La Norvegia ha dato il via libera alla riapertura di tre vecchi giacimenti di gas nel Mare del Nord, che riprenderanno la produzione nel 2028. Ad annunciarlo è stato il ministero dell’Energia norvegese che in comunicato stampa ha comunicato l’importanza dei piani di sviluppo. “I tre giacimenti creeranno grande valore per la comunità e dimostreranno l’importanza delle infrastrutture esistenti”, ha affermato il ministro dell’Energia norvegese Terje Aasland, ricordando che la produzione norvegese di petrolio e gas “contribuisce in modo significativo alla sicurezza energetica dell’Europa”.
Situati a meno di dieci chilometri a ovest del grande giacimento di Ekofisk, i tre campi – Albuskjell, Vest Ekofisk e Tommeliten Gamma – erano stati chiusi nel 1998.
Secondo il ministero dell’Energia norvegese il loro sviluppo richiederà un investimento stimato di 19 miliardi di corone norvegesi (circa 1,8 miliardi di euro) e sarà realizzato dalla società americana ConocoPhillips. L’inizio della produzione è previsto per il 2028 e durerà almeno fino al 2048.
Le riserve recuperabili sono stimate tra i 90 e i 120 milioni di barili di petrolio equivalente con il gas che verrà esportato a Emden, in Germania, e i condensati (una miscela liquida di idrocarburi leggeri) a Teesside, nel Regno Unito.
La decisione di Oslo giunge in un momento critico, con le guerre in Ucraina e in Medio Oriente che hanno evidenziato la vulnerabilità del continente europeo in termini di approvvigionamento energetico. Contemporaneamente alla riapertura dei vecchi giacimenti, il governo ha deciso di autorizzare le compagnie petrolifere a esplorare ulteriori riserve di petrolio e gas, mettendo a disposizione 70 nuovi “blocchi” nel Mare del Nord, nel Mare di Norvegia e nel Mare di Barents.
La Norvegia è oggi uno dei pilastri della sicurezza energetica europea. Nel 2025 ha fornito il 52,1% del gas naturale via tubo importato dall’UE e circa il 12,8% del greggio importato dall’Unione in volume, quota che sale al 14,4% in valore. Dal lato norvegese, quasi tutto il gas prodotto viene esportato e circa il 95% passa attraverso gasdotti diretti verso l’Europa, mentre per il petrolio Oslo ha esportato nel 2025 circa 1,5 milioni di barili al giorno, con l’Europa nord-occidentale come principale area di consegna.

