La Russia ha sferrato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio uno dei più intensi attacchi contro Kyiv dall’inizio dell’invasione su larga scala, ricorrendo a un numero record di missili balistici e rilanciando l’allarme sulla crescente pressione esercitata sulle difese aeree ucraine. Secondo le autorità di Kyiv, Mosca avrebbe impiegato circa quattro dozzine di missili balistici in un’unica operazione, il quantitativo più elevato registrato dall’inizio della guerra.
L’attacco, iniziato intorno all’1:30 ora locale e protrattosi per diverse ore, ha provocato almeno un morto e 16 feriti. Le difese aeree ucraine hanno intercettato 18 dei 41 missili lanciati dalla Russia e abbattuto 108 dei 125 droni impiegati nell’offensiva. Tuttavia, 23 missili e 10 droni sono riusciti a colpire una ventina di obiettivi, concentrati principalmente sulla capitale.
Secondo il sindaco di Kyiv, Vitali Klitschko, gli attacchi hanno provocato incendi in edifici residenziali e infrastrutture civili, tra cui un dormitorio, un condominio e un supermercato. I soccorritori sono intervenuti in diversi quartieri della città, estraendo residenti da edifici in fiamme, mentre le esplosioni hanno fatto scattare gli allarmi delle automobili in gran parte del centro cittadino.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rinnovato l’appello ai partner occidentali affinché accelerino la consegna di sistemi di difesa aerea e, soprattutto, di intercettori anti-balistici. “La protezione dai missili balistici è oggi la nostra priorità assoluta”, ha dichiarato Zelensky. “Gli intercettori sono necessari ogni giorno, e sono grato a tutti coloro che prendono sul serio i nostri accordi e garantiscono la consegna di capacità anti-balistiche. In questo momento, questi pacchetti stanno letteralmente salvando vite durante ogni massiccio attacco russo”.
Anche il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha chiesto una risposta più incisiva da parte degli alleati. “È necessaria una pressione devastante su Mosca per porre fine a questo terrore”, ha scritto su X, tornando a sollecitare un rafforzamento delle sanzioni e del sostegno militare all’Ucraina.
Kyiv denuncia la crisi delle difese aeree dopo un nuovo attacco missilistico russo
L’intensificazione degli attacchi balistici coincide con una valutazione pubblicata dall’Institute for the Study of War (ISW), secondo cui la Russia starebbe ormai utilizzando più missili balistici di quanti sia in grado di produrne ogni mese, ricorrendo quindi alle proprie riserve strategiche.
Gli analisti dell’istituto statunitense citano dati diffusi dalla testata specializzata ucraina Militarnyi, secondo cui dall’inizio di luglio Mosca ha lanciato 107 missili balistici e altri 20 missili ipersonici Zircon contro obiettivi ucraini.
Per le stime riportate, l’industria della difesa russa sarebbe in grado di produrre mensilmente circa 60 missili balistici Iskander-M e altri 40 missili destinati ai sistemi di difesa aerea S-400, successivamente adattabili anche per impieghi offensivi. Il volume degli attacchi registrato nelle ultime settimane suggerisce quindi che il Cremlino stia attingendo alle scorte accumulate negli anni precedenti.
Per l’ISW, questa scelta riflette anche una precisa valutazione operativa. I missili balistici, infatti, mantengono un tasso di successo superiore rispetto ai droni e ai missili da crociera nel superare le difese aeree ucraine, soprattutto in una fase in cui Kyiv denuncia un progressivo esaurimento degli intercettori occidentali.
Parallelamente, gli analisti osservano una riduzione dell’impiego di droni Shahed. Dall’inizio di luglio la Russia avrebbe lanciato circa 2.955 droni, un dato nettamente inferiore ai 5.749 registrati nel mese di giugno. Il riequilibrio tra droni e missili sembrerebbe indicare un adattamento della strategia russa volto a massimizzare l’efficacia degli attacchi contro la capitale e le principali infrastrutture ucraine.
L’aumento della pressione russa riporta al centro del dibattito il rafforzamento della difesa aerea ucraina. Negli ultimi giorni il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di essere disposto a concedere a Kyiv licenze per la produzione nazionale di missili intercettori Patriot, il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto lo stesso, elencando tre sistemi d’arma transalpini che verrebbero realizzati sul territorio ucraino.
Tale facoltà contribuirebbe ad aumentare nel medio periodo la disponibilità di munizioni per contrastare gli attacchi balistici. Rimangono tuttavia ancora incerti tempi e modalità di attuazione della misura. L’Ucraina continua quindi a chiedere consegne immediate di sistemi e intercettori già disponibili nei Paesi alleati.

