delle tecnologie pulite e che quasi una società quantistica su tre al mondo ha sede nell’Unione europea.

Sbloccare il potenziale del mercato unico

Uno dei pilastri della strategia di von der Leyen è un utilizzo più completo del mercato unico, che comprende 450 milioni di persone.

“Gli imprenditori che vogliono espandere la propria attività in tutta Europa devono ancora affrontare un vero e proprio labirinto di norme”, ha ammesso la presidente. Come ha spiegato, questa barriera è costituita da 27 sistemi giuridici nazionali e da oltre 60 diverse forme di organizzazione delle attività economiche.

La soluzione dovrebbe essere EU Inc., il cosiddetto “28º regime”: una forma giuridica unica che gli imprenditori potranno utilizzare in tutta l’Unione. “Permetterà di costituire un’impresa interamente online, da qualsiasi luogo in Europa, in 48 ore e per meno di 100 euro”, ha assicurato von der Leyen.

La presidente aveva annunciato il progetto il 20 gennaio durante il World Economic Forum di Davos. Come ha riconosciuto, da allora la Commissione sta negoziando con il Parlamento europeo e il Consiglio, cercando di preservare le impostazioni originarie dell’iniziativa. Ha invitato i partecipanti al vertice a sostenerla, affinché EU Inc. non si trasformi in una “pesante petroliera”, ma rimanga un “snello e veloce motoscafo”.

Un’altra sfida riguarda l’accesso ai capitali. Le aziende europee in rapida crescita raccolgono generalmente circa la metà dei finanziamenti ottenuti dalle loro omologhe di San Francisco, ha osservato la presidente della Commissione. Quando hanno bisogno di centinaia di milioni di euro per continuare la propria espansione, spesso devono cercare finanziamenti oltre Atlantico.

La risposta a questo problema dovrebbe essere un fondo europeo destinato a sostenere le imprese nella fase di crescita, descritto come il più grande fondo di private equity europeo focalizzato su questa fase di sviluppo. È costituito congiuntamente da investitori pubblici e privati. Come ha riferito von der Leyen, in appena due mesi il fondo ha investito in otto società e le ha aiutate a raccogliere quasi 5 miliardi di euro.

Tra i progetti finanziati, la presidente ha citato tecnologie che consentono il riutilizzo multiplo dei veicoli spaziali, circuiti integrati di nuova generazione a basso consumo energetico utilizzati nei sistemi di intelligenza artificiale e satelliti radar capaci di effettuare immagini della superficie terrestre anche attraverso le nuvole.

Trasformazione climatica

Nella parte dedicata alla politica climatica, von der Leyen ha richiamato l’attenzione sui costi delle importazioni di combustibili fossili.

“Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, l’Europa ha pagato 127 miliardi di euro in più per le loro importazioni, senza ottenere in cambio neanche una molecola di energia aggiuntiva”, ha affermato. Proprio per questo, secondo la presidente, la transizione energetica non rappresenta soltanto una condizione necessaria per la tutela del clima, ma anche un elemento fondamentale per costruire la competitività e l’indipendenza dell’Europa.

La presidente ha assicurato che l’Unione continua a puntare alla neutralità climatica entro il 2050, mentre l’obiettivo concordato per il 2040 prevede una riduzione delle emissioni del 90%.

“Dal 2021 l’Unione ha investito oltre 1.200 miliardi di euro in attività economiche sostenibili”, ha sottolineato, affermando che l’Europa “rimarrà sulla rotta” e continuerà a sostenere con coerenza lo sviluppo delle tecnologie pulite. “Questo dovrebbe garantire alle imprese condizioni stabili per pianificare investimenti a lungo termine”, ha aggiunto.

A sostegno della tesi secondo cui le ambizioni climatiche possono alimentare la crescita economica, ha citato alcuni dati relativi al mercato e alle emissioni.

“Il mercato globale delle tecnologie pulite cresce a un ritmo di circa il 20% all’anno. Allo stesso tempo, le emissioni nei settori coperti dal sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) sono diminuite di circa il 50%, mentre l’economia europea è cresciuta del 30%”, ha spiegato, sottolineando che il sistema ETS ha inoltre generato oltre 270 miliardi di euro di entrate, che l’Unione ha destinato all’innovazione e allo sviluppo delle tecnologie pulite.

La Commissione sta inoltre lavorando alla creazione della Banca per la decarbonizzazione dell’industria (Industrial Decarbonisation Bank), annunciata nell’ambito del Patto per l’industria pulita (Clean Industrial Deal). L’istituzione dovrebbe sostenere la trasformazione dell’industria europea e lo sviluppo di tecnologie produttive pulite, in particolare nei settori ad alta intensità energetica, come la siderurgia, il cemento e l’industria chimica. La banca dovrebbe mobilitare 100 miliardi di euro a sostegno della trasformazione dell’industria europea e della sostituzione delle tecnologie ad alte emissioni con soluzioni più pulite.

L’intelligenza artificiale nell’economia reale

Von der Leyen ha indicato come una delle principali sfide per il futuro dell’economia europea il trasferimento dell’intelligenza artificiale “dallo schermo al mondo reale”. Come esempi di applicazioni pratiche ha citato il monitoraggio dei macchinari industriali, che consente di individuare anomalie e guasti prima che provochino seri malfunzionamenti, e la mammografia assistita dall’IA. Secondo la presidente, questa tecnologia permette di individuare un numero maggiore di tumori e di diagnosticarli in una fase più precoce, riducendo così la mortalità femminile di circa il 30-40%.

“L’Europa dispone di importanti punti di forza in questo settore: un’industria di livello mondiale, una lunga tradizione manifatturiera, un sistema di ricerca avanzato e enormi quantità di dati industriali”, ha sottolineato von der Leyen. Ha inoltre ricordato di aver nominato all’inizio dell’anno Jim Snabe come inviato speciale per l’intelligenza artificiale industriale. Il suo compito è sostenere lo sviluppo di soluzioni di IA e la loro implementazione nell’industria europea.

Un ulteriore esempio di applicazione delle nuove tecnologie è rappresentato dai veicoli autonomi. Secondo la presidente, potrebbero ridurre di oltre il 90% il numero di incidenti che coinvolgono i pedoni. Von der Leyen vuole che l’Europa non si limiti a utilizzare queste soluzioni, ma che sia anche in grado di progettarle e produrle autonomamente.

“Per raggiungere questo obiettivo è tuttavia necessario semplificare le procedure normative. Una sola autorizzazione dovrebbe essere sufficiente affinché un produttore possa introdurre una determinata tecnologia in tutti gli Stati membri dell’Unione, senza dover superare ulteriori ostacoli e affrontare procedure nazionali separate2, ha sottolineato.

È tuttavia importante ricordare che due importanti iniziative della Commissione – EU Inc. e la Banca per la decarbonizzazione dell’industria – richiedono ancora ulteriori lavori prima di poter produrre risultati concreti.

Foto di: Ursula von der Leyen e Roberta Metsola [Wikimedia Commons]

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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