La commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos ha avuto il suo primo incontro di alto livello con i rappresentanti della Lista degli Studenti serba, vincitrice delle elezioni, offrendo il sostegno dell’Unione europea alle riforme democratiche, mentre le posizioni del movimento in materia di politica estera continuano a sollevare interrogativi sulle ambizioni europee di Belgrado.
I colloqui, tenutisi a Bruxelles su invito di Kos, si sono concentrati principalmente sul ripristino della democrazia e dello Stato di diritto in Serbia, piuttosto che sul processo di adesione del Paese all’Unione, ha riferito Euronews. Kos avrebbe reso noto l’incontro parlando mercoledì (4 novembre) agli eurodeputati della Commissione per gli affari esteri.
La Lista degli Studenti, nata da mesi di proteste e capace di porre fine ai 14 anni di governo del Partito Progressista Serbo (SNS | PPE) di Aleksandar Vučić, ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento nelle elezioni del 25 ottobre.
Per Bruxelles, il cambiamento politico offre l’opportunità di rilanciare i rapporti con il Paese più influente dei Balcani occidentali. Tuttavia, le posizioni del movimento su Russia e Kosovo suggeriscono che un cambio di governo non comporterà necessariamente una svolta fondamentale nella politica estera serba.
Bruxelles offre sostegno alle riforme democratiche
Kos ha confermato l’incontro durante un’audizione davanti alla Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo, mentre la Commissione europea presentava la propria valutazione annuale sull’allargamento.
“La Serbia ha l’opportunità di ricominciare da capo. Il nuovo governo serbo ha l’opportunità di voltare pagina, rafforzare le istituzioni democratiche e i diritti fondamentali e compiere i passi necessari per avanzare nel percorso di adesione della Serbia”, ha dichiarato.
I quattro rappresentanti della Lista degli Studenti che hanno partecipato all’incontro hanno detto a Kos che il ripristino dello Stato di diritto e della democrazia rappresentava la loro principale priorità, sottolineando che le riforme erano importanti sia per l’Europa sia, soprattutto, per i cittadini serbi.
Il movimento è nato in seguito al crollo di una pensilina in cemento presso la stazione ferroviaria di Novi Sad, il 1* novembre 2024, che provocò la morte di 16 persone e diede origine a proteste di massa e ad accuse di corruzione e negligenza nei confronti del governo dell’SNS.
“I manifestanti in Serbia vogliono le stesse cose che l’Unione europea chiede alla Serbia: lotta alla corruzione, media liberi e indipendenti, una magistratura libera e indipendente. Buone relazioni di vicinato e, naturalmente, anche un allineamento strategico con l’Unione europea”, ha dichiarato Kos. “Siamo pronti ad aiutare il nuovo governo a realizzare tutte le riforme necessarie”.
La relazione annuale della Commissione sulla Serbia, pubblicata mercoledì, ha evidenziato tendenze negative per quanto riguarda i diritti fondamentali, gli standard democratici e la persistente retorica contraria all’Unione europea delle autorità serbe.
Il rapporto ha inoltre rilevato che l’allineamento della Serbia alla Politica estera e di sicurezza comune dell’Unione rimane basso. Il periodo preso in esame si è concluso prima delle elezioni e, pertanto, la valutazione non riflette il cambiamento politico avvenuto a Belgrado.
Kos ha affermato che il nuovo governo dovrà invertire queste tendenze, dare priorità ai criteri democratici e ai diritti fondamentali e dimostrare un chiaro impegno nei confronti dei valori dell’Unione, compreso l’allineamento della politica estera e il mantenimento di buone relazioni di vicinato.
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Niente sanzioni contro la Russia, nessun riconoscimento del Kosovo
Nonostante il proprio impegno a favore delle riforme democratiche e di rapporti più stretti con l’Europa, la Lista degli Studenti ha chiarito di non avere intenzione di seguire la politica europea nei confronti della Russia.
A settembre, il movimento aveva dichiarato che la Serbia avrebbe mantenuto la propria opposizione alle sanzioni contro Mosca, richiamando l’esperienza storica del Paese con le sanzioni internazionali e sostenendo che le misure restrittive non risolvono necessariamente le sfide politiche e di sicurezza.
Dopo la vittoria elettorale, il rappresentante della Lista degli Studenti e sociologo Jovo Bakić ha ribadito questa posizione, affermando che non ci sarebbe stato alcun cambiamento nella politica estera serba nei confronti della Russia.
Il movimento intende inoltre mantenere la neutralità militare della Serbia e la propria opposizione all’adesione alla NATO. Anche la sua posizione sul Kosovo è in contrasto con le aspettative di Bruxelles.
In un memorandum pubblicato a maggio, la Lista degli Studenti si è opposta alla’indipendenza del Kosovo. Durante la campagna elettorale, i suoi candidati hanno definito hanno affermato di volere favorire il reinserimento della regione attraverso mezzi pacifici, la diplomazia e il dialogo.
Il movimento ha inoltre sottolineato l’importanza di proteggere la popolazione serba nel nord del Kosovo e di rafforzare le istituzioni finanziate dalla Serbia che operano sul territorio.
L’Unione richiede alla Serbia di compiere progressi verso la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo come parte del processo di integrazione europea.
Queste posizioni suggeriscono che, sebbene la Lista degli Studenti possa puntare a una maggiore cooperazione politica ed economica con Bruxelles, è improbabile che garantisca l’allineamento della politica estera che l’Unione si aspetta su alcune delle questioni più sensibili.
La formazione del governo resta incerta
L’incontro di Bruxelles si è concentrato sulle riforme interne perché irregolarità riscontrate in diversi seggi stanno ritardando la conferma definitiva dei risultati elettorali e, di conseguenza, la formazione del nuovo governo.
La Lista degli Studenti non ha ancora chiarito chi guiderà il movimento né come intenda organizzare la futura amministrazione. Per questo, i quattro rappresentanti hanno partecipato all’incontro collettivamente e la Commissione europea ha scelto di non renderne noti i nomi.
Il movimento, che comprende figure nuove alla politica come accademici, medici e studenti, deve inoltre prepararsi alle elezioni presidenziali previste entro la fine di dicembre.
I primi segnali di cambiamento politico sono già emersi. Il direttore della televisione pubblica serba RTS si è dimesso, alcuni alti funzionari di polizia sono stati arrestati e la licenza operativa di una banca ritenuta collegata al precedente establishment di governo è stata revocata.
Foto di: La commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos interviene alla plenaria del Parlamento europeo [Jérémy Baumer – European Union 2026 – Source : EP]
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

