Gli attacchi condotti con droni dall’Ucraina hanno messo fuori uso o gravemente danneggiato diversi data center appartenenti a Yandex, la principale azienda tecnologica russa, nell’ambito di una campagna di attacchi e ritorsioni che ha interrotto i servizi cloud dell’azienda, gli strumenti di intelligenza artificiale e il traffico web automatizzato.
Gli attacchi si inseriscono in uno scambio sempre più intenso di operazioni contro le infrastrutture digitali. Alla fine di settembre, droni e missili russi hanno preso di mira data center e punti di interscambio internet a Kyiv, interrompendo la connettività per decine di migliaia di abitazioni e compromettendo anche i sistemi di allerta per i raid aerei. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha descritto le successive azioni ucraine contro le strutture di Yandex come una “risposta simmetrica”.
Gli attacchi confermati o segnalati hanno colpito un data center di Yandex a Sasovo, nella regione di Ryazan, intorno all’8 ottobre, un altro nella regione di Kaluga il giorno successivo e una struttura di maggiori dimensioni nella regione di Vladimir lunedì (11 ottobre). Yandex ha riconosciuto danni significativi, interruzioni dei servizi e una riduzione della capacità operativa in alcuni siti, comprese infrastrutture utilizzate per i suoi modelli di intelligenza artificiale.
I dati di Cloudflare Radar mostrano un forte calo del traffico automatizzato – di bot – proveniente dalla rete di Yandex (AS13238). Dopo gli attacchi più recenti, questo traffico è sceso a una piccola frazione dei picchi registrati nelle settimane precedenti. NetBlocks e gli stessi rapporti sullo stato dei servizi di Yandex hanno confermato interruzioni più ampie a Yandex Cloud e ai servizi correlati. Il calo osservato è compatibile con la tempistica degli attacchi.
Tuttavia, gli esperti che monitorano le operazioni di influenza online invitano a non equiparare il dato di Cloudflare a un crollo dell’attività dei bot o dei troll sui social media. I dati di Cloudflare registrano principalmente richieste automatizzate, come i web crawler utilizzati dai motori di ricerca per indicizzare internet, e non gli account che pubblicano, amplificano o commentano contenuti su piattaforme come X.
Gli account che monitorano i comportamenti coordinati e inautentici, compresi quelli citati dalle principali organizzazioni giornalistiche, hanno dichiarato che le reti da loro monitorate non sono state interrotte dai malfunzionamenti di Yandex e che il grafico di Cloudflare non misura i bot che pubblicano sui social media. Alcuni analisti hanno inoltre osservato che è improbabile che operazioni di influenza sofisticate si affidino principalmente alle infrastrutture nazionali di Yandex.
Commentatori e osservatori hanno collegato gli attacchi a un calo dell’attività online intorno a specifici temi politici. L’eurodeputato ceco Tomáš Zdechovský ha condiviso un grafico osservando che l’attività legata all’Alternative für Deutschland (AfD | ESN), il partito tedesco di estrema destra, sembrava essere diminuita dopo gli attacchi ai data center, definendo la coincidenza temporale potenzialmente “significativa”. Affermazioni simili sono circolate anche riguardo ai contenuti favorevoli a Donald Trump.
Queste affermazioni non sono state verificate indipendentemente attraverso una metodologia trasparente e alcuni osservatori hanno messo in dubbio l’origine e l’accuratezza dei grafici che circolano online. Lo storico Timothy Snyder e altri hanno ipotizzato che una parte dell’attività dei bot favorevoli a Trump e all’AfD possa essere dipesa da data center russi, ma tali affermazioni si basano su una correlazione e non su un nesso causale dimostrato.
Il contesto più ampio è quello di una guerra nella quale entrambe le parti hanno iniziato a considerare i data center e le infrastrutture di comunicazione come obiettivi legittimi. La Russia ha presentato alcuni dei suoi attacchi contro strutture ucraine come operazioni dirette contro sistemi collegati all’apparato militare; l’Ucraina ha descritto le proprie azioni come una risposta reciproca.
I danni fisici a grandi data center sono difficili e costosi da riparare in condizioni di guerra e gli attacchi hanno già avuto ripercussioni sugli utenti russi comuni dei servizi di Yandex. Se abbiano anche ridotto la capacità del Cremlino di condurre o sostenere campagne di influenza online rivolte alle elezioni straniere dipende da fattori che restano poco chiari: in che misura tali campagne abbiano utilizzato le infrastrutture di Yandex colpite, la disponibilità di infrastrutture alternative e la resilienza di altre reti russe o gestite tramite soggetti intermediari.
Per il momento, gli effetti confermati sono l’interruzione dei servizi di Yandex e un calo misurabile del traffico automatizzato associato alla sua rete. Qualsiasi riduzione delle ingerenze legate alle elezioni richiederebbe ulteriori prove verificabili di una diminuzione dell’attività degli account di influenza coordinati, prove che finora non sono state rese pubblicamente disponibili. La vicenda evidenzia la crescente vulnerabilità delle infrastrutture digitali civili nel conflitto e la facilità con cui i dati tecnici possono essere interpretati – o sovrainterpretati – in chiave politica.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

