Le agenzie anticorruzione ucraine hanno comunicato mercoledì (4 novembre) che, nell’ambito dell’inchiesta “Cartagine”, hanno smascherato un gruppo criminale sospettato di corrompere sistematicamente funzionari di alto rango degli organi investigativi. La vicenda riacutizza ancora una volta il conflitto sull’indipendenza delle istituzioni anticorruzione e potrebbe avere ripercussioni sulle aspirazioni europee di Kyiv.

Secondo il National Anti-Corruption Bureau of Ukraine (NABU) e la Specialized Anti-Corruption Prosecutor’s Office (SAPO), nel sistema sarebbero coinvolti funzionari di alto rango del Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU), della Polizia nazionale e della Procura generale, oltre a membri di gruppi criminali. Per il momento si tratta di accuse e non di fatti accertati giudizialmente.

Le nuove risultanze rappresentano un’ulteriore fase dell’indagine sulla rete che garantiva protezione a centri telefonici fraudolenti. Il NABU ha avviato l’operazione “Cartagine” il 4 settembre con una perquisizione presso la sede della Procura generale, compreso l’ufficio dell’allora procuratore generale Ruslan Kravchenko. Nello stesso giorno, l’ufficio ha comunicato di aver intrapreso azioni contro un gruppo criminale organizzato operante all’interno della Procura generale.

Secondo il NABU, nel 2025 il procuratore Serhii Kropyva, vice direttore del Dipartimento per la cooperazione internazionale della Procura generale, avrebbe fondato insieme ad alcuni collaboratori un’organizzazione criminale. Questa avrebbe ricevuto tangenti da imprenditori che gestivano centri telefonici illegali, commerciavano stupefacenti derivati dalla cannabis, producevano sigarette e denaro contraffatti e pianificavano rapine e sequestri di persona.

Secondo NABU e SAPO, il gruppo avrebbe riciclato i proventi delle attività criminali, tra l’altro, attraverso l’acquisto di immobili e beni di valore e il trasferimento di denaro su conti intestati a persone legate da rapporti di parentela con i suoi membri. Il valore di queste operazioni avrebbe superato i 42 milioni di grivne, circa 825.000 euro. Gli investigatori sostengono che i membri del gruppo corrompessero regolarmente funzionari di alto rango per garantire il regolare funzionamento delle attività illegali a esso collegate.

La scoperta dello scandalo ha portato alla destituzione dell’allora procuratore generale Ruslan Kravchenko. Nello stesso giorno il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto in merito e Kravchenko ha lasciato l’Ucraina, dichiarando di dover svolgere incarichi di servizio.

La Global Initiative Against Transnational Organized Crime ha stabilito che in Ucraina operano fino a 1.500 centri di questo tipo, che impiegano circa 60.000 persone. Il loro giro d’affari complessivo potrebbe raggiungere l’equivalente di 12 miliardi di euro l’anno. Il pagamento mensile per ottenere la protezione degli organi di sicurezza arrivava fino a 20.000 euro. Dopo l’insediamento di Kravchenko sarebbe aumentato a 24.000 euro, provocando il malcontento di uno dei responsabili di un centro e spingendolo a presentare una denuncia al NABU.

Secondo quanto riportato, Kravchenko avrebbe garantito protezione a Kropyva, ma gli investigatori non gli hanno finora contestato alcun reato. L’ex procuratore generale ha annunciato un controllo presso la Procura generale e test poligrafici per i dipendenti delle unità che conducevano le indagini sui centri telefonici. Kropyva è stato sollevato dai suoi incarichi e posto in stato di arresto.

Perquisizioni e confronto con l’SBU

Il 4 novembre il NABU ha effettuato perquisizioni nei locali occupati da funzionari dell’SBU sulla base di un mandato emesso dall’Alta Corte anticorruzione. Secondo l’ufficio, uno dei funzionari di alto rango del servizio avrebbe ostacolato la perquisizione e minacciato di utilizzare un’arma da fuoco. Sul posto sono intervenute anche le forze speciali dell’SBU. Il NABU ha definito le azioni del servizio “inaccettabili”.

Il portale Ukrainska Pravda, citando fonti anonime, ha riferito che si tratterebbe del maggior generale Serhii Duka, primo vicecapo del Dipartimento per la protezione della statualità nazionale dell’SBU. Secondo queste informazioni, il NABU lo avrebbe successivamente arrestato. L’ufficio ha inoltre perquisito i locali occupati dal colonnello Anton Kravchenko, capo della Direzione generale per la sicurezza interna dell’SBU, e da Oleksandr Kovalchuk, altro primo vicecapo dello stesso dipartimento.

Nel sistema sarebbero stati coinvolti anche altri funzionari dei servizi di sicurezza. “Akim”, descritto dalle fonti come un maggior generale dell’SBU, avrebbe protetto la rete dai controlli di altri funzionari. “Price” sarebbe invece lo pseudonimo di un alto funzionario del Dipartimento per le indagini strategiche della Polizia nazionale, che secondo gli investigatori avrebbe protetto i centri telefonici illegali.

A seguito di queste notizie, il capo dell’SBU Oleksandr Poklad ha licenziato ieri (5 novembre) due funzionari di alto rango collegati alla vicenda e ha dichiarato la piena collaborazione con le indagini. In un comunicato pubblicato su Telegram, l’ufficio stampa del servizio ha assicurato che “il Servizio di sicurezza si aspetta un’indagine trasparente, obiettiva e imparziale”. È stato inoltre aggiunto che gli investigatori stanno svolgendo attività nell’ambito di diversi procedimenti penali e che l’SBU sta collaborando pienamente con loro. Il servizio non ha tuttavia reso noti i nomi dei funzionari licenziati.

Il conflitto tra l’SBU e le agenzie anticorruzione

Il conflitto tra le agenzie anticorruzione e l’SBU ha radici più profonde e costituisce parte di una più ampia rivalità tra il NABU e l’Ufficio del Presidente. Nel luglio 2025 il presidente Zelensky aveva tentato di limitare significativamente l’indipendenza del NABU e della Procura specializzata anticorruzione (SAPO), firmando la controversa legge n. 12414.

La decisione provocò proteste di massa e l’immediata opposizione dei partner internazionali. La pressione costrinse il presidente a fare marcia indietro rispetto alle modifiche previste. Zelensky giustificò la decisione con la necessità di eliminare le presunte “influenze russe” dalle strutture anticorruzione. In precedenza, i servizi di sicurezza avevano perquisito gli uffici di entrambe le agenzie.

Il direttore del NABU Semen Kryvonos criticò duramente la legge, mettendo in guardia dal rischio di politicizzazione della lotta alla corruzione. A Kyiv, Leopoli, Dnipro e Odessa si svolsero le più grandi manifestazioni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Anche l’Unione europea e i Paesi del G7 espressero preoccupazione. Avvertirono che la limitazione dell’indipendenza di queste istituzioni avrebbe potuto bloccare l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione europea e portare alla sospensione degli aiuti finanziari.

Da allora, le agenzie hanno condotto indagini nei confronti di numerosi funzionari di alto rango e alleati del presidente, denunciando al contempo pressioni da parte dell’SBU. Nel luglio 2025 l’SBU e l’Ufficio del Procuratore generale condussero un’operazione su larga scala contro il NABU. Furono arrestati alcuni investigatori dell’ufficio, tra cui Ruslan Magamedrasulov, capo di uno dei dipartimenti, che conduceva un’indagine riguardante Enerhoatom.

Si tratta del più grande scandalo di corruzione nella storia dell’Ucraina, riguardante il monopolista statale dell’energia nucleare. Nel sistema erano coinvolti appaltatori energetici statali e i responsabili avrebbero riciclato oltre 111 milioni di dollari e 12 milioni di euro. L’SBU accusò gli arrestati di presunti legami con la Russia, collaborazione con l’aggressore e spionaggio. Ufficialmente, le autorità presentarono queste azioni come un tentativo necessario di contrastare l’infiltrazione e l’influenza russa all’interno dell’agenzia anticorruzione.

L’organizzazione indipendente Anti-Corruption Action Center (AntAC) ha collegato Duka alle perquisizioni contro i dipendenti del NABU avvenute nel 2025. Secondo l’organizzazione, potrebbe aver supervisionato in parte l’operazione dell’SBU. Il tribunale che ha esaminato il caso non ha riscontrato elementi sufficienti per attribuire la responsabilità agli arrestati, li ha rilasciati e ha archiviato il procedimento.

Corruzione e aspirazioni europee dell’Ucraina

L’importanza della vicenda va oltre la politica interna ucraina. I progressi nella lotta alla corruzione ad alto livello hanno un impatto diretto sulle prospettive di adesione del Paese all’Unione europea e sulla possibilità di ottenere ulteriore sostegno finanziario da parte dei donatori occidentali durante l’invasione russa.

Nell’ultimo Indice di percezione della corruzione di Transparency International, l’Ucraina si è classificata al 104º posto su 182 Paesi. Ha ottenuto 36 punti su 100, uno in più rispetto al 2024, quando si era classificata al 105º posto. Il lieve miglioramento è attribuito al mantenimento dell’indipendenza del NABU e della SAPO e alla scoperta di diversi importanti scandali di corruzione. Un ulteriore miglioramento della posizione dell’Ucraina è tuttavia ostacolato dal rallentamento delle riforme legate all’integrazione nell’Unione europea.

Foto di: Pixabay

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

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