L’Europa deve aumentare rapidamente la produzione di equipaggiamenti militari, rafforzare gli appalti congiunti e integrare più strettamente la propria industria della difesa con quella ucraina. È questo il messaggio lanciato dai vertici UE e NATO al summit che si è aperto il 7 luglio ad Ankara in Turchia e a cui partecipano la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, entrambi accolti dal segretario generale dell’Alleanza atlantica, Mark Rutte.
“La cooperazione tra NATO e Unione europea non potrebbe essere migliore”, ha dichiarato Rutte ai giornalisti, accogliendo von der Leyen e Costa. L’ex premier olandese ha sottolineato la divisione dei compiti tra le due organizzazioni. All’Alleanza spettano capacità, standard, comando e controllo; all’Unione europea, invece, il rafforzamento della resilienza, delle infrastrutture, della base industriale della difesa e soprattutto degli strumenti finanziari necessari a sostenere gli investimenti degli Stati membri.
Le dichiarazioni sono giunte mentre Donald Trump, al suo arrivo ad Ankara, attaccava nuovamente gli alleati europei e la NATO. Il presidente statunitense ha sostenuto di partecipare al vertice soprattutto per una cortesia nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, del quale ha tessuto le lodi nel corso del loro incontro bilaterale. Trump ha inoltre rinnovato le critiche agli alleati europei, accusandoli di non contribuire in misura sufficiente alla sicurezza collettiva e contestando il livello del loro impegno a fianco di Washington.
Nel suo intervento, Rutte – che in queste settimane ha cercato di ammorbidire la posizione di Trump elencando i passi in avanti degli alleati NATO in termini di spesa – ha definito “cruciale” il contributo dell’UE, richiamando in particolare il programma Security Action for Europe, SAFE, e gli altri strumenti europei destinati a mobilitare risorse per la difesa.
Il segretario generale ha ricordato che 23 dei 27 Stati membri dell’Unione fanno parte anche della NATO e ha insistito sulla necessità di un coordinamento sempre più stretto di fronte alla minaccia rappresentata dalla Russia e alla sua cooperazione con Cina, Corea del Nord e Iran.
“Non possiamo essere ingenui”, ha affermato Rutte, invitando i Paesi alleati a fare squadra. Il riferimento è alla crescente interdipendenza tra la guerra russa contro l’Ucraina, il riarmo di Mosca e la capacità delle potenze rivali dell’Occidente di sostenere la produzione bellica russa attraverso forniture, tecnologie e canali economici alternativi.
Von der Leyen ha posto l’accento sulla necessità di colmare le lacune ancora esistenti nelle capacità di difesa europee. La presidente della Commissione ha ricordato che Bruxelles punta a mobilitare fino a 800 miliardi di euro entro il 2030 attraverso il piano ReArm Europe e ha rivendicato i primi risultati di SAFE: secondo von der Leyen, la Commissione ha già concluso dieci accordi con altrettanti Stati membri per circa 100 miliardi di euro di prestiti destinati a progetti comuni nel settore della difesa.
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Il nodo centrale, ha spiegato la presidente della Commissione, è quello dell’interoperabilità. L’aumento delle risorse nazionali non sarà sufficiente se gli Stati membri continueranno a frammentare gli acquisti, a sviluppare sistemi poco compatibili tra loro e a privilegiare filiere industriali esclusivamente nazionali. Per questo, l’impianto di SAFE attribuisce particolare rilievo agli appalti congiunti, con l’obiettivo di garantire ordini più consistenti, maggiore prevedibilità per le imprese e un’accelerazione delle linee produttive europee.
“Ciò che conta ora per l’Europa è accelerare la produzione di equipaggiamenti per la difesa”, ha affermato von der Leyen. In questo quadro, la Commissione punta a rafforzare il raccordo con l’Ucraina, considerata non soltanto un Paese da sostenere militarmente, ma anche un partner industriale e tecnologico sempre più rilevante.
Secondo von der Leyen, l’Europa deve valorizzare la capacità innovativa sviluppata da Kyiv sul campo di battaglia, in particolare nei settori dei droni, della guerra elettronica, dei sistemi senza pilota e delle soluzioni adattate rapidamente alle esigenze operative. Bruxelles sta quindi incoraggiando una maggiore cooperazione tra imprese europee e ucraine e ha aperto per la prima volta un ufficio per l’innovazione a Kyiv, con l’obiettivo di creare un collegamento diretto tra le esigenze delle forze ucraine e l’industria europea.
“L’Europa e l’Ucraina saranno più forti insieme”, ha sostenuto la presidente della Commissione, indicando nell’integrazione delle due basi industriali una strada per ottenere velocità, produzione di massa e innovazione.
[a cura di Simone Cantarini]

