L’Indonesia acquisterà dall’India il sistema missilistico da crociera supersonico BrahMos. L’accordo, firmato tra la joint venture indo-russa BrahMos Aerospace e il ministero della Difesa indonesiano, è stato il risultato più rilevante della visita del primo ministro Narendra Modi a Giacarta e segna un passaggio significativo per le ambizioni dell’industria della difesa indiana.
Secondo quanto riferito da Reuters, Nuova Delhi fornirà inoltre all’Indonesia il missile aria-aria Astra. L’intesa relativa a quest’ultimo sistema è stata formalizzata attraverso un accordo separato tra l’azienda indiana Bharat Dynamics e la holding privata indonesiana Republikorp. I dettagli finanziari dell’operazione non sono stati resi pubblici, ma fonti indiane avevano indicato a Reuters un valore complessivo nell’ordine di 630 milioni di dollari.
La firma chiude un negoziato avviato anni fa. Giacarta aveva manifestato interesse per il BrahMos già nel 2018 e le trattative erano entrate in una fase più concreta dal 2020. Nel 2023, BrahMos Aerospace aveva riferito che le discussioni con l’Indonesia erano in fase avanzata per un possibile contratto compreso tra 200 e 350 milioni di dollari. Con l’accordo, l’Indonesia diventa il terzo cliente estero del sistema dopo Filippine e Vietnam, due Paesi con i quali l’India aveva già concluso intese per l’esportazione del missile.
La rilevanza dell’operazione va oltre il valore commerciale. Il BrahMos è un sistema che può essere impiegato per la difesa costiera e marittima, un elemento particolarmente significativo per un arcipelago come l’Indonesia, collocato lungo alcune delle più importanti rotte del commercio globale e interessato dalle crescenti tensioni nell’Indo-Pacifico. Per Nuova Delhi, la vendita rafforza il tentativo di trasformare l’industria nazionale della difesa in uno strumento di politica estera, inserendo capacità militari indiane nelle architetture di sicurezza dei Paesi del Sud-Est asiatico.
L’accordo sui missili è stato concluso durante la visita di Modi in Indonesia, la prima dal 2023, e si colloca nel quadro della Comprehensive Strategic Partnership tra i due Paesi. Come riportato da Reuters, i due leader hanno siglato una serie di intese che riguardano anche minerali critici, agricoltura, acciaio, tecnologia e sicurezza.
La difesa, tuttavia, è il settore che conferisce all’incontro il maggiore peso strategico. India e Indonesia condividono l’interesse a rafforzare la sicurezza marittima nell’Oceano Indiano e nelle vie di passaggio che collegano l’Asia orientale, il Golfo e l’Europa. Giacarta mantiene una tradizionale postura di non allineamento e cerca di evitare una scelta netta tra Washington e Pechino; la cooperazione con l’India offre quindi un’opzione aggiuntiva per diversificare fornitori, partenariati e capacità militari.
Per Modi, il viaggio serve anche a rilanciare la dimensione orientale della politica estera indiana. Dopo mesi in cui l’attenzione di Nuova Delhi era stata assorbita dai rapporti con Stati Uniti, Europa, Russia e Medio Oriente, la tappa indonesiana riafferma la centralità dell’ASEAN nella strategia indiana dell’Indo-Pacifico. Non si tratta soltanto di un ritorno nel vicinato, ma del tentativo di costruire una rete di relazioni economiche, industriali e di sicurezza con le principali potenze regionali.
Nel discorso pronunciato davanti al Parlamento indonesiano, Modi ha definito la partnership tra i due Paesi un impegno per la stabilità dell’Indo-Pacifico, la forza del Sud globale e un futuro condiviso. In precedenza, durante un incontro con la diaspora indiana a Giacarta, aveva definito il presidente Prabowo Subianto un “vero amico dell’India”, richiamando il percorso di riforme e trasformazione economica del Paese. La visita è stata seguita in diretta anche da The Hindu.
Accanto alla cooperazione militare, i due governi hanno avviato o rafforzato iniziative su materie prime strategiche, filiere industriali e commercio. La Steel Authority of India e l’indonesiana Krakatau Steel costituiranno una joint venture per la produzione di bramme di acciaio inossidabile, mentre Giacarta e Nuova Delhi intendono accelerare i negoziati per un accordo commerciale preferenziale.
[rivisto da Simone Cantarini]

