L’Aula della Camera ha respinto il 5 agosto, con voto a scrutinio segreto, la richiesta della procura di Roma di sequestrare e utilizzare le chat scambiate tra il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia, ristoratore attualmente detenuto per reati di mafia. I voti contrari all’autorizzazione sono stati 206, quelli a favore 133. Secondo le dichiarazioni di voto rese in Aula prima dello scrutinio, hanno votato per negare l’accesso alle chat tutti i partiti di maggioranza e gli otto deputati di Futuro Nazionale guidati da Roberto Vannacci, mentre si sono espressi a favore dell’autorizzazione Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e Azione.
Il caso riguarda l’inchiesta sul ristorante romano Bisteccherie d’Italia, di cui Delmastro era stato socio insieme a Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia. Secondo la procura, Miriam Caroccia sarebbe stata utilizzata come prestanome del padre, che dopo la condanna definitiva non poteva intestarsi l’attività. Delmastro non risulta indagato, ma lo scorso marzo si era dimesso da sottosegretario al ministero della Giustizia proprio in relazione a questa vicenda, dopo che un’inchiesta giornalistica aveva rivelato la sua partecipazione alla società e la sua versione sui rapporti con Caroccia era risultata in più punti contraddittoria.
Il 25 maggio la procura di Roma aveva chiesto alla Camera l’autorizzazione ad acquisire i messaggi scambiati da Delmastro in una chat di gruppo usata per gestire il ristorante, definendoli “indispensabili” per verificare la ricostruzione fornita dai Caroccia. Il 24 luglio l’avvocato di Mauro Caroccia aveva inoltre depositato in procura le chat in suo possesso, sostenendo che ne emergesse come il vero proprietario del locale fosse lo stesso Delmastro, circostanza che tuttavia la procura non può verificare formalmente senza l’autorizzazione parlamentare.
Un iter parlamentare lungo settimane
La giunta per le autorizzazioni della Camera, il cui parere è previsto in questi casi, aveva già respinto la richiesta della procura il 22 luglio con un voto a maggioranza, sulla base di una relazione del deputato di Forza Italia Pietro Pittalis secondo cui la procura non avrebbe adeguatamente specificato le ragioni di indispensabilità delle chat né i criteri per selezionare i messaggi rilevanti. Le relazioni di minoranza, a firma di Federico Gianassi (Pd) e Carla Giuliano (M5s), si erano invece espresse a favore dell’autorizzazione.
Il voto dell’Aula, inizialmente previsto per il 30 luglio, era stato sospeso dopo che il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi aveva inviato nuovo materiale e una lettera al presidente della Camera Lorenzo Fontana, ribadendo la necessità di esaminare le chat. Lo stesso giorno Delmastro aveva dichiarato di aver consegnato spontaneamente alla procura le sue conversazioni con Caroccia, sostenendo di non avere “alcunché da nascondere”. Il presidente della giunta per le autorizzazioni, Devis Dori di Alleanza Verdi e Sinistra, aveva quindi proposto di rendere le chat consultabili ai membri della giunta, proposta respinta dalla maggioranza. La questione era stata rinviata alla giunta per il regolamento, che il 3 agosto ha a sua volta rimesso la decisione alla giunta per le autorizzazioni: quest’ultima, il 4 agosto, ha votato per non procedere ad ulteriori approfondimenti e per sottoporre direttamente la relazione di Pittalis al voto dell’Aula.
Il voto e le reazioni in Aula
Illustrando la relazione di maggioranza, Pittalis ha sostenuto che negare l’autorizzazione “non impedisce all’autorità giudiziaria di procedere con gli accertamenti attraverso gli strumenti consentiti dall’ordinamento” e ha definito “inconsistente e pericoloso” l’argomento secondo cui il diniego costituirebbe uno scudo a tutela di un parlamentare. La segretaria del Pd Elly Schlein ha replicato che “il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani e non dei propri problemi”. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha accusato il centrodestra di aver “macchiato con disonore le istituzioni”, invitando Delmastro a rendere pubbliche le chat; i deputati pentastellati hanno accompagnato l’intervento sollevando in Aula i propri cellulari, mentre i deputati di Alleanza Verdi e Sinistra hanno protestato indossando bende bianche sugli occhi durante la dichiarazione di voto della loro capogruppo Elisabetta Piccolotti. Anche Futuro Nazionale ha votato contro l’autorizzazione, pur dichiarandosi “contrari ai privilegi della Casta”: il leader Vannacci ha spiegato la posizione del partito sostenendo che, in assenza di un procedimento a carico di Delmastro, prevalga la tutela dell’ambito privato del parlamentare, auspicando comunque che le conversazioni vengano rese pubbliche volontariamente.
Devis Dori aveva nei giorni precedenti al voto ipotizzato un ricorso alla Corte costituzionale contro la decisione della maggioranza di non consentire un esame preliminare del materiale da parte della giunta per le autorizzazioni, senza che al momento risultino sviluppi ulteriori in tal senso.

