Il segretario della Lega Matteo Salvini si è dimesso lunedì 12 ottobre al termine del Consiglio federale, in un passaggio che il partito ha definito concordato da tempo e necessario dal punto di vista regolamentare per potersi ripresentare al congresso straordinario di Milano. Salvini è attualmente l’unico candidato a tornare alla guida del partito.

Con lui hanno rassegnato le dimissioni i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani, e i loro incarichi sono stati azzerati. Fino al congresso il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario, amministrerà il partito, mentre a presiedere i lavori sarà il presidente della Camera Lorenzo Fontana. Salvini ha annunciato che la Lega si doterà di una segreteria politica e che il simbolo sarà aggiornato.

Regolamento del congresso e fronte del Nord

Il Consiglio federale ha approvato anche il regolamento del congresso straordinario. Secondo Adnkronos prevede il voto palese per tutte le mozioni e gli atti di indirizzo, un’impostazione che potrebbe limitare iniziative del cosiddetto fronte del Nord, che potrebbe chiedere al congresso un maggior impegno per le regioni settentrionali e una correzione della linea nazionale del segretario.

Interpellato sul voto segreto, Salvini ha risposto che va lasciato al Parlamento e che l’urna segreta è prevista solo se ci saranno più candidati alla segreteria, mentre su tutto il resto si vota in modo palese come sempre. Sul fronte interno ha detto che nella Lega non ci sono dissidenti e che la definizione di “nordisti” è una categoria dello spirito, ricordando di aver preso la tessera della Lega Lombarda nel 1990. Al congresso si aspetta documenti, idee e proposte da tutti, aggiungendo che se qualcuno decide di non partecipare gli dispiace per lui.

Vertici del partito e simbolo

Sulla gestione del partito fino al congresso, secondo quanto riportato dal Giornale d’Italia, nel Consiglio federale Roberto Calderoli ha sostenuto la necessità delle dimissioni richiamando il regolamento, mentre Claudio Durigon ha sollevato il tema di chi gestisca il partito nella fase transitoria. Salvini ha spiegato di aver scelto una segreteria politica per condividere onori e oneri e ha motivato l’aggiornamento del simbolo con il fatto che il mondo cambia, precisando che la Lega è orgogliosa delle proprie radici ma vive nel presente.

Il segretario ha ricordato i numeri del partito: più di mille sezioni, 500 sindaci e decine di migliaia di iscritti e militanti. Ha descritto il congresso come due giorni di confronto, in cui servono una Lega “presente, unita, reattiva, di lotta e di governo”, leale ma non seconda a nessuno.

Milano e legge di bilancio

Nella stessa conferenza stampa Salvini ha affrontato la scelta del candidato sindaco di Milano per il centrodestra. Ha ricordato che Tajani ritiene preferibile Perego e Lupi indica se stesso, mentre lui propone Silvia Sardone, e ha chiesto di far decidere i cittadini con le primarie se non si troverà un accordo, sostenendo che la scelta non vada fatta a Roma.

Sulla prossima legge di bilancio ha indicato come priorità della Lega l’abbassamento dell’età pensionabile da 67 a 64 anni, l’innalzamento della flat tax per le partite Iva a 100mila euro e un contributo delle banche, che a suo giudizio daranno “spontaneamente”, senza interventi imposti. Ha aggiunto che, con utili bancari attesi a 50 miliardi, sarebbe odioso penalizzare lavoratori e pensionati.

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