Dopo il via libera degli Stati Uniti alla produzione in Ucraina dei missili Patriot, Kyiv potrà ora contare anche sulla possibilità di realizzare sul proprio territorio armamenti e sistemi di difesa francesi. L’annuncio è arrivato ieri, durante la riunione della Coalizione dei Volenterosi a Parigi, direttamente dal presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron.

L’intesa raggiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si inserisce nella roadmap per la cooperazione bilaterale nel settore della difesa concordata lo scorso novembre e mira a rafforzare sia le capacità militari ucraine sia l’integrazione dell’industria della difesa di Kyiv con quella europea.

L’accordo riguarda tre categorie di sistemi d’arma francesi, destinate a soddisfare esigenze operative differenti: attacco di precisione, attacco a lungo raggio e difesa aerea.

Il sistema più rilevante è probabilmente lo SCALP-EG (Système de Croisière Autonome à Longue Portée), missile da crociera aria-superficie sviluppato da MBDA e già impiegato dall’aeronautica ucraina sui caccia Su-24 modificati per l’impiego di armamento occidentale.

Con una gittata superiore ai 250 chilometri nella versione esportata – mentre quella francese supera i 500 chilometri – il missile è progettato per colpire infrastrutture strategiche, centri di comando, depositi logistici e bunker fortificati mantenendo l’aereo vettore fuori dal raggio della maggior parte delle difese aeree nemiche.

Lo SCALP utilizza una navigazione inerziale assistita da GPS e un sensore infrarosso terminale che confronta il terreno sorvolato con immagini precaricate, garantendo un’elevata precisione anche in presenza di intense attività di guerra elettronica, come quella che ha progressivamente implementato la Russia nell’ultimo periodo.

Il secondo sistema interessato è l’AASM Hammer (Armement Air-Sol Modulaire), una famiglia di kit di guida che trasforma bombe convenzionali da 250, 500 o 1.000 chilogrammi in munizioni di precisione. A differenza delle JDAM statunitensi, l’AASM integra anche un motore a razzo che aumenta notevolmente la distanza di lancio, consentendo agli aerei di sganciare l’ordigno rimanendo lontani dalle difese antiaeree avversarie.

Dal 2024 la Francia ha fornito centinaia di AASM all’Ucraina, che le ha impiegate principalmente sui jet MiG-29 e sui Mirage 2000-5. La produzione locale consentirebbe a Kyiv di sostenere un ritmo operativo più elevato senza dipendere esclusivamente dalle consegne francesi.

Sul fronte difensivo, l’accordo riguarda gli intercettori Aster, i missili utilizzati dai sistemi antiaerei SAMP/T, sviluppati dal consorzio europeo Eurosam (MBDA e Thales). Gli Aster sono progettati per intercettare velivoli, missili da crociera e, nella versione Aster 30 B1, anche missili balistici tattici.

Per l’Ucraina, costantemente bersaglio di attacchi con missili balistici Iskander e vettori ipersonici, aumentare la disponibilità di intercettori rappresenta una priorità strategica. Finora, infatti, il principale limite dei sistemi occidentali non è stato tanto la loro efficacia quanto il numero insufficiente di missili disponibili rispetto all’intensità delle offensive russe.

Macron ha inoltre annunciato la cessione di nuovi sistemi radar destinati ad ampliare la rete di sorveglianza aerea ucraina. Parallelamente, Kyiv riceverà ulteriori batterie SAMP/T dell’attuale configurazione, accompagnate da nuove scorte di missili, in attesa dell’arrivo della versione di nuova generazione richiesta dalle autorità ucraine.

Con questa iniziativa la Francia inaugura un nuovo modello di cooperazione militare con Kyiv. Non si limita infatti a fornire armamenti o finanziamenti per il loro acquisto, ma diventa il primo Paese europeo a concedere licenze industriali che permetteranno all’Ucraina di produrre autonomamente sistemi d’arma avanzati. Si tratta di un passaggio significativo verso una logica di coproduzione e di rafforzamento della capacità manifatturiera nazionale in settori ad alto contenuto tecnologico.

L’intesa si inserisce inoltre nel più ampio dibattito europeo sul rafforzamento della base industriale della difesa e sull’aumento della produzione di munizioni e sistemi d’arma all’interno del continente, uno degli obiettivi cardine del programma Readiness 2030, che la Commissione europea punta a realizzare attraverso nuovi investimenti nel settore della difesa.

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